Quei matti della Popolare Ciclistica
(aspettando pure il Tour del Ruanda)

Video Brother’s Studio.

 

Nelle grandi gare ciclistiche del Nord Europa, il tracciato viene chiuso al traffico un giorno prima, per permettere agli amatori di seguire lo stesso percorso dei ciclisti professionisti. In Italia non accade ancora, ma in occasione dell’edizione 2016 della corsa Il Lombardia, la Popolare Ciclistica ha pensato bene di ovviare a modo suo, con una pedalata lungo lo stesso tracciato della gara: da Como a Bergamo in 240 chilometri. Con partenza alle 3.30 di notte, destinazione Como in perfetto stile Do It Yourself. Fai da te.

Quando non ce l’hai, il tracciato ufficiale te lo crei. Quando la squadra di ciclismo non c’è, bastano alcuni amici con la stessa passione e da lì ha inizio tutto. Parte da quest’attitudine tanto cara al punk, la storia della Popolare Ciclistica, cominciata prima ancora di avere questo nome, quando il suo Presidente Daniele Quarenghi qualche anno fa capisce che «forse oltre a guardarlo in tv e a giocare al fantaciclismo, la versione pedalabile del fantacalcio, il ciclismo potevo farlo davvero».

 

Per iniziare con lo spirito giusto la settimana, non perdetevi gli highlights del Lombardia 2016!
In questa edizione più che mai una corsa “Così dura da essere unica”

Pubblicato da Il Lombardia su Lunedì 3 ottobre 2016

 

Rock all night, ride all day. Musica la notte e pedalate tutto il giorno, tra gli sport preferiti degli atleti di questa polisportiva c’è anche quello di arrivare alla gara la mattina con il minor numero di ore di sonno possibile e in condizioni ridicole, ma sempre con la colonna sonora perfetta: dai New Order agli Smashing Pumpkins, ai mille riferimenti musicali che costellano i loro post sui social e arrivano anche a Raggio Stile di vita a Pedali, dove nelle scorse edizioni hanno proposto un contest sulle note di Blitzkrieg Bop dei Ramones.

Ora, dopo migliaia di metri di dislivello tra Fiandre, Francia e Sardegna, i punk rocker a pedali della Popolare nel 2018 vogliono partecipare al Tour del Ruanda. Scommettiamo che ce la faranno?

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