Gli 80 anni del più grande di tutti
(infatti non ha mai sfiorato l’Oscar)

Forse era in onore del suo ottantasimo compleanno che sabato sera hanno dato, in seconda serata, Quella sporca dozzina, film ai vertici assoluti delle nostre preferenze, nel quale lui – Donald Sutherland – è Vernon, uno degli psicopatici addestrati da Lee Marvin per una missione non sappiamo se dire speciale o suicida. Stupendo personaggio. La sua faccia era perfetta per quel ruolo di slow-witted, ritardato mentale. Forse perché a lui più che ad ogni altro attore si addice il ritratto degli scozzesi tracciato da Gilbert K. Chesterton: che sono un po’ tutti dei fuori di testa..

Sutherland passa infatti per canadese: e in effetti in quella nazione “povera di storia ma ricchissima di geografia”, come si dice, è nato e vissuto. Però gli antenati vestivano il kilt: il padre, prima di Sutherland, presenta un meraviglioso McLea, mentre la madre si chiamava Dorothy Isobel McNichol, che è tutto dire. Con nomi così è impossibile guardare un film – qualunque film in cui compaia Donald (Mc Lea) Sutherland – senza avere di fronte Stan Laurel in una delle sue migliori performances, quella di Stanlio McLaurel (Gli allegri eroi, 1935). Invece per la paranoia non c’è chi gli stia a pari, perché è sottile, quasi non si vede. Micidiale.

Più ancora che scozzese, però, Donald Sutherland è un attore. Ora dipende da come si considera un attore. Parlando di ciò che costituì per la propria carriera Il sorpasso, Vittorio Gassman disse che in quel film aveva capito che al cinema – diversamente dal teatro – non si deve recitare. Siamo perfettamente d’accordo. Anzi, di più: al cinema un attore deve scomparire, non si deve riconoscere. Donald Sutherland in Il Casanova di Federico Fellini, dove è appunto Casanova, scompare in maniera incredibile. Nessuno direbbe che è lo stesso che in M*A*S*H è il Capitano Benjamin Franklin “Falco” Pierce, in Animal House il professor Jennings, o in Hunger Games l’orrendo Snow.

La prova? Non gli è mai stato attribuita, non diciamo la statuina, ma nemmeno una nomination di striscio all’Oscar. Ed è perfettamente comprensibile, perché sullo schermo si vede il personaggio, non il signor Sutherland che oggi – barba e sorriso troppo dolce per essere lui – compie 80 anni. Il film, la sua vicenda, va avanti, e lui sembra che non ci sia. E i signori dell’Academy Award se lo dimenticano. Come molti si dimenticano di segnarlo fra i presenti in diversi film. Wikipedia.it, ad esempio, non lo nomina nel cast della Sporca Dozzina. Lo mette solo nell’elenco a fianco. E chi di noi si ricorda che fra i protagonisti di Novecento di Bernardo Bertolucci, assieme a Robert De Niro e a Gérard Depardieu giovane c’era anche lui nelle vesti di Attila, il fattore. Alzate le mani, per favore: due sole?

E in JFK – Un caso ancora aperto, che parte aveva? Noi vi confermiamo che interpretava Mister X, ma chi non ha pensato: “Perché, c’era anche in JFK?”. Kevin Kostner, il supremo testimonial dell’insalata di tonno, ce lo ricordiamo tutti. Il vecchio Donald no. Perfetto così. Sei il più grande di tutti, Casanova!

 

PImCRME

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