La favolosa vita di Evan Spiegel
il più giovane miliardario del mondo

Ci son persone che nascono fortunate e a cui la Dea bendata non volta mai le spalle. Sono poche, assai rare, ma ce ne sono. Una di queste, ad esempio, è Evan Spiegel. A lui la vita, fino ad oggi, ha sempre detto bene. E non a caso, nel senso che anche lui ci ha messo del suo, visto che nel 2011, ad appena 21 anni, ha programmato l’applicazione Snapchat che l’ha reso oggi il più giovane miliardario del mondo secondo Forbes, con un patrimonio netto stimato in 1,5 miliardi di dollari ad appena 24 anni. Snapchat è un servizio di messaggistica istantanea che consente di inviare agli utenti del proprio network messaggi di testo, foto e video visualizzabili solo per un certo numero di secondi. Un successo esploso in pochi mesi, soprattutto oltreoceano: nel 2013, si stimava che il servizio vantasse un traffico di circa 50 milioni di messaggi al giorno. Oggi, con l’applicazione implementata con pubblicità e un metodo di pagamento (chiamato Square), la sua valutazione è di circa 10 miliardi di dollari, ma salirà presto: ha appena raccolto 200 milioni di dollari d’investimento dal colosso dell’ecommerce Alibaba ed è pronto a raccogliere altri finanziamenti in grado di far raggiungere all’azienda il valore di 19 miliardi di dollari.

 

 

Nato con la camicia. «Sono un esemplare di giovane maschio bianco americano ben educato» ha dichiarato una volta Spiegel, «come me ce ne sono tanti. Ma io sono stato fortunato, molto fortunato. Perché la vita non è sempre facile, ma la mia, un po’, sì». Evan Spiegel è nato il 4 giugno 1990 a Los Angeles da una coppia di importanti avvocati: Melissa Ann Thomas e John W. Spiegel. La sua infanzia l’ha passata nella lussuosa e ridente area di Pacific Palisades, poco distante da Malibu, con le onde dell’oceano Pacifico a bagnargli i piedi nelle lunghe estati losangeline. Il lavoro dei genitori gli ha permesso di passare un’infanzia felice, senza preoccupazioni economiche di alcun tipo. Mamma e papà erano una delle coppie più in vista della zona e facevano parte dei principali club della nuova “aristocrazia” locale. Nonostante il loro matrimonio sia finito negli anni liceali di Evan, non gli hanno mai fatto mancare nulla. Insomma, Spiegel è il tipico ragazzo “nato con la camicia”.

La prima auto e il sogno di una Bmw. Nel giorno del suo sedicesimo compleanno, mamma e papà gli fecero trovare davanti a casa una fiammante Cadillac Escalade 2006, che iniziò a usare con passione. Quando si recava a scuola, presso la Crossroad School for Art & Sciences californiana, per paura di rovinarla aveva ottenuto il permesso di lasciarla nel parcheggio della Southern California Edison, cioè il parcheggio dell’azienda di approvvigionamento, produzione e vendita di energia elettrica, gas e olio grezzo che il padre aveva rappresentato durante gli anni della crisi energetica che colpì diverse grandi aziende degli Stati Uniti.

 

 

Spiegel, però, si rendeva conto che quella bellissima Cadillac non era la vettura più adatta alle sue necessità. Guidava spesso in città e un’auto così grande non era certo la migliore, sia in termini di risparmio che in termini d’inquinamento. Per questo motivo Spiegel iniziò a chiedere ai genitori una nuova auto. Nel 2008 scrisse una lettera ai suoi genitori, in cui chiedeva espressamente la possibilità di affittare una Bmw 550i, l’auto dei suoi sogni che allora costava, al dettaglio, 75mila dollari: «Sapete quanta gioia mi danno le auto – scriveva 7 anni fa ai genitori – e sarei quindi veramente felice se voi decideste di riconoscere il mio duro lavoro scolastico dandomi l’ok per la Bmw». Già allora le doti oratorie e carismatiche di Spiegel erano evidenti, anche nei confronti dei suoi genitori: il ragazzo “rinfacciò” loro la bella vita, fatta di serate in club esclusivi della zona e di viaggi in Europa. «Viviamo in una bolla» disse, e non era giusto che in quella bolla non ci fosse anche lui con la sua Bmw. Inutile dire che poco dopo Spiegel sfrecciava per Los Angeles a bordo dell’auto dei suoi sogni.

