Che fine ha fatto Igor Budan

“Nel ricordo della piccola Amber, Igor Budan Bergamo ti abbraccia”. Domenica 23 settembre 2012, a Bergamo si gioca Atalanta – Palermo. Prima del fischio d’inizio, in Curva Pisani viene esposto uno striscione dedicato all’ex centravanti che due mesi prima aveva perso la piccola secondogenita Amber di soli due anni. Un’infezione rarissima la strappò all’amore della famiglia e alla sorellina più grande Viktoria. Un dolore lancinante che la gente dell’Atalanta provò ad alleviare dedicando un abbraccio sincero a chi ha indossato la maglia nerazzurra con onore. E che, anche da avversario, viene ricordato con rispetto soprattutto nei momenti difficili.

Per raccontare la storia di Igor Budan con l’Atalanta è giusto partire da qui. Dal momento più brutto per un uomo che quel giorno guardò tutto con gli occhi zeppi di lacrime prima di restare per 90 minuti in panchina, chiuso nel suo dolore. L’attaccante di Rijeka, oltre 300 partite e 70 gol in carriera con una decina di maglie sia in Italia che in Croazia, ha vissuto una doppia esperienza con la maglia nerazzurra collezionando 61 presenze e realizzando 16 gol.

Igor Budan arrivò a Bergamo nell’estate del 2003 dal Palermo. Il presidente Zamparini lo cedette in prestito con diritto di riscatto, in serie B il centravanti classe 1980 trovò subito i meccanismi giusti sotto la guida del tecnico Mandorlini e la sua stagione terminò con un bottino di tutto rispetto. «Prometto 15 gol» furono le parole del giocatore registrate dalle cronache dell’epoca, a quella cifra Budan non arrivò ma grazie a 11 reti in 23 presenze riuscì a chiudere la stagione da capocannoniere insieme a Gautieri (stesse reti ma in 46 presenze) e davanti a Gianpaolo Pazzini (9 gol).

Nell’estate del 2004 Budan tornò a Palermo convinto di restare in Sicilia, a pochi giorni dalla chiusura del mercato invece l’Atalanta lo riprese in prestito con diritto di opzione sulla compartecipazione e per il centravanti di Rijeka iniziò un’avventura decisamente sfortunata con la Dea in serie A. Mandorlini venne sostituito da Delio Rossi, la squadra rimase per lunghi tratti in fondo alla classifica e, solo nel girone di ritorno, provò la grande impresa che valse il famoso giro di campo tra gli applausi del pubblico nel giorno della retrocessione. Purtroppo per Budan, non restò un gran segno della sua presenza nei tabellini.

Con 5 reti in 28 presenze il bottino dell’attaccante croato risultò abbastanza scarno, la stagione fu pesantemente condizionata da alcuni infortuni e da alcune successive ricadute che non lasciarono in pace Budan nemmeno nella prima stagione di Colantuono a Bergamo (serie B 2005/2006). Dopo 8 presenze e 0 gol, Budan nel gennaio del 2006 passò all’Ascoli in serie A dove chiuse la stagione con buonissime soddisfazioni grazie a 4 gol in 11 partite, compresa la prima doppietta sul campo dell’Empoli.

L’ultima, piccola, parentesi di Budan con la maglia dell’Atalanta è iniziata il 21 gennaio 2013. La Dea sta lottando per la salvezza, la sessione di mercato invernale finisce per essere una delle più corpose degli ultimi anni (10 arrivi e 8 partenze, quasi un record) ma per il numero 20 di Rijeka ci sono solo 2 apparizioni (contro Milan e Roma) e pochi minuti a disposizione. Nei 5 mesi passati a Bergamo, Budan prova a prendere sotto la sua ala protettiva Marko Livaja (arrivato dall’Inter nella stessa sessione di mercato) ma nemmeno lui riesce a mitigare e gestire il carattere fumantino del giovane collega.

 

 

Ma che fine ha fatto oggi Igor Budan? Al termine della stagione 2012/2013 si chiuse la sua carriera di calciatore. Il presidente del Palermo Zamparini gli offrì un posto in società come Team Manager della squadra rosanero con un contratto quadriennale. L’aspirazione di Budan è però quella di lavorare nel cuore delle scelte tecniche di una società e, dopo pochi mesi, ecco l’iscrizione al corso di direttori sportivi che partì il 15 settembre 2013 a Coverciano e si concluse con l’abilitazione il 16 dicembre dello stesso anno.

Al termine della stagione, il rapporto tra il Palermo e Budan si è interrotto definitivamente e per l’ex attaccante si sono aperte le porte dello Spezia, in serie B. La società ligure ha assunto come direttore sportivo Guido Angelozzi (ex Bari) e Budan è diventato il suo vice. I rapporti tra Igor Budan e l’Atalanta restano vivi, l’ultima apparizione ufficiale a Bergamo del vice direttore sportivo dello Spezia è datata 9 agosto 2014: l’amichevole giocata allo stadio Comunale termina 2-0 in favore dei nerazzurri e Budan assiste alla gara vicino a Matteo Ardemagni, fresco di passaggio in serie B proprio ai bianconeri.

La notizie più importante che riguarda Igor Budan però è arrivata a fine agosto 2013. A poco più di un anno dalla scomparsa della piccola Amber, Igor e la moglie Dina annunciano la nascita del piccolo Aron: la fotografia su Facebook riceve una miriade di commenti, da Bergamo e non solo. Segno di come il gigante di Rijeka ha lasciato il segno in tutte le piazze che lo hanno visto protagonista. Prima come uomo e poi anche come calciatore.