Marta Piarulli: «Giovani fate politica!
Tanta fatica, ma io sono contenta»

Perché i giovani dovrebbero fare politica? Lo spiega Marta Piarulli. Domenica 15 luglio, alla quinta festa organizzata da Stezzano Bene Comune, la consigliera è stata invitata a parlare di liste civiche e di giovani, portando la sua esperienza. Abbiamo incontrato Marta, per cercare di capire come una ragazza di trent’anni si approccia e si rapporta con la politica locale.

Come è andata la serata di domenica?
«Bene, è stato un momento di confronto molto interessante con l’assessore di Arcene Andrea Rozzoni, che già conoscevo, e con due ragazzi della Lista Civica Nostra Dalmine, Fabio Tiraboschi e Roberto Pinotti. Ho parlato della mia esperienza in campo amministrativo, che non è moltissima perché sono in politica dal maggio 2014, e della campagna elettorale, di come ognuno di noi aveva vissuto e gestito questo momento e di quali potessero essere le modalità per avvicinare i giovani alla vita politica e amministrativa».

Campagna elettorale nella quale tra poco sarete di nuovo coinvolti…
«Al momento non ci stiamo ancora pensando, anche se è molto probabile che gran parte della nostra squadra si ripresenti, ma non c’è ancora nulla di sicuro. Ovviamente ci saranno altre persone da avvicinare e da coinvolgere».

 

 

Ti sei avvicinata alla politica molto giovane. L’interesse è nato in quel momento o c’era già da prima?
«In realtà mi interessavo di politica già prima di essere eletta, ma non in maniera attiva. Poi, quando nel febbraio 2014 Pasquale Gandolfi mi ha chiesto se volessi far parte della sua squadra rinnovata per la nuova Lista Civica, mi sono sentita di dire sì a questa avventura, che in realtà non sapevamo se sarebbe poi cominciata. Dopo vent’anni di Lega Nord non era assolutamente detto che le persone potessero dare fiducia a un gruppo nuovo, giovane e con persone non proprio conosciutissime. Ma la sfida mi interessava, mi piaceva e ho accettato. E devo dire che, dopo quattro anni, non sono pentita di questa mia decisione, anche perché questa esperienza amministrativa mi ha aperto tantissime porte dal punto di vista della conoscenza e dell’approfondimento. Ho avuto modo di incontrare altri giovani che si impegnano».

Quindi, in futuro, ti piacerebbe proseguire su questa strada.
«Penso proprio di imbarcarmi nell’avventura delle elezioni del 2019. È un’esperienza che mi sento di consigliare a tutti i giovani ma, deve essere chiarissimo, se ti vuoi impegnare bene e davvero, se vuoi dare il tuo contributo, c’è molto tempo e molta energia da dedicare alla causa. Noi siamo partiti all’arrembaggio, con poche convinzioni e certezze, e ci siamo trovati da giovani un pochino spiazzati sul cosa fare attivamente in Consiglio. Per un giovane che ha voglia di impegnarsi in questa avventura, è sicuramente un mondo che dà molto, se anche tu sei disposto a dare. E deve essere chiaro che qui non ci guadagni nulla, anzi, ci metti il tuo di tempo, i tuoi soldi, le tue energie. Ma io sono contentissima così. Sono magari un pochino stanca, perché mi sono laureata il 18 aprile e prima di allora studiavo, lavoravo, giocavo a pallavolo e facevo il consigliere comunale con delega. Dovevo quindi ritagliarmi un sacco di finestre. Ora che mi sono laureata ho un po’ più di tempo e maggiori opportunità di approfondire determinati temi. Sia dal punto di vista culturale, di conoscenze, che dal punto di vista umano. Ed è meraviglioso, perché adesso posso dire di conoscere molte persone al di fuori della mia lista e del mio comune».

 

 

Alla festa di Stezzano Bene Comune hai raccontato la tua esperienza di questi 4 anni.
«Esattamente. Oltre a questo, la Lista Civica che ci ha invitato ci chiedeva proprio come avessimo organizzato noi la nostra campagna elettorale del 2014 e come ci fossimo trovati in questa organizzazione. Posso dire che la prossima sarà sicuramente diversa, anche perché quattro anni fa l’uso dei social network non era massiccio come adesso. Nel 2014, di campagna elettorale su Facebook ne abbiamo fatta pochissima. Mentre suppongo che, nel 2019, sarà impossibile non affidarsi ai social per trasmettere le nostre idee e i nostri progetti».

Come avete fatto a vincere nel 2014?
«Un grande punto di forza è stato quello del tandem uomo-donna centrato sull’appartenenza ad associazioni, società civile, oratori, frazioni. Treviolo è divisa in quattro centri e avevamo dei rappresentanti uomo e donna in ciascuno. Otto candidate donne e otto uomini, e siamo riusciti a mettere l’accoppiata sulle varie frazioni con persone che potessero essere identificate dagli elettori come appartenenti e vicine al loro mondo. Il sindaco ha fatto consiglieri con delega quelli che non erano già assessori. A me ha affidato la delega al Lavoro e poi, nel corso del tempo, ho assorbito più materialmente che formalmente, la delega alle Pari Opportunità. La prima è stata interessante perché mi ha permesso di avvicinarmi a quel mondo dal punto di vista di quelli che un lavoro non ce l’hanno. Quindi ho cercato di trattare questo tema in termini che non erano nemmeno facili per me, studentessa lavoratrice, che aveva avuto la fortuna di trovare un lavoro a tempo indeterminato già mentre studiava. Mi sono dovuta confrontare con una realtà un po’ diversa, come il mondo dei servizi sociali, delle collaborazioni, e devo dire che anche questa è stata una cosa che mi ha arricchito».

 

 

Altri spunti nati in questi anni?
«L’esperienza amministrativa mi ha permesso inoltre di entrare in contatto con la Rete Giovani Amministratori Bergamo, che si riunisce una volta ogni tre mesi e che comprende amministratori under 35 di tutta la provincia. Qui ci si incontra, si discute, si parla e si trovano degli argomenti comuni, da proporre poi nelle proprie amministrazioni. Un altro tema al quale ho lavorato con l’assessore ai servizi sociali Virna Invernici e ora con il comandante Matteo Copia è quello della lotta al gioco d’azzardo. Ci stiamo lavorando molto e abbiamo coinvolto anche la responsabile della biblioteca Viviana Vitari. Abbiamo instaurato un tavolo di lavoro che però verrà esplicitato a settembre, quando avremo modo di incontrare le associazioni dei gestori di queste società di gioco, ma quelli che tutelano il gioco buono, per trovare una linea comune nella quale loro evitano di avere giocatori patologici e noi evitiamo di avere situazioni critiche sul territorio. Altro progetto a cui ho lavorato è la Rete delle Donne, un gruppo che stiamo cercando di coinvolgere in svariati di ambiti. A ottobre sono stata nominata all’interno del direttivo di Anci Lombardia, ed è una cosa che mi ha fatto molto piacere. Inoltre, in collaborazione con Viviana Vitari, stiamo cercando di dare forma a un progetto di smart working all’interno della pubblica amministrazione, ancora in fase embrionale».

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