La più brava cantastorie d’Italia
è bergamasca e scrive delle fiabe

È una bergamasca, di Cologno al Serio, la più brava cantastorie d’Italia. Paola Raffaini, 36enne, ha vinto infatti il premio nazionale di fiabe, diventando di fatto la «regina» di questo genere di narrazione. Che nasce per i bambini, ma piace (molto) anche agli adulti. Ne parla il Giornale di Treviglio.

Paola Raffaini, la signora delle fiabe. La passione per la scrittura c’è sempre stata, ma mai Paola avrebbe creduto di vincere questo importante concorso. La colognese, infatti, aveva deciso di partecipare quasi per gioco. Un giorno, di passaggio in biblioteca, aveva visto l’annuncio del bando. «Perché no?» aveva pensato e così qualche mese dopo, venerdì scorso per la precisione, Raffaini è stata premiata a Selvino, Comune che ha indetto questo prestigioso concorso a livello nazionale. Al concorso sono arrivati ben 290 racconti per bambini. Dopo una prima scrematura si è passati a 30 fiabe. Per arrivare infine a 10 racconti. Durante le prime due fasi di selezione, a scegliere quali storie avessero diritto di proseguire nella competizione è stata una giuria composta da personalità illustri del settore. Invece a decretare la vittoria di Paola sono stati propri i fruitori di questi racconti: i bambini. Una commissione di giovanissimi lettori ha deciso che la fiaba di Paola fosse la migliore tra le dieci in gara.

La più brava cantastorie d’Italia. La fiaba scritta dalla colognese è molto semplice ed è scritta con uno stile chiaro e lineare. Il racconto ruota intorno ad un bambino, figlio di importanti ed esperti naviganti, che nel corso della loro vita hanno fatto importanti scoperte. Anche il protagonista della storia vorrebbe fare altrettanto. Per questo arriva in un’isola dove incontra un mostro, dall’apparenza terrificante, in realtà bisognoso d’aiuto. La scoperta più grande e importante per il giovane protagonista della fiaba non sarà quindi geografica. Infatti, alla luce verranno i sentimenti e le emozioni, «il nostro vero tesoro da scoprire».

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