People from Ibiza sbarca a Ranica
Serata con Sandy Marton al Druso

Uno snodo fatto di superficialità, mode e modi collettivi da usa e getta, filosofia rassicurante del riflusso, slogan come «Milano da bere», gli Anni ‘80. Il geniale Claudio Cecchetto gira l’Italia per scoprire nuovi talenti: Gerry Scotti, Fiorello, Jovanotti, i più famosi. Deejay inventa una filosofia, un marchio, oltre che una colonna sonora. Tra i nomi di quel periodo c’è anche un ragazzone croato. Si chiama Aleksandar Marton, detto Sandy, ha 22 anni ed è una promessa del baseball. Ma  Cecchetto lo convince a lasciar perdere la palla e i terrificanti muri delle basi difensive. Lo schiera a Sanremo ‘81 tra i ballerini del suo tormentone Gioca Jouer che, con i suoi verbi all’infinito e gli idiomi della quotidianità, oggi ha assunto un’inaspettata caratteristica propedeutica: si usa per insegnare l’italiano agli extracomunitari. La bella faccia di Sandy, chioma bionda, corpo snello e slanciato, inducono Cecchetto a far di lui un’icona di quel decennio, una sorta di feticcio sul quale costruire un personaggio, una musica persino. Gli fa imbracciare una tastiera elettronica come fosse una chitarra e giù successi come People from Ibiza, appunto, che inneggia a quella wonderland, la terra delle meraviglie, meta di turismo e di avventure tra il mare cristallino delle Baleari, i paradisi naturali delle sue cale e le notti finite tra trasgressioni etiliche e albe mozzafiato.

 

 

L’ex-ragazzo, che ha da poco compiuto 58 anni, di Ibiza si è talmente invaghito che ci è andato a vivere. Ogni tanto sparisce. Porta in giro per il mondo i suoi inni di un tempo che non tornerà più facendo rivivere un sogno che era innocente e pieno di utopie. Disilluse. Stasera, sabato 2 dicembre, è al Druso di Ranica. Massimo Alberti da Casnigo, una vita a intrattenere la gente in discoteca, caricherà la consolle di musica di quel periodo con i suoi scaldapista: Boomtown Gang, Eurythmics, Giorgio Moroder, Pet Shop Boys, Duran Duran, Orchestral Manoeuvres in the Dark, gli Omd di Enola Gay.

 

 

Per leggere l’articolo completo, rimandiamo a pagina 49 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 7. In versione digitale, qui.

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