L’agenzia dei giornalisti star
e il business dell’opinionismo

Settimana scorsa vi abbiam parlato di come la televisione italiana sia in crisi, povera di contenuti e, forse ancora peggio, d’idee. Dato il boom che hanno avuto negli ultimi anni, uno dei “settori” dove si nota maggiormente questa difficoltà è quello dei talk show. Nonostante siano presi di mira addirittura dal presidente del consiglio Matteo Renzi (che comunque nei talk ci è nato) e dal leader politico del momento, Matteo Salvini (che comunque nei talk ci sta vivendo), la tv italiana continua a puntare fortissimo su questi format: non c’è giorno che non veda un talk in programmazione, che sia sulla Rai, su Mediaset o su La7. Del resto l’idea di offrire ai telespettatori non più solo un superficiale divertimento, ma un’opinione approfondita sugli argomenti di attualità, ha affascinato molti e, per diverso tempo, ha portato i suoi frutti. Ora, però, la gente è annoiata dalla ripetitività, dall’assenza di eterogeneità e dall’omologazione dei format offerti.

Gran parte del merito del boom dei talk, ma ora anche della loro crisi, secondo molti è rinvenibile non nei volti politici che li popolano, bensì nei giornalisti. Perché oramai questi spazi catodici son diventati una vetrina imperdibile per tanti “professionisti della penna”, volenterosi di dire la loro e illuminare il pubblico da casa. Capita così che, più che l’ospite, a segnare il destino di share di una puntata sia l’opinionista. Autori e conduttori devono essere abili nel scegliere il profilo giusto per la puntata giusta: a volte serve la superbia del belloccio “grillologo” Andrea Scanzi, altre il cinismo menefreghista e popolare di Giuseppe Cruciani, altre ancora l’ironia e la leggerezza di Pierluigi Pardo. E chi meglio di un’esperta agenzia di manager può aiutare in questa ardua scelta? Così VisVerbi è diventata oggi quella che molti definiscono la “fabbrica delle star del giornalismo”.

 

visverbi

 

Dalle showgirl ai “tuttologi”. Pieno centro di Milano, corso Garibaldi: qui, in una palazzina vecchio stile, c’è la sede di VisVerbi, l’agenzia che gestisce immagine e contratti dei giornalisti più in voga del micromondo televisivo e non solo. L’agenzia è nata nel 2011 dalla collaborazione tra Camilla Buzzi e Barbara Castorina. Quest’ultima è l’imprenditrice che ha più esperienza nel mondo delle agenzie dello spettacolo: fonda VisVerbi, infatti, dopo un’esperienza pluriennale alla ITC 2000, l’agenzia di Beppe Caschetto, uno dei più potenti manager dello show business italiano. Nel suo parco talenti si contano ballerini, cantanti, attori e showgirl che hanno segnato e continuano a segnare la nostra tv. Fu proprio la Caschetto ad intuire le potenzialità dei giornalisti nel mondo televisivo: non solo capacità e prestanza, ma anche contenuti da poter “immettere” nel sempre più vacuo mondo catodico. Fu così che la ITC 2000 mise sotto contratto personalità quali Roberto Saviano, Luca Telese, Giovanni Floris, Daria Bignardi e Cristina Parodi. Una scommessa vinta in poco tempo, con queste firme del giornalismo nostrano che hanno in poco tempo invaso le programmazioni di tutte le reti.

Castorina, forte di questa esperienza lavorativa, decise di mettersi in proprio nel 2011 e con l’aiuto di Camilla Buzzi ha dato vita a quella che oggi viene considerata la “fabbrica delle star del giornalismo”. Oggi la Buzzi non fa più parte di VisVerbi ed è stata sostituita dalla giornalista ed esperta di comunicazione Valentina Fontana, che ha ampliato gli interessi dell’agenzia nel 2013 attraverso la creazione del marchio VisFacti, sotto cui vengono organizzati e gestiti laboratori culturali, eventi, convegni e chi più ne ha più ne metta, naturalmente con l’aiuto dei giornalisti facenti parte della scuderia. In poco tempo, grazie ad una strategia manageriale ai limiti della perfezione, VisVerbi ha dato vita a un nuovo modo di intendere il giornalismo televisivo, rendendolo una colonna portante dei palinsesti di tutte le reti.

Una scuderia pronta ad ogni evenienza. Grazie ai buoni rapporti con Sebastiano Barisoni, vicedirettore di Radio24 e voce nota agli ascoltatori del canale di Confindustria, la VisVerbi ha potuto subito puntare su un “cast” di tutto rispetto: tra i primi ad entrare a far parte della nuova famiglia manageriale, infatti, ci furono Alessandro Milan (voce ironica e affidabile della rassegna stampa mattutina su Radio24) e il duo “di matti” Giuseppe Cruciani-David Parenzo, conduttori del programma radiofonico di incredibile successo La Zanzara e vere proprie star del giornalismo. Da lì fu tutto più semplice, con l’arruolamento di Andrea Scanzi, Filippo Facci e la bella blogger Selvaggia Lucarelli. Gli ultimi due hanno salutato VisVerbi, ma non hanno mai negato l’importanza che l’agenzia ha avuto nel loro percorso professionale. Oltre a questi volti noti, la VisVerbi ha messo sotto contratto anche Antonello Piroso (che nega, ma risulta ancora presente nel sito dell’agenzia) e Francesca Senette, negli anni divenuti più conduttori che giornalisti. La VisVerbi ha puntato sulla trasversalità dell’opinionismo, mostrando di non avere gusti difficili per quanto riguarda gli orientamenti politici dei suoi giornalisti, tanto che una discussione in un qualsiasi talk tra due suoi tesserati non fa altro che aiutare l’immagine complessiva dell’agenzia. Come ogni buona agenzia che si rispetti, però, la VisVerbi ha deciso anche di puntare su volti nuovi del panorama giornalistico-televisivo nostrano, meglio se in rosa: approdano in corso Garibaldi le belle Mia Ceran (portata alla ribalta da Agorà), Paola Cambiaghi (Tgcom), Marianna Celeste Aprile, Nathania Zevi (oggi ad Agorà e compagna di vita di David Parenzo) e Sabrina Scampini (Matrix).

Un metodo vincente. VisVerbi, formalmente, non fa niente di diverso da ciò che fa ogni altra agenzia “delle star”: contatta autori e trasmissioni, discute di contratti e compensi e incassa circa il 10-20% del cahet. Ufficiosamente, invece, quest’agenzia fa un lavoro ben diverso: data la diversità dei propri clienti rispetto agli abituali volti noti della televisione, ha meno compiti d’immagine e molti di più, invece, di consulenza. Lavorano più sui contenuti che sull’apparenza. Consigliano quando è il momento migliore per il tal giornalista di apparire in tv, quando invece è meglio implementare la propria presenza nel web attraverso i canali social, quando magari scrivere un libro o pubblicarne uno che c’era nel cassetto da tempo. Ci sono giornalisti, inoltre, più adatti a fare i conduttori, altri i semplici opinionisti. Il giornalismo, del resto, è cambiato: non basta più saper scrivere bene e avere qualcosa da dire per imporsi, ma bisogna anche sapersi vendere, possibilmente al prezzo giusto e al momento giusto. VisVerbi non si occupa delle testate su cui è meglio che scriva un giornalista, ma dell’immagine che è meglio che passi di sé in televisione o sui social, in base alla personalità del soggetto. È un lavoro più profondo e, per certi versi, più delicato. Un lavoro che ha influito per anni sul cambiamento vissuto dalla nostra televisione e che siamo certi che anche in questo momento di difficoltà peserà notevolmente.