L’Hotel Roma di Amatrice rivive
nelle recensioni su TripAdvisor

L’hotel ormai non c’è più. E Tripadvisor un po’ laconicamente avvisa: «Chiuso definitivamente». Restavano i ricordi, quelli delle recensioni lasciate dai viaggiatori (472, con un voto medio di 3,5), sino a che i responsabili del sito hanno deciso che fosse meglio chiudere la pagina. Erano tanti i commenti che in questi anni passanti e fedelissimi hanno lasciato sul sito di viaggi più frequentato del mondo. Prima che sparissero dal web abbiano fatto in tempo a scorrerli: leggerli è come rimetter piede in quegli ambienti che respirano di un’Italia semplice e profonda, Italia di provincia, genuina e anche un po’ raffazzonata. Albergo e ristorante avevano una lunga storia: avevano infatti aperto i battenti nel lontano 1897. Sul sito ufficiale passa anche qualche foto in bianco e nero, ricordo dei tempi andati. Le altre immagini narrano di una sala pranzo vasta con tanti tavoli, tovaglie bianche da trattoria popolare, sedie alla casalinga.

 

7a07198b-d550-4566-90d3-63e1efa7e277_large

Com’era prima del sisma.

 

Come si stava al ristorante. «Il classico. Non si può non venire qui a mangiare l’amatriciana. Ti siedi e neanche ti chiedono cosa vuoi, solo “bianca o rossa?” Buonissima, tra l’altro. Il posto è bellissimo con vetrate giganti che danno sulla montagna», scriveva Valeria M. a inizio agosto. Anche una viaggiatrice che si firma Paola Bileggio racconta la sua soddisfazione: «Tantissimi tavoli pronti per accogliere chiunque, panorama eccellente e cucina molto buona. Servizio sbrigativo ma simpatico, per non parlare del conto finale: 20 euro a testa con acqua, vino, primo, secondo e pure dolce».

Sulla qualità del servizio invece c’è chi ha da ridire. In quel ristorante a conduzione famigliare a volte ci regolava alla bell’e meglio. «Mi hanno messo sul tavolo il secondo senza che neanche avessi finito il primo», si lamenta un viaggiatore. E un altro reclama le troppe macchie sulle tovaglie. Comunque al ristorante c’era sempre posto per tutti, senza nessun bisogno di prenotazione. E chi ci è passato in genere ricorda, oltre al piatto “principe” («La amatriciana è qualcosa di superbo così come tutto il resto, dall’agnello allo scottadito a quello alla cacciatora», scrive Salvatore), le grandi vetrate con bellissima vista sulla Valle della Laga e sulle montagne.

Com’era l’albergo. Decisamente più spartane le camere, che le foto del sito non a caso riprendono in modo sommario per evitare di scendere in dettagli lacunosi. All’albergo, a quanto pare, ci si arrivava per lo più di passaggio, raramente per soggiorni lunghi. E da alcuni commenti si capisce anche il perché. «L’estate scorsa sono stato nella parte “nuova”, che benché sotto il livello stradale. Affaccia su un bellissimo panorama dei monti della Laga. Stanza e bagno erano pulite ma sono molto basse (nei limiti dell’agibilità?) e ricavate da una grossa struttura in cemento che è stata costruita sotto l’edificio storico», racconta un viaggiatore con il nickname henrysco. «Per andare al ristorante, passando per l’interno, si attraversano corridoi che definirei brutti e saloni, forse adibiti a feste negli anni ’80/’90, in evidente stato d’abbandono. Qui c’era un secchio a terra che raccoglieva acqua che scendeva dal piano superiore…». Un altro viaggiatore che si firma Sarona86 si lamenta per il freddo. Era venuto ad Amatrice con amici per il capodanno 2015. «Siamo stati sistemati nelle stanze al piano -1. Stanze umide e ghiacciate, pavimento sempre bagnato, costretti per due giorni ad asciugare la stanza ogni mezz’ora, bagno gelido, sempre bagnato anche quello, con acqua fredda!».

 

img (5)

 

E i saluti d’addio. Le ultime recensioni ad essere messe sul sito sono state quelle della nostalgia. «Non ci sono mai stato… e oggi me ne dispiace… di non aver onorato uno dei simboli della nostra terra», ha scritto il giorno successivo al terremoto Salvatore D. «Non so come si mangiasse, né come fosse la loro ospitalità… ma sicuramente saranno state delle persone straordinarie come tutti i loro concittadini».

Commosse le parole di Davide X: «Doveva essere una recensione sulla gastronomia, sulla bellezza del posto e sul cibo ottimo. Io sono un cultore della amatriciana e della “gricia”. Avrei voluto essere qua per magnificare la gentilezza e la qualità ed invece tutto questo ora passa in secondo piano. Ho appena letto che è crollato tutto, che c’è gente sotto alle macerie. Vorrei che questa recensione arrivasse a tutti gli abitanti di Amatrice e non solo a tutte le persone colpite. Siete gente meravigliosa, avete donato un piatto buonissimo all’umanità intera e conosco la vostra tenacia».

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.