Chi era il 40enne morto in scooter
per schivare una ragazza a Capriate

La 14enne che si è ritrovato davanti, mentre stava sorpassando un altro mezzo a bordo del suo scooter, oggi potrebbe non essere viva. Invece Stefano Viganò, 40enne residente in via Monte Alben, a Bergamo, ha sterzato prontamente per evitarla. L’ha appena toccata, lei è caduta ma ha solo qualche contusione. Lui, invece, è finito contro un paletto di ferro a protezione del marciapiedi, sulla provinciale 184 che attraversa Capriate. È morto sul colpo ieri, 31 gennaio, alle 6.30 del mattino. I funerali saranno mercoledì 31, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Seriate, dove Stefano era nato e cresciuto.

 

 

Ultimo di sette fratelli. Stefano era l’ultimo di sette fratelli: Elisabetta, Gabriella, Severino, Giovanni, Cesare e Carlo. Austista dell’Autostradale, era un gande appassionato di cani, addestratore esperto di Australian Sheperd, pastori austrialiani. Ne aveva quattro che adorava: Lucky, Stella, Easy e Cody. Aveva anche aperto un centro, il Mind your dog a Pedrengo, e dato vita al gruppo bergamasco di Canicross. Era anche nella nazionale italiana della disciplina. Amava la bicicletta, e le imprese sportive di un certo peso: aveva fatto un viaggio da Bergamo a Oslo in bicicletta.

Sempre in forma. Fisico possente ma voce sottile, raccontano oggi i quotidiani, raccogliendo il ricordo di chi lo conosceva. Sempre attivo e curioso. In una trasmissione ad Antenna 2, con video su Youtube, ha raccontato la sua passione. «Mio padre era un amante degli animali, io dopo un primo barboncino che era stato con me 15 anni, avevo coltivato la mia passione, in particolare con i pastori australiani».

 

 

Mind your dog. Poi l’apertura del centro di Seriate. «Il nostro obiettivo — racconta l’amica Laura al Corriere della Sera Bergamo — era fornire istruzioni e consulenze, ai proprietari di cani. Stefano si occupava di più dell’ambito sportivo, che era assolutamente la sua specialità. Lui non si fermava mai, andava sempre oltre il suo ruolo di addestratore. Teneva molto allo sport per benessere, ma non per raggiungere chissà quali posizioni in una gara: era stato ironman, era arrivato a Oslo in bicicletta, da Bergamo».

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.