Chi era Franco “Tex” Speroni, morto
in Vespa contro la Torre del Galgario

In moto ci sapeva andare eccome, Franco Speroni, 37 anni, chiamato “Tex Ban” dagli amici bikers. Con la sua Yamaha R1, quella di Valentino Rossi, si faceva in sicurezza i tornanti verso Selvino, sfrecciava fino al lago d’Idro o nella valle di Ledro. Con uno scooter, però, ha trovato la morte. Una Vespa 125 a bordo della quale, la notte di martedì, alle 23.50, stava tornando dai festeggiamenti per un compleanno in via Borgo Santa Caterina. Bisogna ancora capire quale dei due fosse alla guida. Poi lo schianto contro la Torre del Galgario, tra le vie Suardi, Frizzoni, Muraine e Pitentino (da cui lo scooter stava arrivando). Franco è deceduto sul colpo, l’amico 40enne è in coma. Abitava in via Celadina, civico 95, e faceva lo chef. Lascia la mamma Annalisa.

La polizia locale sta cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente attraverso la visione dei filmati delle telecamere comunali, giusto per escludere il coinvolgimento di altri mezzi. La Vespa è intestata a un terzo amico, che pure era al bar. Nello schianto, Speroni e l’amico sono letteralmente volati prima contro la torre e poi sull’asfalto. Franco Speroni era uno chef: aveva lavorato in passato al ristorante La Delizia, in Porta Nuova, e fino al gennaio dell’anno scorso all’Antico Benessere Agriturismo & Beauty Farm di Fara Gera d’Adda. Attualmente si alternava in vari locali.

I funerali venerdì 12 alle 11. «Lo conoscevo soltanto da un anno, ma si era creato un rapporto unico, un po’ come tra padre e figlio. Era davvero una persona solare, disponibile, squisita», dice Maurizio Mutti, uno dei bikers amici di Franco Speroni, a L’Eco di Bergamo. La notizia della sua morte è circolata subito tra i motociclisti, rimasti increduli. Il rombo dei motori dei suoi compagni di motocicletta accompagnerà Speroni nell’ultimo viaggio, domani (venerdì 12) alle 11, davanti alla Casa del commiato di via Dante a Seriate, dove si terrà un ricordo laico. Il corteo di centauri proseguirà fino al cimitero di Bergamo, dove il feretro sarà sepolto.

Il ricordo. Il cuoco Angelo Signorelli ha ricordato Speroni su Bergamonews: «Era una persona generosa. Ricordo che per tutta la durata della stagione estiva mi dedicò tantissimo tempo. Mi insegnò moltissime cose e moltissimi trucchi del mestiere. Devo ringraziarlo perché, anche grazie a lui adesso sono la persona che desideravo essere: una persona che ama la cucina e ama sacrificarsi per questo lavoro. Un grazie immenso per tutto Chef, continuerò a cucinare anche per lei, che sicuramente mi controllerà dall’alto e se sbaglierò troverà il modo di farmelo notare. Un abbraccio Chef, buon viaggio».

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