Giovanni Battista, il santo superstar

Oggi inutile chiamare uffici pubblici a Firenze, Genova, Torino o Monza. Oggi è San Giovanni Battista, il santo imbattibile in quanto patrono: sono oltre duecento città e paesi in Italia che si sono messi sotto la sua protezione. Anche a Bergamo sono tanti i paesi che lo hanno come patrono: Albegno, Almé, Aviatico, Casnigo, Carona, Clusone, Dossena, Fornovo San Giovanni, Madone, Mezzoldo, Mozzo, Palazzago, Predore, Sotto il Monte, Stezzano, Madone, Mezzoldo, Mozzo, Palazzago, Viadanica.

Per non parlare poi delle reliquie. Le sue sono disseminate per mezzo mondo, con ampia concentrazione nel nostro Paese. Per venerare la sua testa bisogna andare a San Silvestro in capite, a Roma, a due passi da Palazzo Chigi. Ma al cranio manca la mandibola, che invece è custodita nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo. Il braccio destro si trova nella cattedrale di Siena; ma non la mano, che invece è reliquia veneratissima a Rapagnano, in provincia di Fermo.

[San Giovanni Battista nell’arte]

La famosa Decollazione (nell’arte). C’è poi il piatto su cui sarebbe stata deposta la sua testa dopo la decollazione: fa parte del Tesoro di San Lorenzo a Genova, esposto nel piccolo museo della cattedrale, famoso per lo straordinario allestimento progettato da Franco Albini nel 1956. Il piatto richiama uno degli episodi della storia di San Giovanni che ha ispirato decine di artisti, di scrittori e anche di musicisti: è la vicenda della sua morte per decollazione, avvenuta per decisione di Erode Antipa, che in realtà era stato istigato dalla perfida moglie Erodiade. La quale si era innamorata del Battista, ricevendone sempre un drastico e implacabile diniego. Per vendicarsi del mancato amore, aveva architettato un piano subdolo, convincendo la figlia Salomé a cimentarsi in un ballo voluttuoso davanti al padre. Alla fine Erode, in piena crisi di concupiscenza, per riconoscenza promise alla figlia di esaudire qualsiasi suo desiderio. Salomé, fedele al piano della madre, chiese – e ottenne – la testa del Battista: episodio truce documentato con crudezza da Caravaggio nel meraviglioso quadro custodito nella cattedrale di San Giovanni di Malta (altro pezzo di terra sotto il patronato di San Giovanni). Quanti artisti si sono cimentati nell’iconografia della testa del Battista, della Decollazione, o meglio ancora di Erodiade che contempla disperata il frutto del suo feroce disegno.

[La Decollazione del Battista e Salomè nell’arte]

Due feste: un trattamento da superstar. Un’altra eccezionalità di San Giovanni è il fatto di essere festeggiato due volte durante l’anno, per la nascita in terra e per quella in cielo, cioè la morte (solo per Maria si fa altrettanto). La memoria della Decollazione cade il 29 agosto, mentre oggi si ricorda il suo venire al mondo, anche in questo caso in condizioni abbastanza fuori dalla norma. Figlio di Elisabetta, cugina di Maria, e quindi a sua volta cugino in secondo grado di Gesù, Giovanni venne annunciato agli anziani genitori da un’apparizione dell’Arcangelo Gabriele. È sant’Agostino a ricordare quanto fosse antica la tradizione, nelle chiese africane, di festeggiare la nascita di Giovanni il 24 giugno. Non a caso una data che cade sei mesi giusti prima di Gesù, fedelmente a quanto raccontano i Vangeli che tra i due ci fossero sei mesi di differenza. Non solo: le chiese d’oriente festeggiano anche il concepimento di Giovanni il 24 settembre, nove mesi prima della nascita, proprio come il 25 marzo in tutta la chiesa si ricorda l’Annunciazione, cioè il concepimento di Gesù. Insomma, il trattamento avuto dal Battista è un trattamento da vero santo superstar. Come dimostra l’iconografia infinita che lo riguarda: certamente è il santo più rappresentato nella storia dell’arte cristiana, a occidente come a oriente.

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