La nascita di Snapchat. Dopo aver ottenuto il diploma, Spiegel si iscrisse a Stanford ed è lì che incontrò i due amici con cui poco tempo dopo iniziò la più grande (e lucrosa) avventura della sua vita, cioè Snapchat. Reggie Brown e Bobby Murphy erano due suoi amici prima di diventare i cofondatori di Snapchat. «Non eravamo dei gran fighi – ha spiegati in un’intervista recente Murphy -. Per questo abbiamo iniziato a pensare di realizzare qualcosa grazie a cui saremmo potuti diventarlo». Effettivamente non erano tre ragazzi di quelli che spiccavano e non facevano parte di nessuna squadra sportiva del campus, ma erano svegli, intelligenti e molto legati tra loro. Facevano anche parte di una confraternita, la Kappa Sigma, nella quale non si risparmiavano certo qualche party.

I tre però non festeggiavano solo: tra una lezione e l’altra stavano progettando un’applicazione innovativa, che permettesse di messaggiare senza però lasciare alcuna prova tangibile di quanto scritto. Nel 2011 gran parte del lavoro di progettazione era stato compiuto e così i tre decisero di fondare una società: nacque Snapchat, società con sede a Los Angeles, precisamente in una delle abitazioni di papà Spiegel, in Toyopa Drive a Pacific Palisades. Spiegel credeva profondamente in questo progetto, tanto che decise di mollare gli studi universitari nonostante gli mancassero pochi esami. I suoi genitori, allora, non la presero benissimo. Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensano oggi.

Il più giovane miliardario al mondo. Spiegel lavorò giorno e notte insieme ai suoi soci per fare in modo che Snapchat diventasse realtà. Nel 2012, quando il prodotto era praticamente pronto, la società spostò la propria sede sul lungomare di Venice Beach. Spiegel restò però a vivere sotto il tetto paterno, spiegando che «è l’affitto più a buon mercato che abbia trovato». A pochi mesi dal suo lancio, Snapchat divenne un successo incredibile e, per certi versi, anche inatteso. Non per Evan però, che sulla sua idea ci aveva sempre creduto e lavorato sopra. Insieme ai clienti, arrivarono anche i finanziatori, pronti a scommettere palate di dollari sul futuro di quell’app di messaggistica che si poneva come unica vera (e credibile) concorrente di WhatsApp. Finalmente, nel novembre del 2014, Spiegel decise di lasciare casa di papà: si è comprato un’umile dimora a Brentwood alla modica cifra di 3,3 milioni di dollari. Una reggia di circa 2.800 metri quadri. Del resto era diventato il più giovane miliardario al mondo (fonte Forbes) con un patrimonio netto di 1,5 miliardi di dollari.

 

 

La vita di Spiegel era cambiata totalmente. Non se l’era mai passata male, ma il successo di Snapchat gli ha dato anche quelle poche cose che fino a quel momento non si era potuto permettere, come una Ferrari (altro che Bmw…) e un piccolo aereo privato con cui ama sorvolare Los Angeles. Nonostante il grande investimento nella sua nuova casa, non passa molto tempo in California: nell’ultimo anno è stato a Londra, Arabia Saudita, Pakistan e Russia, tutti viaggi dettagliatamente documentati sui suoi canali social. Il successo gli ha permesso di stringere amicizie di un certo livello, quali quelle con George Lucas e Shane Smith, ceo di Vice. Ma non solo: secondo i bene informati, Spiegel è stato anche legato sentimentalmente con la cantante Taylor Swift per diversi mesi. Non ce ne voglia, ma siamo certi che anche qui c’è lo zampino del successo di Snapchat. Questa relazione l’ha anche avvicinato ulteriormente al mondo della musica, di cui è un grande appassionato. Spiegel ha abbozzato una trattativa, mai andata a buon fine, per l’acquisizione della casa discografica Big Machines, che rappresenta proprio la Swift. Più recentemente, Spiegel ha annunciato che vorrebbe coinvolgere Snapchat nel settore musicale, non escludendo anche la possibilità di aprire una propria casa discografica. Visti i precedenti, il “rischio” è che apra la casa discografica di maggior successo del futuro.