La Gilda delle Arti di Treviolo
Parola d’ordine: teatro giovane

Nonostante il tempo trascorso, in tanti ricorderanno ancora l’esordio della compagnia di teatro Shart a Treviolo nel 2006. In quell’estate un gruppo di giovanissimi ragazzi (dai quindici ai vent’anni) creò la compagnia – il cui nome derivava dall’unione delle parole inglesi Show e Art – e proprio durante quell’estate misero in scena La Bella e la Bestia.

La prima avventura. Moltissimi di quei ragazzi erano di Treviolo e a trainarli c’era l’entusiasmo di Nicola Armanni, all’epoca solo ventenne. Il gruppo si ritrovava per le prove e per la definizione degli spettacoli negli spazi messi a disposizione dal Comune di Treviolo e dalla banda di Curnasco, dove una volta a settimana facevano le prove. Il genere di teatro messo in scena dieci anni fa dal gruppo era quello dei musical, spettacoli intrisi di musica che veniva eseguita da alcuni componenti della banda di Curnasco. La Bella e la Bestia fu il primo spettacolo, a cui seguirono due anni di attività sul territorio. Nel 2008 l’ultima apparizione nel comune treviolese, poi un’assenza durata dieci anni.

 

 

Il grande ritorno. Un’assenza terminata a marzo, all’interno del Cineteatro di Albegno, quando la compagnia – che nel frattempo ha assunto il nome di La Gilda delle Arti – è finalmente tornata nel luogo dove tutto iniziò. Un ritorno a Treviolo in grande stile, sintomo di una compagnia divenuta ormai completamente adulta e pronta per nuove e più grandi sfide. A guidarla è sempre Nicola Armanni, che ne è direttore artistico e nel tempo ha visto l’affiancamento della moglie Miriam Ghezzi, regista e titolare del gruppo. La compagnia – composta da ragazzi di Treviolo, Bergamo e dei centri confinanti – dopo anni di spettacoli organizzati nel capoluogo ha colto immediatamente l’occasione di ritornare nel territorio natio. Un ritorno che è stato abbracciato dalla comunità treviolese, che ha accolto il gruppo riempiendo il Cineteatro, dimostrando così un affetto mai mancato per quei ragazzi che nonostante gli studi e il lavoro continuano ad amare e seguire con passione il teatro. A dire il vero il gruppo era già tornato a Treviolo l’anno scorso, in occasione di Treviva, ma in quel caso si trattava di un progetto teatral-culturale sviluppato con i ragazzi del Cag.

Come ci spiega Nicola: «Il 24 marzo era la prima volta dopo dieci anni. E siamo tornati con uno spettacolo di Goldoni, L’Arlechì, servitore di due padroni, che abbiamo rivisitato in modo da renderlo accessibile a un pubblico più ampio». Lo spettacolo fa parte del filone della commedia dell’arte. «Un genere che a Bergamo si vede molto poco. Non vi sono compagnie che fanno questo tipo di teatro e solo sporadicamente lo si può trovare al Donizetti o al PalaCreberg». Questo perché «a Bergamo la gente che va a teatro è poca, e quelli che lo fanno preferiscono la prosa o gli spettacoli per bambini, che ormai riscuotono sempre più successo». Vi sono inoltre sul territorio bergamasco molte compagnie che fanno teatro sperimentale o di ricerca, «ma il nostro obiettivo è quello di riportare la gente a teatro, e per questo abbiamo scelto di approfondire questo genere». Gli spettacoli teatrali a Bergamo «raggiungono le cinquanta, sessanta persone per volta, anche per limiti di capienza dei posti in cui vengono messi in scena. Noi ci siamo detti, ma perché non andiamo in un teatro da due, trecento posti? E perché non dovremmo riuscire a fare uno spettacolo per così tante persone?».

 

 

Teatro per e con i giovani. Un obiettivo ambizioso, quello perseguito da Nicola e dalla sua compagnia, che rivela però la voglia di rendere il teatro accessibile a tutti, di togliere cioè dall’immagine del teatro quella patina di elitarismo che da troppo tempo lo contraddistingue, soprattutto agli occhi dei più giovani. «Noi puntiamo a coinvolgere i giovani, perché vediamo che voglia di far teatro c’è, e ce ne è tanta, sia nei giovani che negli adulti. Vi sono molti corsi per bambini, qualche corso per adulti, ma nessuno per adolescenti e giovani adulti. Da una parte perché i ragazzi dai sedici ai trent’anni non vanno a teatro perché viene vista come una cosa d’élite. Proprio per risolvere questo problema, noi crediamo che se i giovani facciano teatro in prima persona sono poi anche incentivati ad andare a vederlo, ad appassionarsene come momento culturale e ludico».

Nella compagnia sono infatti coinvolti, per una serie di spettacoli di Molière, Shakespeare e Goldoni, moltissimi giovani tra cui uno dei protagonisti dello spettacolo, Nicolas Adobati, carrozziere treviolese classe 1989 che nello spettacolo L’Arlechì, servitore di due padroni interpreta proprio Arlecchino. Un impegno che deve dividere con il lavoro: «Studio nei ritagli di tempo dopo il lavoro e non mi pesa, dato che per me il teatro è una passione. A proposito di sabato devo dire che Treviolo ci ha accolto proprio bene». Grazie all’impegno di questi ragazzi gli spettacoli messi in scena da La Gilda delle Arti stanno diventando sempre più professionali, riscuotendo successi in tutta Bergamo e provincia. Proprio per questo motivo Nicola e la compagnia vogliono farli conoscere sia nella Bergamasca sia al di fuori dei confini della provincia: «Finora per vedere questo genere di teatro dovevi andare a Milano, con noi è tornato nella Bergamasca, ma è tempo adesso anche per noi di ampliare il nostro bacino di pubblico. Nel 2019 vorremmo infatti iniziare a uscire dai confini bergamaschi».

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.