La farmacista di Nese e il Cammino
Il racconto di Elena verso Santiago

«Il Cammino di Santiago, una sfida con me stessa. L’ho vinta, a dimostrazione che nella vita con tenacia e forza di volontà non esistono ostacoli». Quel che lascia dentro un’esperienza simile diviene molto più di uno spot per una trentenne guidata da determinazione, personalità e idee cristalline. Elena Bolzoni, nata ad Alzano e titolare della farmacia di Nese, zaino in spalla con all’interno il minimo indispensabile, ha scelto una rotta speciale per riporre per qualche giorno il camice bianco nel fatidico armadietto. Per lei il cammino verso Santiago di Compostela è cominciato dalla città spagnola di Ponserrada (settantamila abitanti, nella provincia di Castiglia e Leon) e, in otto giorni, l’ha vista coprire i 215 km di distanza tra le due località, sospinta anche da una gamba da vera atleta: «Sono appassionata di sport a 360 gradi – spiega -, mi diletto nella corsa, nello spinning e nelle camminate in montagna. L’attività fisica, che sia indoor oppure outdoor, è un hobby pressoché quotidiano. Per questo cercavo qualcosa d’impegnativo, adatto al mio livello di preparazione ma anche al bisogno di stare un po’ con me stessa. Una media di 30 km al giorno (280 complessivi quelli totalizzati da Elena, che ha abbinato anche doverose viste ai luoghi d’interesse adiacenti, ndr), un suggello su un periodo estremamente positivo».

L’esigenza d’intraprendere un viaggio simile va anche ricercata nella professione, che la chiama a essere quotidianamente a contatto con la gente e perciò con pochi ritagli di tempo a disposizione per focalizzarsi sul discorso individuale: «Amo il mio lavoro – continua -, amo il mio paese e sono una persona estremamente socievole. Tuttavia sentivo dentro di me il desiderio di prendermi del tempo. Così ho fatto, decidendo prima di acquistare i biglietti aerei e poi di ascoltare qualche consiglio di chi ci era già passato. Ma proprio il minimo, per non farmi scalfire nel mio intento. Inoltre, sono una persona che va molto a sentimento, una testarda che quando vuole una cosa se la prende». Niente e nessuno perciò avrebbero potuto far arretrare l’avanzata di un fiume in piena come la dottoressa Bolzoni, che nella semplicità dell’essenziale – in un contesto dai tratti religiosi, fatto di solidarietà e condivisione – ha ritrovato una dimensione unica assaporata dal primo all’ultimo passo e che le ha anche permesso di superare inevitabili difficoltà: «C’è stato qualche momento di sconforto – ammette -, alcune fasi in cui ho temuto di non farcela, complice un infortunio al piede. Ma come ho assorbito il piccolo incidente grazie alle conoscenze nel settore legate alla mia professione, ho superato il resto stringendo i denti, la stessa modalità con cui mi sono posta al cospetto di tante avversità che ho dovuto affrontare in passato. Quel che ho provato sono state emozioni fortissime, ho toccato picchi d’entusiasmo e di felicità mai raggiunti prima».

«Come quando, all’improvviso, magari dopo aver passato un bosco senza incontrare anima viva, si apriva davanti a me un paesaggio mozzafiato che lasciava un senso di pienezza assoluta per averlo conquistato con la propria fatica e le proprie gambe. Ebbene, in quel frangente ci si sente veramente invincibili». Testa bassa e pedalare per una ragazza che fa della sicurezza interiore ed esteriore (è stata modella e ragazza immagine, ha partecipato alle selezioni per Miss Italia, ndr) il proprio caposaldo e che lancia un messaggio senza mezzi termini: «Ci vuole coraggio – sottolinea – per affrontare situazioni diverse dall’ordinario, ma bisogna buttarsi. Sempre. Il Cammino può essere per tutti, a patto che ciascuno lo viva in maniera estremamente soggettiva: basta farlo nella condizione migliore per stare bene. Cosi diventerà indimenticabile, come per me. Oltre a far apprezzare ancor di più le piccole cose».

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