Che fine ha fatto Makinwa

Gli ex atalantini che possono vantare un passato nella Lazio sono tanti. Quelli che si sono resi protagonisti con entrambe le casacche sono certamente meno ma, probabilmente, si contano sulle dita di una mano quei giocatori che sono rimasti nel cuore della gente atalantina per le emozioni che hanno fatto vivere. Ayodele Stephen Makinwa è certamente uno di questi. Maglia numero 20 sulle spalle, sfrontatezza e velocità unite a 6 gol in 17 presenze che hanno alimentato un sogno (purtroppo infranto) quando tutto sembrava perso.

L’attaccante nigeriano è nato a Lagos nel 1983, la sua carriera italiana ebbe inizio nel 2000 con la Reggiana che lo girò subito al Conegliano. L’avvio della sua esperienza nei campionati nostrani assomiglia molto alla pallina di un flipper: Como-Reggiana-Genoa-Como-Modena-Genoa è la combinazione delle sue squadre prima dell’approdo, nel gennaio 2005, a Bergamo destinazione Atalanta.

La situazione all’ombra di Città Alta era decisamente complicata, prima di Natale il tecnico Mandorlini venne esonerato e fu chiamato Delio Rossi a sostituirlo. A gennaio il mercato privò la Dea di Pazzini (destinazione Fiorentina) ma il presidente Ruggeri decise di investire oltre 2 milioni di euro sul ventunenne talento genoano in cerca di gloria.

Se il mercato di riparazione difficilmente regala grandi gioie, l’impatto di Makinwa con Bergamo e l’Atalanta fu splendido e la rincorsa salvezza animò una piazza quasi rassegnata come nessuno si aspettava: il primo gol di Makinwa arrivò proprio sul campo della Lazio, una settimana più tardi ancora gol per il nigeriano contro il Bologna e la stessa cosa successe contro Cagliari e Milan nelle due sfide successive.

Il 2-1 esterno contro la Sampdoria e il 3-0 casalingo al Chievo furono le ultime due fiammate di Makinwa, la settimana successiva (era il 17 aprile 2005) l’Atalanta uscì sconfitta dal campo del Brescia a causa del rigore prima parato e poi fatto ripetere dal direttore di gara De Santis e l’1-0 firmato Di Biagio segnò la lenta, ma inesorabile caduta delle speranze orobiche: il gol di Cassano in casa contro la Roma sancì l’aritmetica retrocessione, quel pomeriggio Bergamo salutò con un giro di campo zeppo d’applausi ed emozione una squadra capace di far sognare l’impossibile e Stephen Makinwa, mister capriola con il numero 20 sulle spalle, fu uno dei più acclamati.

 

 

L’estate successiva l’Atalanta lo riscattò per 3,2 milioni dal Genoa, l’investimento totale di oltre 5,5 milioni di euro venne ripagato dalla cessione per 7,5 milioni al Palermo di Zamparini. La carriera di Makinwa continuò con la Lazio, ma la parabola discendente era ormai iniziata e le recenti esperienze dell’attaccante nigeriano lo confermano

Ma, oggi, che fine ha fatto Stephen Makinwa? A 31 anni e mezzo, l’avventura calcistica di Makinwa continua senza problemi. Il livello dei campionato è decisamente sceso, dopo la Grecia (Larissa), l’Italia (Carrarese) e la Cina (Bejing Maxi, squadra di Pechino militante in serie B) lo scorso 23 luglio ecco il contratto annuale firmato con il Nova Gorica, formazione slovena che milita nel campionato di serie A. Il bottino, finora, è abbastanza magro visto che è arrivato soltanto un gol nella prima parte della stagione.

Per la verità le ultime stagioni dell’attaccante nigeriano non sembrano particolarmente scintillanti. Con i greci del Larissa, 10 presenze ed 1 gol, l’avventura si interruppe in modo burrascoso tra ricorsi alla Fifa e una rescissione invocata dalla società ellenica per via delle pessime condizioni atletiche del calciatore che nel gennaio 2011 tornò alla Lazio.

Dopo la rescissione con il club di Lotito, l’avventura con la Carrarese di Gianluigi Buffon in Lega Pro. Con la società della presidentessa Alena Seredova, Makinwa firmò un accordo per una sola stagione (siamo nel novembre 2012) e realizzò 6 reti in 13 partite prima di tentare la fortuna in Cina senza tuttavia fare il botto sperato: nel campionato di seconda serie cinese, sono state solo 11 le presenze totali con il bottino di gol che si è fermato a quota 4.

Con gli sloveni del Nova Gorica, oltre all’unico gol realizzato in campionato, Makinwa ha segnato anche un’ altra rete ufficiale il 13 agosto scorso che, purtroppo, significò pochissimo per i suoi nuovi tifosi: nel 4-1 contro il Maribor, vincitore della Supercoppa slovena, l’attaccante di Lagos mise a segnò la rete della bandiera.