Lusitania, e la guerra fu mondiale

Il 7 maggio 1915 segna la data in cui l’opinione pubblica americana da neutrale divenne interventista. Fu quel giorno che un sottomarino tedesco affondò il Lusitania, un transatlantico che trasportava civili, in una tragedia destinata a imprimersi nell’immaginario collettivo, quasi quanto quella del Titanic (di soli tre anni prima). 1200 furono le vittime e lo sdegno popolare nei confronti della Germania fu talmente alto che di lì a poco gli Stati Uniti sarebbero entrati nella Prima Guerra mondiale a fianco degli Alleati.

La storia dell’affondamento. L’RMS Lusitania era un transatlantico britannico in servizio agli inizi del Novecento, di proprietà della Cunard Line. Lungo 241 metri, aveva una stazza di 32.500 tonnellate. Poteva accogliere fino a 2mila passeggeri e viaggiare a una velocità di crociera di 26 nodi orari. Era un gioiello dell’ingegneria navale dell’epoca, ed era stato ideato per essere il transatlantico più grande e più veloce mai costruito.

 

 

Nel 1915 la Germania, in guerra con la Gran Bretagna, aveva disposto un blocco navale attorno alle coste del paese nemico. Gli Stati Uniti, all’epoca, erano neutrali e, mentre il Lusitania era ancorato nel porto di New York, l’ambasciata tedesca fece pubblicare, a proprie spese, un avviso sulla stampa statunitense per avvertire gli americani di non imbarcarsi su quella nave, poiché qualora questa avesse forzato il blocco navale sarebbe stata affondata. Nonostante l’avviso, numerosi cittadini statunitensi si imbarcarono sul Lusitania alla volta di Liverpool. Il 7 maggio del 1915, poco dopo le 2 del pomeriggio, al largo del capo di Kinsale, un sottomarino tedesco U-20 lanciò un siluro contro il Lusitania mentre la nave, dopo aver forzato il blocco imposto dai tedeschi, si trovava otto miglia al largo delle coste meridionali dell’Irlanda.

18 minuti, e poi la fine. 18 minuti. Tanto (poco) ci mise il transatlantico a colare a picco, colpito dritto alle macchine, cosicché non fu nemmeno possibile fermare i motori e calare le scialuppe. Morirono 1.198 persone e se ne salvarono 751. Delle vittime, 128 erano cittadini americani e un centinaio bambini sotto i due anni di età. Nessuno si aspettava che la Germania potesse attaccare una nazione neutrale e provocare la morte di così tanti civili. Ma Berlino si è sempre difesa affermando che il Lusitania era un obiettivo militare legittimo perché trasportava armi e  veniva usato come nave militare per spezzare il blocco che i tedeschi stavano cercando di imporre intorno all’Inghilterra dallo scoppio delle ostilità nell’agosto del 1914.

Il mistero delle armi a bordo. Dopo che il siluro aveva colpito il Lusitania a bordo ci fu una seconda esplosione, si pensa provocata da materiale esplosivo o potenzialmente esplosivo che – suppone qualcuno – si trovava a bordo per essere contrabbandato. I sommozzatori, molti anni dopo l’affondamento, dichiararono che nella stiva del Lusitania vennero rinvenuti, a 100 metri di profondità, quattro milioni di proiettili Remington 303 fabbricati negli Stati Uniti, e che erano state immagazzinate tonnellate e tonnellate di merce etichettata come formaggio, burro e ostriche, nelle stive non refrigerate, ma che in realtà erano granate, polvere da sparo, cotone per fucili.

La tesi complottista. Le indagini vennero condotte in maniera superficiale e molto veloce, e forse anche per questo motivo si è sviluppata una tesi complottista secondo la quale la Gran Bretagna ebbe precise responsabilità per accelerare l’entrata in guerra degli Stati Uniti. La Gran Bretagna, in quegli anni, era uno dei principali partner commerciali europei degli Stati Uniti e già diversi navi americane erano state danneggiate o affondate da mine tedesche. A sostegno della tesi viene spesso citata una lettera confidenziale scritta di Winston Churchill, che recitava: «È della massima importanza attrarre le navi neutrali sulle nostre rive, soprattutto nella speranza di coinvolgere gli Stati Uniti contro la Germania. Da parte nostra vogliamo il traffico, più ce n’è meglio è, e se qualcuno finisce nei guai, ancora meglio».

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La fine della neutralità americana. In seguito all’attacco, tuttavia, gli Stati Uniti non intervennero immediatamente in guerra, ma chiesero in maniera decisa la fine degli attacchi U-Boot nell’Atlantico; richiesta alla quale la Germania acconsentì non senza proteste. Dopo alcuni mesi di guerra, però, la Germania, ormai sull’orlo della rovina, riprese gli assalti condotti con sottomarini alle navi in transito nell’Atlantico, nel tentativo di ridurre i rifornimenti degli Alleati; ciò pose fine alla neutralità degli Stati Uniti, che aderirono all’Intesa il 6 aprile 1917. Per molti, la tragedia del Lusitania fu un pretesto da dare all’opinione pubblica per farla indignare e sviluppare in essa una coscienza interventista. Ancora oggi il relitto del Lusitania giace sui fondali del Il suo relitto giace ancora sul fondale del Mar Celtico, a 93 metri di profondità.