Che fine ha fatto Fausto Rossini

Fece una cosa grande, una doppietta enorme, nel giorno del suo compleanno. Era il 2 marzo 2003, 23esima giornata di campionato: Milan – Atalanta. Al 1’ minuto di gioco, Paolo Maldini insaccò un’autorete alle spalle di Dida, tra il 28’ e il 30’ lui mise la firma su una doppietta che oggi, 12 anni dopo, racconta così. «Quel giorno successe qualcosa di incredibile, dopo la rete in mezza rovesciata e il secondo gol di testa mi ricordo nitidamente due immagini che non potrò mai dimenticare: lanciai il primo sguardo ai nostri tifosi, vidi la gioia più sfrenata di un autentico muro umano che con il suo urlo stava facendo ammutolire San Siro, Subito dopo mi voltai verso il tabellone e sopra c’era scritto Milan – Atalanta 0-3, aut. Maldini, Rossini, Rossini. L’apoteosi».

Parole ed emozioni sono quelle di Fausto Rossini, attaccante toscano cresciuto tra il club satellite del Margine Coperta e il centro Bortolotti di Zingonia. Classe 1978, il numero 9 di Vavassori riuscì a scrivere quel giorno una delle pagine più emozionanti della storia recente della Dea. Al 90’ la gara si chiuse sul 3-3, nel finale la Dea rischiò pure di perdere (paratissime di Taibi su Tomasson e Rivaldo), ma le gesta del centravanti nerazzurro restarono impresse negli occhi di tutti. Appassionati nerazzurri e non.

 

 

Gigante dai piedi d’argilla. La carriera di Rossini è stata travagliata, le doti tecniche e atletiche non sono mai state in discussione, ma quando ad una prestanza fisica simile fanno compagnia caviglie esili e troppo spesso doloranti diventa difficile arrivare al top. Eppure, di lui, si diceva un gran bene: «Ne sono sicuro, è lui il bomber del dopo-Vieri. Nel futuro attacco azzurro lo vedrei bene in coppia con Miccoli», dichiarò Emiliano Mondonico. «Può crescere ancora, finora gli infortuni gli hanno impedito di giocare con continuità: ha espresso solo il 60% del suo potenziale», gli fece eco Mino Favini. E ancora Fabio Capello sosteneva che non gli mancava nulla per la Nazionale e Cesare Maldini dichiarava «Uno così fa comodo a qualsiasi squadra».

Nella carriera di Fausto Rossini, ariete con tempi fantastici nel colpo di testa ed una classica impostazione da centravanti, ci sono state tante soddisfazioni, ma quello che resta è un senso di lavoro lasciato a metà. La classica incompiuta. In maglia atalantina le presenze sono 105 con 17 reti tra il 1997 e il 2003, le altre casacche indossate da Rossini sono quelle di Bologna, Sampdoria, Udinese, Catania, Livorno, Bellinzona e Como. Qualche gol, pure importante, spalmato qua e là, ma nulla di sconvolgente per una carriera chiusa nel 2012 e in cui i ricordi legati alla maglia atalantina sono tanti. La doppietta in casa del Milan ma non solo.

«Quella stagione è stata importante – racconta Rossini – ma credo di aver attraversato un gran momento anche nel 2000/2001 quando tornammo in serie A: segnai  4 gol nelle prime 5 partite. Ricordo che aprimmo la stagione con una bella prestazione in casa al cospetto della Lazio (finì 0-0), poi con Verona e Vicenza andai in rete e la stessa cosa successe con il Bari. Ripensandoci, fu davvero un grande inizio di stagione».

Ma che fine ha fatto, oggi, Rossini? Il ritiro dal calcio giocato è arrivato nel 2012, subito ci fu un’esperienza in panchina con gli allievi della Trevigliese (club della bassa bergamasca), ma la domanda sorge spontanea: che fine ha fatto Fausto Rossini? A testimonianza del legame che si è creato con Bergamo e con la sua gente, l’ex centravanti grossetano è rimasto a vivere in provincia. Con la moglie Arianna e la figlia Carlotta, Fausto Rossini abita a Stezzano e dopo aver appeso le scarpe al chiodo ha deciso di cambiare completamente vita e lanciarsi nell’imprenditoria cosmetica.

Avete letto bene: insieme alla moglie è titolare del brand “Mi-Ny” (http://www.minyshop.com/it/) ed è specializzato in prodotti per le unghie. Rigorosamente made in Italy, gli smalti “Mi-Ny” sono distribuiti in circa 400 diverse colorazioni e la base dell’azienda è ad Azzano San Paolo. L’esperienza della moglie, bergamasca di Alzano Lombardo, arriva dalla famiglia di origine e l’avventura iniziata nel 2011 coinvolge a tal punto anche il marito ex-calciatore che l’ha affiancata non appena libero da impegni di campo.

Curiosamente, però, c’è una coincidenza incredibile che lega Fausto Rossini all’Atalanta di oggi. «Cosa ne penso di Mauricio Pinilla? Sembra incredibile, ma il giudizio tecnico che mi viene da dare passa anche da un’esperienza personale: due anni fa abbiamo passato le vacanze assieme in Sardegna. Lui giocava nel Cagliari, era in zona con Cossu e Conti e, come sempre succede durante l’estate, siamo stati coinvolti in alcune partite tra amici sulla spiaggia. «È veramente forte, tecnicamente bravo e con una potenza fisica devastante. Sono contento che sia arrivato a Bergamo, l’Atalanta ha fatto un ottimo acquisto».