Di padre in figlio, fino ai nipoti
Dalmaggioni, latte di qualità dal ’67

Da oltre cinquant’anni, la famiglia Dalmaggioni gestisce una società agricola in Osio Sopra. Oggi tanto spazio alla tecnologia e alle nuove generazioni; a dare una mano ai genitori, Giuseppe Dalmaggioni ed Emanuela Bracchi, infatti ci pensano i due figli: Thomas e Angelo.

 

 

Da quanti anni è aperta l’attività?

Giuseppe: «Dal 1967. Ha iniziato mio papà, Alessandro Dalmaggioni, che è sempre stato appassionato di agricoltura. Prima lavorava per la Dalmine come camionista. Mia madre, Caterina Cassotti, aveva già un’attività di vendita di frutta e verdura in paese, ma non era il lavoro che faceva per lui. Ha fatto il camionista per alcuni anni e poi ha deciso di aprire questa attività: l’Azienda agricola Dalmaggioni. Io ho iniziato a lavorare con mio papà e ora continuo con mia moglie e i miei due figli: Thomas e Angelo».

All’ingresso c’è un murales, cosa rappresenta?

Giuseppe: «Anni fa, quando abbiamo ristrutturato, abbiamo fatto fare questo murales a una nostra conoscente, si tratta di un disegno di fantasia. Ci piaceva che richiamasse il tema delle capre dal momento che questa cascina si trova in via Capra e da sempre è stata chiamata Cascina Capra».

Come è cambiato il lavoro nel tempo?

Giuseppe: «Mio papà era partito con una decina di animali, di vacche da latte. Vendeva il latte e teneva anche l’orto i cui prodotti venivano venduti nel negozio. Ho iniziato a dargli una mano a tempo pieno dopo aver finito la scuola media. All’inizio, nel 1967, abitavamo in via Fontana e l’attività era lì. Nel 1977 abbiamo acquistato questa cascina. All’epoca c’erano una casa e una piccola stalla che durante gli anni è stata ampliata. Ora una parte di stalla è dedicata alle vacche da latte, mentre le manze sono in box organizzati per età. Hanno un pedometro, una sorta di braccialetto magnetico alla zampa, collegato al computer con un programma apposito che di ogni animale dà lo storico: quando è avvenuta la nascita, la genealogia, fornisce dati sulla produzione e sul movimento. Principalmente serve per rilevare i calori, però analizzando i dati che fornisce si può capire anche lo stato di salute della stalla. Già nel 1977 eravamo arrivati a tenere circa una quarantina di animali. Dopo che mi sono sposato, nel 1999, abbiamo fatto una stalla nuova, con impianti di mungitura moderni e automatizzati. Adesso abbiamo circa centoquaranta capi in mungitura e più di altri duecento di rimonta che sono destinati a sostituire gli animali a fine carriera».

Come è lavorare in famiglia?

Emanuela: «Può far nascere delle tensioni, ma è importante riuscire a risolverle in modo positivo e costruttivo».

Perché ha deciso di continuare questa attività?

Giuseppe: «Questo lavoro lo puoi fare solo perché ti piace. Come tutti i lavori è impegnativo. Non abbiamo orari né festività. Iniziamo la mattina presto verso le 5 e finiamo tardi la sera».

Anche i figli hanno deciso di seguire le orme del padre.

Angelo: «Sono rimasto a lavorare perché si può dire che qui sono cresciuto, all’aria aperta e a contatto con gli animali. Sono appassionato in particolare della manutenzione dei macchinari e dell’utilizzo dei trattori. Mi piace aggiustare le cose che non funzionano e costruirmi gli attrezzi che mi servono nell’agricoltura. Per esempio, ora sto lavorando a un paio di nuovi attrezzi per la pulizia delle stalle. Ho frequentato un istituto professionale, l’Enaip di Dalmine, come elettricista e le conoscenze pratiche e teoriche che ho acquisito mi sono d’aiuto tutt’oggi».

Thomas: «Mi piace questo lavoro. Mi appassiona perché ogni giorno cambia, non si fanno sempre le stesse cose. Io ho frequentato l’istituto di Agraria e ho approfondito le conoscenze zootecniche. Sono appassionato di allevamento, mi piace seguire le vacche e gestire la mandria. Ho la soddisfazione di vedere il frutto del mio lavoro e di essere me stesso».

Qual è il vostro business?

Giuseppe: «Ci siamo specializzati nella vendita di latte fresco ad alta qualità, che deve rispettare tutta una serie di parametri organolettici. Il prezzo viene fissato dalle multinazionali che mese per mese lo stabiliscono in base ai dati di mercato. Noi vendiamo il nostro latte alla Parmalat e principalmente viene commercializzato sul nostro territorio in particolare con il marchio “Lactis alta qualità”».

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