L’uomo che inventò il climatizzatore
(benedetto lui e la sua intuizione)

Certe invenzioni, si sa, hanno nettamente migliorato le nostre condizioni di vita. Tra queste ce n’è una che apprezziamo molto durante gli afosi mesi estivi: il condizionatore. È uno strumento utile e benedetto ogniqualvolta il termometro segna temperature che superano i trenta gradi. Porta refrigerio e ci aiuta a dimenticare l’umidità e la calura che infiacchisce il fisico e stanca la mente. Il padre di questa invenzione, e dunque l’uomo che noi tutti dobbiamo ringraziare, è Willis Haviland Carrier.

Era da poco cominciato il XX secolo – precisamente siamo nel 1902 -. Carrier, conclusi gli studi in ingegneria alla Cornell University, venne assunto come progettista di sistemi di riscaldamento per l’asciugatura di legname e caffè dalla Buffalo Forge, una fabbrica produttrice di stufe e sistemi di ventilazione. L’intuizione che l’avrebbe poi portato a dare vita al primo sistema di raffreddamento, lo colse la mattina del 17 luglio 1902, mentre si trovava nella sala d’attesa di una stazione ferroviaria. Qui occorre fare una premessa: proprio in quei giorni, Carrier stava lavorando a un importante progetto per conto di una nota tipografia di Brooklyn, la quale aveva commissionato alla Buffalo Forge un impianto di aerazione in grado di frenare e combattere l’umidità che alterava la qualità e il formato della carta in lavorazione. Carrier, dunque, stava già lavorando alla realizzazione di un progetto che, poco dopo, avrebbe portato alla creazione del condizionatore.

 

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[Una foto della Buffalo Forge. Nel cerchio rosso un giovane Carrier]

 

Ma torniamo alla stazione ferroviaria: Carrier, osservando il vapore che saliva dai binari, capì che se avesse trovato il modo di comprimere l’aria fino allo stato liquido, raffreddarla, rivaporizzarla e distribuirla nella stanza, avrebbe ridotto, allo stesso tempo, sia la temperatura sia l’umidità della tipografia. Si mise subito all’opera e in breve tempo riuscì a costruire una macchina capace di concretizzare quelle intuizioni che, sulla banchina di una stazione, non erano altro che progetti. Grazie al sistema ideato da Carrier, l’aria non veniva solo deumidificata, ma anche raffreddata e purificata. Un risultato che soddisfò non poco la tipografia cliente. Come spiega Focus, l’invenzione dell’ingegnere americano «si basava sul principio teorizzato dal chimico e fisico inglese Michael Faraday che, circa un secolo prima, aveva scoperto come la compressione e la successiva espansione di un gas avevano come conseguenza il raffreddamento del gas stesso». Purtroppo i gas che utilizzati in quei primi condizionatori erano tossici e solo nel 1928 furono sostituiti con i clorofluorocarburi, dotati di ottime proprietà refrigeranti e completamente innocui all’uomo.

Carrier non solo inventò questo fantastico macchinario, ma installò anche il primo impianto domestico, precisamente nel 1914 in una casa di Minneapolis (Minnesota). Con l’immediato successo che ottenne questa sua invenzione riuscì a racimolare quella che, per l’epoca, era decisamente una bella cifra: quasi 35mila dollari. Con questo gruzzolo, fondò, nel 1915, la Carrier Engineering Corporation, nel New Jersey. Tra i clienti che fecero richiesta dell’innovativo e sensazionale condizionatore si possono ricordare niente meno che il Senato e la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, oltre che altri importanti clienti sparsi per tutti gli Usa. Negli anni ’30 Carrier trasferì la società a New York ed ebbe la brillante idea – una scommessa che lo avrebbe portato ai vertici del mercato in questione – di aprire alcune filiali della sua azienda in Giappone e in Corea del Sud. Un’intuizione che si rivelò azzeccata e fonte di innumerevoli guadagni. Basta pensare che ancora oggi l’Estremo Oriente rappresenta il principale mercato per gli impianti di climatizzazione.

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