Ghisleri, il cognome della musica

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Via Rovelli non è una zona di passaggio di pubblico, anzi. Eppure qui, ogni giorno è possibile trovare una fila di macchine parcheggiate alla bell’e meglio. Sono tutti i clienti dell’Antica Casa Musicale Ghisleri, il negozio di strumenti più antico di Bergamo. Centocinquant’anni di attività (o meglio, 144 visto che il negozio è nato nel 1870) che riuniscono cinque generazioni e raccontano la storia di una famiglia. Parlando con “Gardo”, all’anagrafe Edgardo Ghisleri, attuale titolare del negozio, il segreto del successo di questa realtà sta tutto nella qualità e nella completezza del servizio offerto. Non si tratta solo di vendere gli strumenti musicali, ma di garantire l’assistenza e la loro riparazione. In questo senso il negozio di via Rovelli diventa la casa di tutti i musicisti a cui si rompe l’amplificatore, non funziona la pedalina o si ritrovano con lo strumento danneggiato. Qualsiasi strumento. Dieci dipendenti garantiscono la competenza specifica per elettronica, strumenti a fiato, a percussione, chitarre, bassi e ottoni.

Tutto è iniziato con un trombettiere di Garibaldi. Ad aprire l’attività nel 1870 è stato Giovanni Ghisleri, bisnonno dell’attuale proprietario. Il padre di Giovanni era un trombettiere di Garibaldi e ancora adesso in negozio è conservata la sua tromba e la lettera, indirizzata al conte Camozzi e firmata dall’eroe dei due mondi, nella quale si cita l’avo musicista. Inizialmente era una fabbrica di strumenti musicali e in particolare di ottoni.

E la passione è diventata quella di un’intera famiglia. La fortuna di questo negozio sta nel fatto che, generazione dopo generazione, i figli hanno accolto con favore il lavoro del padre. Un passaggio non scontato e che in moltissimi altri casi ha condizionato il destino di piccoli imperi familiari. All’interno dell’Antica Casa Musicale il lavoro in negozio è stato cementato da una costante passione per la musica, tramandata anch’essa di padre in figlio. Tutti o quasi suonano. Il bisnonno suonava il clarinetto, il nonno suonava la tromba e ora i figli continuano con pianoforte, clarinetto e chitarra. Elena, l’ultima della famiglia, è diplomata in liuteria e continua la tradizione di famiglia nella costruzione degli strumenti musicali.

Non si può pensare solo al business. Ghisleri è un negozio pensato per i musicisti e questa atmosfera è palpabile nei mille mq del negozio ed è una delle carte del suo successo. Chi ci lavora parla soprattutto per passione. Gli stessi addetti sono musicisti, costruttori, strumentisti che, prima di ogni cosa, parlano di ciò che conoscono meglio. Esiste, inoltre, un rapporto di forte fiducia instaurato con i clienti e che, a dire la verità, non sempre è conveniente. Significa che ci si conosce, ci si fa credito, si lasciano le cose in conto vendita e ci si fida. In anni in cui le botteghe di città sono praticamente scomparse, questo sistema richiama l’idea della bottega vecchio stile. Semplicemente Ghisleri può permettersi di farlo e lo fa. Non si punta alla vendita importante. Gli strumenti più cari sono le chitarre e i clarinetti che possono arrivare fino a ottomila euro, si preferisce  garantire dei servizi essenziali per chi opera da professionista nel mondo musicale. Un esempio è la garanzia dei “muletti”, ovvero la versione della vettura di cortesia mentre lo strumento è in riparazione. La categoria che garantisce il miglior fatturato, invece, è l’audio, cioè il sistema di amplificazione, seguito dai clarinetti e altri strumenti bandistici. Proprio con le bande si attua una politica particolare che permette pagamenti semestrali e serve circa 70 comuni della provincia di Bergamo.

Non solo Bergamo. La clientela non è solo bergamasca. Ghisleri serve tutto il Nord Italia e anche il Sud, soprattutto per la riparazione degli ottoni. All’Antica casa si rivolgono persone di ogni fascia d’età e in tutti i periodi dell’anno, perché chi è malato di musica non conosce Natale o Pasqua, né può “guarire” dopo i trenta. La concorrenza viene soprattutto da internet, perché permette di ottenere prezzi più bassi senza però, occorre specificare, il sistema di garanzia sul quale punta l’azienda bergamasca. Altro tasto innegabile è la realtà Daminelli, l’altro grande negozio di strumenti musicali che da 30 anni si divide una fetta del mercato con Ghisleri.

Tutti i musicisti sono uguali. Sono talmente tanti quelli bravi che entrano in negozio che chi ci lavora non ci fa più caso. La bacheca con gli autografi delle celebrità c’era nella vecchia sede di via Verdi e non è stata riproposta. Tra le stanze non è difficile incontrare Braido, celebre chitarrista di Vasco Rossi, ma anche qualche curioso personaggio; settimana scorsa qualcuno ha incontrato Bobby Solo. In generale, dice il proprietario, il livello dei musicisti bergamaschi è aumentato negli ultimi vent’anni in qualità e competenza.

Un sogno nel cassetto. Nel futuro di Ghisleri non si pensa a nessuna filiale e nessuna festa per i 150 anni di attività, ma c’è un sogno mai realizzato che rimane nel cassetto. Quello di creare un luogo per i musicisti. Un locale dedicato alla musica. Nessun concerto prefissato, semplicemente chi lo desidera può suonare. Sarebbe un ritrovo per i professionisti del settore, in cui conoscersi, scambiarsi idee, tecniche, formare gruppi e confrontarsi. Chissà, forse le prossime generazioni di Ghisleri lo potranno realizzare, appena riparte il mercato.