Francesco Salvato e il suo kayak
Il campione delle acque bianche

Il Grande Sentiero è una rassegna di film, presentazioni di libri e incontri, organizzata da Lab80 e CAI Bergamo a tema Habitat, culture, avventure. Quest’anno giunge alla sua sesta edizione ed è iniziata l’8 novembre con una camminata da Piazza Vecchia al Palamonti, insieme a Nevio Oberti e Davide Sapienza. Gli incontri si terranno presso l’Auditorium di Piazza Libertà, ma anche a Nembro e a Clusone. La rassegna vedrà la presenza di numerosi personaggi del mondo dello sport di fama mondiale, come l’alpinista britannico Simon Yates.

Sportivi, dunque, che, come la scrittrice-alpinista Isabel Suppé, hanno impresso nei loro libri gli intensi momenti di sospensione tra la vita e la morte che hanno vissuto facendo ciò che amano. Camminatori e ciclisti che hanno infranto record e guadagnato Guinnes dei primati come George Meegan con la sua «camminata più lunga» (un intero continente) e Ausilia Vistarini, che ha percorso la Iditarod Trail Invitational insieme a Sebastiano Favaro ed è stata la prima donna italiana a giungere al traguardo attraversando l’Alaska. Sarà presente il bergamasco Angelino Minali, distintosi anche lui per prodezze ciclistiche ma più a sud, dal Venezuela all’Argentina andata e ritorno.

Il primo appuntamento. C’è poi chi preferisce percorrere le terre e i Paesi con un altro mezzo e attraverso un altro elemento: l’acqua. Francesco Salvato, kayakista di professione, sarà l’11 novembre alle 21.15 presso l’Auditorium di Piazza della Libertà, per parlare del kayak e di quando ha disceso 120 km di fiume Zambesi, il quarto fiume più lungo dell’Africa, passando attraverso le Batoka Gorge.

 

 

Chi è Francesco Salvato, col suo kayak. Francesco Salvato è nato a Padova e fino al 1981 ha sempre creduto che l’alpinismo fosse la sua strada, finché un casuale giro in kayak in un lago non lontano dalla sua città gli ha aperto un mondo, è stata un’illuminazione. Un anno dopo era già istruttore del Canoa Club di Padova e nel 1989 diplomato all’ISEF. Nel frattempo, aveva aperto la prima scuola di kayak in Slovenia, a Soca, la Alpin Kayak, esperienza molto positiva ma durata pochi anni a causa dello scoppio della guerra. Nel 1998, Salvato e la moglie fondano la Free Flow Kayak in Val Pellice e Val Chisone, in Piemonte.

Un campione delle “acque bianche”. Francesco Salvato ha guidato il suo kayak nelle “acque vive” di mezzo mondo. Acque vive, in inglese whitewaters, sono i corsi d’acqua mossi, turbolenti, che formano schiuma (da cui il termine inglese, letteralmente “acque bianche”).

La sua bravura – tenacia e voglia di scoperta – gli permette di vantare oggi un innumerevole elenco di premi e attestati, che lo qualificano come uno dei migliori kayakisti a livello internazionale. Tra i tanti: è stato campione italiano di Canoa Free Ride per quattro anni, campione mondiale a squadre Kayak Free Ride dal 2005 al 2008.

Tra le sue spedizioni si annoverano Cile, Costa Rica e Nepal, il Grand Canyon negli Stati Uniti, lo Zambesi, l’Etiopia e la Nuova Zelanda. È anche autore di alcune prime discese: dal Monte Bianco a Venezia, passando attraverso Dora Baltea e Po, la Sesia Total Run, ovvero la prima discesa integrale di tutti i fiumi della Val di Sesia in giornata, dalle 5.45 di mattina alle 8.30 di sera; all’estero il Rio Bio Bio, Cile, il Chirripò, Costa Rica, e l’Humala Karnali in Nepal, un’impresa durata diciannove giorni.

La sua scuola di kayak. Ha pubblicato tre libri, Il kayak in sicurezza, Il manuale del maestro di canoa e In equilibrio sull’acqua e ha tenuto corsi a tema sport e kayak presso l’Università di Camerino e Udine. La passione di Salvato per il kayak è tanta e uno dei modi più appaganti per viverla non poteva essere che l’insegnamento. I principi didattici con cui Salvato conduce la Free Flow Kayak si basano sul metodo B.E.S.T., acronimo messo a punto da Francesco stesso. Ecco cosa significa.

Innanzitutto sono necessarie le Basi: Francesco ha infatti elaborato una sequenza didattica e di insegnamento degli elementi che costituiscono le fondamenta dello sport e che vanno appresi con disciplina e ordine. E sta invece per Equilibrio: Salvato ha messo a punto strategie ed esercizi per allenare l’equilibrio, “senso” fondamentale se non si vuole rischiare di rovesciarsi in acqua a ogni pagaiata. Le lezioni sull’equilibrio comprendono anche l’Eskimo roll, ovvero la tecnica del raddrizzare il kayak finito a testa in giù, con il pagaiatore sott’acqua, anche questa insegnata grazie ai passaggi semplificati, definiti “Easy Rolling”, messi a punto dall’istruttore. S sta invece per Sicurezza: a ogni livello del corso, infatti, si apprendono fondamentali nozioni di sicurezza relative allo sport. T corrisponde infine a Tecnica: al contrario di quanto si possa pensare, non è importante che lo studente acquisisca una tecnica precisa e immutabile nel tempo. È essenziale, infatti, che lo sportivo apprenda a variare metodi e “colpi”, in relazione al contesto in cui si trova e a eventuali imprevisti. La tecnica è dunque essenziale sì, ma deve essere adattabile. Durante la serata verrà proiettato anche il documentario del 1994 Zambesi: Paddling the Batoka Gorge, che riprende l’avventura della discesa del fiume in Zimbabwe.