Quasi quarant’anni di Spanalacc
Tra eventi sportivi e beneficenza

Un mesetto fa un membro dell’associazione podistica Spanalacc ha compiuto 80 anni, dei quali ben 38 trascorsi come fondatore e membro del gruppo. Occasione perfetta per ricostruire la storia e le attività di questi podisti, cercando di capire il segreto della loro longevità.

Perché Spanalacc. Prima di addentrarci in così tanti anni di sport e iniziative, può essere curioso scoprire il significato del nome Spanalacc. È ripreso dall’antico appellativo usato nel circondario nei confronti degli abitanti del borgo, stando alle fonti orali del paese. A Comun Nuovo, infatti, sarebbe stata florida l’industria casearia; questa riguardava l’estrazione, tra gli altri prodotti, della panna dal latte. Da qui il termine dialettale ripreso nel lontano 1980 dal presidente, Alessandro Mossali e dagli altri soci fondatori.

Associazione storica che è nata quasi per caso, ma che si è evoluta nel corso del tempo: «Inizialmente il nostro era un ritrovo occasionale, che è poi divenuto stabile a partire dal nostro anno di fondazione. Fino al 1982 si trattava prevalentemente di un gruppo di podisti che partecipava alle varie corse che si disputavano nelle località vicine. Da quell’anno, invece, abbiamo deciso di organizzare anche noi una camminata non competitiva a Comun Nuovo: ogni domenica, in provincia, allora come oggi, si può trovare una manifestazione del genere. Da qui l’idea di portarla anche sul territorio».

 

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Le gare e la beneficenza. Parlando di organizzazione, non si è potuto non approfondire il tema della gara organizzata: «L’evento si svolge a giugno. Nel 2018 giungeremo alla 35esima edizione. Un buon traguardo, sicuramente. Sono previsti tre percorsi lunghi rispettivamente 6, 13 e 19 chilometri. Questo è importante per via della beneficenza che ci consente di fare: coperte le spese varie, il ricavato viene da sempre devoluto ai bisognosi, tramite alcune suore del paese che operano in Africa. Ricordo in particolare un anno nel quale la missione aveva registrato penuria di cancelleria scolastica; con i ricavi, si è provveduto a inviare tutto il possibile per ovviare alla situazione. Tutti gli anni partecipiamo anche alla maratona Telethon, nella quale l’introito è devoluto in favore dei bisognosi».

Come si può capire, dunque, non solo sport, ma anche tante opere di bene. Beneficenza della quale ha potuto giovare anche Comun Nuovo, grazie alla collaborazione con il gruppo Alpini, dei quali gli Spanalacc sono vicini di sede: «La collaborazione e l’aiuto tra i due gruppi non sono mai mancati. Nel 2017, ad esempio, si è verificato il problema dell’agibilità alla scuola dell’infanzia. Insieme agli Alpini è stato compiuto l’or mai noto sgombero dei locali e il conseguente trasloco degli arredi al luogo provvisorio delle lezioni».

 

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Tornando a parlare di sport, molte sono le gare alle quali gli Spanalacc hanno partecipato: «All’interno del gruppo si possono affrontare camminate competitive e non. Ad esempio due anni fa un membro è partito da Comun Nuovo e ha partecipato a una staffetta che è giunta fino a Roma. Ha poi partecipato al Grand Trail Orobie da 74 chilometri, alla 100 e alla 140 chilometri. Anni addietro, poi, siamo andati a Viareggio per il Carnevale: partendo al sabato, si arrivava in Versilia. Nella mattinata della domenica si partecipava a una manifestazione podistica, per dedicarsi ai festeggiamenti nel pomeriggio. Siamo stati poi a Monteforte e negli ultimi tre anni abbiamo ripetuto l’esperienza a Illasi».

La giornata tipo del podista. Per comprendere meglio cosa significhi partecipare a una di queste manifestazioni, nulla di meglio se non ricostruire con Mossali una giornata tipo di un podista impegnato in gara: «La sveglia suona presto – a seconda della lontananza della località da raggiungere -. Il ritrovo è fissato alla località di partenza – le partenze variano dalle 7.30 del mattino sino alle 9.00 -, dove ci si iscrive e poi si affrontano i percorsi. Una volta terminata l’attività fisica, ci si trova insieme e, dopo un pasto, ci si dedica alla visita di quanto programmato oppure si torna a casa».

Il futuro. In chiusura, non poteva mancare uno sguardo al 2018: «Il programma rimarrà invariato. L’augurio è quello che la nostra camminata, dopo il maltempo che nel 2017 ha fatto giungere solo 600 iscritti, possa svolgersi nuovamente sotto il sole, tornando ai numeri ai quali siamo abituati». Ovvero tra le 1.500 e le 2mila persone.

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