Il manager dell’energia di Mozzo

Dalle pampas argentine ai colli di Mozzo il passo è breve. Fabio Leoncini, di origini italiane, nasce in Argentina e dopo un brillante corso di laurea in politica economica approda alla Tenaris, dove per un quinquennio collabora alla ristrutturazione di aziende acquisite dal gruppo, in piena liberalizzazione delle utility argentine, districandosi con successo fra business plan e conti economici.

Una sfida italiana. Nella normale logica di gruppi multinazionali, anche a Leoncini la direzione del gruppo argentino chiede di affrontare nuove sfide e lo invia nel 1992 in Italia, vista la sua esperienza nelle privatizzazioni, a sistemare i conti della Società Italiana Vetro, appena privatizzata, appena rilevata e gestita dal manager Paolo Scaroni. Si trova così a girare tutte le filiali europee del gruppo. Per Leoncini, che nel frattempo si è sposato con Valeria, anche lei nipote di italiani, è una sfida molto interessante, che gli consente di crescere ulteriormente dal punto di vista professionale.

 

 

Dalmine energia. Nel 1996 viene richiamato in Argentina e inizia la sua carriera nel mondo dell’energia, diventando Cfo, direttore amministrativo, di un gruppo di aziende che stava sviluppando progetti energetici nell’America latina tra l’Argentina e il Messico. Ma passano solo due anni e Paolo Rocca, della famiglia proprietaria tra l’altro della Tenaris Dalmine, lo richiama in Italia: nel settore dell’energia sta iniziando un gran fermento e Leoncini può essere la persona giusta per cavalcare l’onda favorevole. Nasce Dalmine Energia, un consorzio di acquisto di energia, strategico per grandi aziende energivore, come i laminatori della Dalmine ma anche per altre aziende italiane e Leoncini la guida con successo. Passano otto anni e Tenaris decide di vendere Dalmine Energia al colosso tedesco Eon e così per Leoncini il 2006 è un anno di grandi cambiamenti.

L’anno dei cambiamenti. La sua famiglia è cresciuta e i quattro figli, tutti nati in Italia, non ci stanno più nella casa che li ha accolti in quegli anni e Leoncini decide di prenderne una più grande, a Mozzo, immersa nel verde dei colli al Borghetto, «zona incantevole». Ma c’è di più. Pur avendo la possibilità di rientrare in aziende del gruppo Tenaris in Argentina, dopo la vendita di Dalmine Energia, anche grazie al grande supporto alla moglie Valeria, «una donna molto coraggiosa», Leoncini decide di lasciare la famiglia Rocca e dedicarsi a un progetto tutto suo: Innowatio. Da amministratore delegato con alle spalle un grande gruppo industriale ad amministratore di una start-up in un piccolo ufficio di periferia.

 

 

Innowatio. «Eravamo in quattro soci – ricorda Leoncini, io avevo quarant’anni e partivamo da zero, avevamo un’idea nostra, e a testa bassa, siamo andati a bussare alle porte di capitani d’azienda che hanno creduto in noi. Rocca, Sestini, Bombassei, Lombardini, Zanetti, Bolis e tanti altri, i primi soci e clienti di un gruppo che oggi conta oltre duecento dipendenti e fattura oltre un miliardo di euro. Mia moglie, è stata quella che mi ha dato la forza. “Vai avanti che è una buona idea” mi diceva, condividendo il sogno nonostante la fatica di crescere quattro bambini piccoli. Quando nel 2011 siamo stati premiati a Londra come “l’azienda più innovativa” Valeria mi disse: “niente di particolare, era nelle cose…”.

Innowatio acquista energia e la vende ai suoi clienti, ma se acquistiamo meglio condividiamo questo risultato con il cliente. Viviamo in una società energetica dominata dalle energie rinnovabili. La produzione di energia non è più accentrata ma distribuita sul territorio e la tecnologia offre la domanda di energia a un un soggetto più pro-attivo in quanto il consumatore è più consapevole e partecipe del mercato, parte attiva. Le realtà industriali comprendono di più dei temi dei consumi e l’inconsapevolezza è destinata a cambiare verso una maggiore efficienza energetica. La comunità digitale è fatta da prosumer – produttori e consumer – e noi prediamo e diamo energia come Internet dà le informazioni. È in atto una rivoluzione digitale e noi vogliamo essere protagonisti. Se vi ricordate – conclude Leoncini – una volta c’era la nonna che diceva “spegni la luce quando esci dalla stanza”. Oggi vogliamo creare algoritmi che facciano la stessa cosa senza la nonna e gli strumenti digitali facilitano questa trasformazione. Vogliamo contribuire al risparmio consapevole per un mondo più sostenibile: premiare il merito è la competizione, e ridurre gli sprechi di ciò che non vedi è il nostro goal».

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