Il miglior procuratore di calciatrici
è Thomas Algeri. Ed è bergamasco

Negli ultimi anni, il calcio femminile si è rivelato un movimento in continua evoluzione. Prima l’ingresso delle società professionistiche, poi l’arrivo di emittenti televisive come Sky, e come ciliegina sulla torta ecco anche le grandi prestazioni dell’Italia ai Mondiali in Francia. E c’è chi, come il bergamasco Thomas Algeri, ha scelto di investire in questo settore fondando la Top Player Company, agenzia nata nel 2017 che oggi gestisce più di quaranta calciatrici, fra cui le nazionali azzurre Salvai, Guagni, Giugliano, Rosucci e profili internazionali come Clelland.

 

[Manuela Giugliano]

 

Algeri, come funziona la sua agenzia?

«Io sono il titolare e mi occupo prevalentemente della parte amministrativa, ho una collaboratrice full-time che mantiene il contatto diretto con le ragazze al fine di verificare che tutto proceda nel verso giusto, mentre per la parte legale ci affidiamo a Dcf Sport Legal, che è uno studio rinomato nell’ambiente».

Come le è venuta in mente questa idea?

«Per 17 anni ho fatto l’arbitro Figc e in questo settore ho conosciuto Cesare Di Cintio, anch’egli arbitro. Nel suo studio sono transitate diverse ragazze e mi ha paventato questa opportunità. Ci abbiamo provato, ho identificato dei collaboratori e gradualmente ci siamo espansi. Il calcio femminile è un mondo agli albori, ma ho notato che c’è interesse, c’è spazio per muoversi e siamo ricercati dalle ragazze. Le società cercano di fare anche gli interessi delle calciatrici, ma le atlete stesse vogliono effettuare una verifica su ciò che viene loro proposto e noi siamo a disposizione. Direi che ci siamo inseriti nel momento giusto, il movimento è in continua ascesa».

Secondo lei qual è stato il fattore che ha fatto la differenza?

«Credo che l’ingresso dei club professionistici sia stato fondamentale. Ha portato maggiore professionalità. Poi hanno influito anche le televisioni. Ora ci sono i Mondiali trasmessi sia dalla Rai che da Sky. Un numero maggiore di passaggi televisivi amplifica l’interesse del pubblico e incrementa la notorietà delle atlete».

 

[Martina Rosucci]

 

A proposito di Mondiali, voi sarete presenti con moltissime ragazze, non solo italiane.

«Lavorare con Dcf è stato molto utile. Loro seguivano già alcune calciatrici da un punto di vista contrattuale e tramite loro sono riuscito a costruire e proporre un pacchetto più completo. Oggi gestiamo 45 atlete e ovviamente seguiamo anche il Mondiale. Sarebbe bello essere presenti, ma siamo nel periodo caldo del calciomercato ed è difficile spostarsi».

Come funziona il mercato nel calcio femminile? È identico a quello maschile?

«No, è normato in maniera diversa. Poi nel professionismo maschile le società sanno che è inutile interfacciarsi con il calciatore, per cui passano direttamente dal procuratore. Nel femminile invece i club spesso preferiscono cercare l’accordo direttamente con la calciatrice, che poi inoltra a noi la questione in modo tale da essere costantemente aggiornati sull’evoluzione e per essere tutelata».

Come mai non vi inserite anche nel movimento maschile?

«Ci abbiamo provato, ma ci sono più di mille agenti per 2300 professionisti e c’è quindi troppa concorrenza. Abbiamo pertanto preferito concentrare le energie sul femminile e puntare su qualche giovane interessante che stiamo facendo crescere, come Danil Paroutis del Novara o Nikola Sekulov della Juventus. Abbiamo scelto la linea del “pochi, ma buoni”».

Seguite anche la ciclista Claudia Cretti, vittima qualche tempo di un bruttissimo incidente.

«Ci occupiamo di Claudia dal periodo successivo all’incidente. Devo dire che ci ha dato immenso piacere accompagnarla nel suo percorso, perché l’abbiamo vista superare tantissime difficoltà e notato molti miglioramenti sia sotto l’aspetto fisico che quello psicologico. È una ragazza fantastica, che si sta prendendo tante soddisfazioni grazie all’enorme forza di volontà che possiede».

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