Piero Busi, il sindaco “eterno”
che ha arricchito la sua gente

Una mattinata gioiosa, benedetta da un timido sole primaverile e dall’affetto di un’intera comunità. Valtorta ha salutato il suo eterno sindaco Piero Busi, deciso a ritirarsi a vita privata dopo oltre sessant’anni di impegno amministrativo. Un corteo festante, aperto dal Gonfalone comunale ha attraversato il centro storico, all’inizio del quale campeggiava su uno striscione la concreta filosofia di Busi: «Vale più un grammo di esempio di un quintale di parole». In piazza Gervasoni, davanti alla chiesa parrocchiale e a pochi passi dal municipio, Busi ha ripercorso decenni di impegno grazie ad alcune situazioni e sorprese create per l’occasione. Da don Angelo Longaretti, fondatore con lui negli anni ’70 del Museo Etnografico, ha ricevuto una grande chiave in legno scolpito, mentre il maestro casaro Abramo Milesi gli ha porto un campanaccio personalizzato con la scritta “Grazie Piero” a ricordo dell’annuale Mostra Zootecnica.

Sulla piazza hanno poi fatto irruzione le maschere dell’antico Carnevale di Valtorta (in dono una maschera) e i ragazzi delle Olimpiadi, nate nel 1964 con un piccolo prologo lnel 1963. Busi fra gli applausi ha assistito all’accensione del tripode ed è salito sul podio per ricevere una bellissima medaglia. Sul palco sono poi arrivati il ritratto opera dell’artista Angela Marabese, la targa del Gruppo Alpini guidato da Claudio Busi e un cesto di formaggi della Latteria Sociale di Valtorta. Un omaggio floreale alla moglie di Busi, Maria Pia, è stato affidato alla figlia Giovanna (nella foto in copertina), prima dei saluti calorosi e intensi della rappresentante della Prefettura, Paola Cavalcanti, del delegato della Provincia, Demis Todeschini e del presidente della Comunità Montana (successore di Busi) Alberto Mazzoleni. Stefania Busi, giovane consigliera comunale, ha consegnato a Busi una targa in oro con il grazie sentito di tutti i concittadini.

In piazza anche un’ulteriore sorpresa: il vicesindaco Antonio Regazzoni, insieme ai parroci di questi anni, ai cittadini di ogni età e alle autorità hanno scoperto un’epigrafe che segnalerà per sempre i sessant’anni di impegno di Busi per la sua gente. In chiesa il parroco don Simone Lanfranchi ha presentato la statua di cera della Madonna del Rosario donata a Busi dalle monache di Zogno e a sua volta donata alla parrocchia. Benedetta da don Angelo Longaretti, sarà collocata nella chiesa di Sant’Antonio abate in contrada Torre. La mattinata si è chiusa nella palestra comunale con il buffet e la torta celebrativa curati dagli allievi dell’Istituto Alberghiero di San Pellegrino.

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