«Per noi eri come Rivera o Pelé»
Azzano e l’addio ad Angelo Volpato

Il campione di Azzano è salito in cielo. È infatti mancato giovedì 4 luglio, all’età di settantasei anni, Angelo Volpato, personaggio storico del calcio azzanese. Nato ad Azzano San Paolo nel ’43, crebbe nelle giovanili dell’Azzanese, dove esordì in prima squadra nel campionato di Seconda Categoria. Il suo talento di centrocampista offensivo emerse immediatamente, tanto che il Varese lo acquistò ancora minorenne facendolo esordire in Serie C. Con il Varese conquistò una doppia promozione che lo proiettò in Serie A nel campionato ’64-’65. Da lì un lungo girare per l’Italia nei campionati professionistici con una lunga parentesi nel Catania, per finire la propria carriera in provincia, nel Villa d’Almè, nel 1980.

 

 

Immediatamente dopo il ritiro dal calcio giocato intraprese una lunga carriera da allenatore, lavorando nelle serie minori un po’ in tutta la Bergamasca, con una breve esperienza anche nell’Azzanese nella stagione ’93-’94, avendo anche la soddisfazione di conquistare un campionato di Promozione col Merate nel 2000. Chiuse definitivamente col calcio nel 2004, sempre con il Villa d’Almè. Un giocatore d’altri tempi, quando ancora l’essere professionista non portava ai guadagni odierni, ma che ha permesso a Volpato di aiutare la famiglia. Coi primi guadagni riuscì a comperare casa ai genitori e si dedicò ai suoi fratelli. Lo ricordano con affetto tutti coloro che hanno avuto la fortuna d’incontrarlo, a partire dai tifosi che lo hanno avuto come calciatore o allenatore, come sulla pagina Facebook dei tifosi del Lecco “Blucelesti77”, che lo ricordano con «modi pacati ma decisi, sempre disponibile e serissimo nel suo lavoro». Ma sopratutto lo compiangono i suoi amici di Azzano, che hanno apprezzato sia l’uomo sia il campione. Ne è l’esempio il commovente ricordo che ne fa A. sulla sua pagina Facebook: «Ciao Angelo, tu per la nostra generazione sei stato un modello, per noi eri Rivera, Pelé. Quando eri in carriera e tornavi in paese venivi in oratorio per organizzare sempre una partita di calcio con noi anche se magari il giorno prima avevi giocato a San Siro. Con noi negli spogliatoi eri sempre prodigo di consigli. Grazie per quello che mi hai insegnato».

Lo ricorda con molta passione anche Graziano Brugali, consigliere comunale di Azzano il cui padre ha avuto l’occasione di giocare con l’esordiente Volpato proprio nell’Azzanese: «Lo chiamavamo tutti Angiolino e veniva da una famiglia di calciatori. Il papà era allenatore dell’Azzanese in Prima Divisione mentre suo fratello ha chiuso la propria carriera proprio qui, ma Angiolino è stato il primo azzanese a giocare in Serie A e ne siamo tutti orgogliosi, avendo una grande carriera sia come giocatore che come allenatore. Era una bravissima persona. Tutti gli azzanesi che amano il calcio piangono la sua scomparsa». Brugali racconta come al termine della sua carriera calcistica abbia scelto di vivere ad Azzano, divenendo edicolante in piazza IV Novembre, un’attività nel cuore del paese gestita fino a una decina di anni fa insieme alla figlia. Azzano dice quindi addio non solo al suo campione ma anche a un esempio di sportività e umanità.

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