Linda e il temporary store a Orio
(molto più che la moglie del Papu)

A Bergamo, per tutti (o quasi) è la moglie del Papu Gomez. Destino segnato quando sei la compagna di vita del capitano dell’Atalanta, uno dei principali artefici dell’incredibile passata stagione, che ha portato la formazione nerazzurra a infrangere ogni record. Ma Linda Raff, in realtà, è molto più che una “moglie di”: 28 anni, architetto, è mamma di due bambini (Bauti e Coti) e, soprattutto, un’imprenditrice, che proprio a Bergamo sta trovando terreno fertile per la sua creatività.

Dopo aver lavorato nello studio di architettura De8, nel quale si è occupata della progettazione della nuova ala di Oriocenter, con il marito ha aperto il centro medico e sportivo Perform (in via Furietti) e, un anno fa circa, ha lanciato invece la sua personalissima linea di moda, che porta il suo nome ed è composta principalmente da costumi. Uno stile raffinato, elegante, minimal, con richiami agli Anni Cinquanta. Che la rappresenta, dice lei. E che a maggio tutti potranno vedere e toccare con mano grazie a un temporary store che aprirà i battenti a Oriocenter. «Di questo centro commerciale conosco ogni angolo – spiega Linda – e ogni persona che ci lavora. Quindi, quando è nata l’idea del temporary store, non ho avuto dubbi su dove aprirlo. A Orio è come se giocassi in casa».

 

 

Cosa ci sarà nel negozio?
«Tutta la mia collezione di costumi presente anche online sul sito lindaraff.com. Ma anche alcune novità, come una linea di capi in lino: dal copricostume alla gonna, dai pantaloni ai vestiti lunghi e corti. Lo stile rimarrà lo stesso, cioè molto semplice, anche nei colori, che saranno il bianco e il nero. Alcuni di questi capi si troveranno soltanto al negozio e non sul sito».

Nelle sue creazioni quanto c’è del suo stile?
«Tutto, direi. Amo la semplicità (dice indicando i vestiti che indossa, un dolcevita nero su pantaloni neri, ndr ). La mia linea di moda rispecchia pienamente il mio gusto. Ho cercato di renderla classica ma allo stesso tempo moderna. Non sono d e l l’idea che per modernizzare un capo sia per forza necessario metterci sopra… Non so, un ananas o un pappagallo» (ride, ndr).

Effettivamente i costumi delle principali case di moda sono molto più appariscenti dei suoi.
«È una questione di gusto. A me quelle stampe non fanno impazzire, ma soprattutto c’è il rischio che da un anno all’altro alcuni stili passino di moda. I miei capi, invece, hanno una continuità. Escono sempre nuovi modelli, nuovi colori, ma tutti potranno sempre acquistare anche le vecchie collezioni e troveranno sempre tutti i prodotti. La semplicità non passa mai di moda».

Quando disegna un costume o un capo di abbigliamento, a che tipo di persona parla?
«A tutti: uomini e donne, ragazzi e ragazze, bambini e bambine».

Quanto resterà aperto il negozio a Oriocenter?
«Visto il tipo di abbigliamento che proponiamo, solo i tre mesi di inizio estate: maggio, giugno e luglio. L’intenzione era aprire il primo maggio, ma dato che è un giorno festivo penso che inaugureremo il giorno successivo».

E in che zona sarà?
«Praticamente nel punto d’incontro tra la nuova e la vecchia ala, davanti al negozio della Diesel».

Questa scelta è legata a un motivo particolare?
«L’intenzione è attirare e incuriosire più persone possibili. Quello è un punto di passaggio tra l’area più frequentata e conosciuta del centro e quella nuova, a cui sono legata perché ho lavorato alla sua progettazione».

Quanto costano i suoi capi?
«I prezzi non sono bassi, ma neppure alti. Sono giusti per la qualità del prodotto. Più che altro, avendo solo l’ecommerce, molti sostengono che io abbia scelto questi prezzi per il marchio. Ma la verità è che un marchio non c’è: è semplicemente il mio nome e ci vuole del tempo perché un prodotto venga identificato appieno con un marchio. Il prezzo è dovuto invece all’altissima qualità del tessuto, che costa veramente molto, e…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 19 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 5 aprile. In versione digitale, qui.

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