Una Rabona tutta al femminile
contro i pregiudizi nello sport

Il calcio femminile sta vivendo una stagione effervescente. I risultati della nazionale di calcio verso i Mondiali 2019 in Francia stanno quasi facendo dimenticare la mancata qualificazione degli uomini e sicuramente, le dichiarazioni di questi giorni del commissario straordinario della Federcalcio, Roberto Fabbricini, sono un passo fondamentale verso un riconoscimento della professionalità crescente dei team rosa. I campionati di massima divisione femminile, A e B, dovrebbero essere sganciati dal campionato dilettanti per approdare a una nuova divisione autonoma in fase di definizione.

Il patron Michele Barachetti. Siamo andati a vedere come va il calcio femminile a Mozzo, incontrando il patron Michele Barachetti, nonché gestore dello Sporting Club La Rabona al centro sportivo comunale la Colombera di Mozzo. «Guardando da un osservatorio privilegiato ogni giorno la realtà dello sport nel paese, avevo notato le ragazze del calcio a sette che vivevano il centro sportivo ogni settimana per gli allenamenti, ma non avevano né identità, né kit completi. Avendo già un’associazione sportiva, la Barnaba 4asd, per il ciclismo e lo sci, ho chiesto alla Usm-Unione sportiva Mozzo se era disponibile a cedere la squadra femminile. Detto, fatto. Ho rinforzato la rosa delle giocatrici, ho ridotto la quota iscrizione alla squadra e ho trovato sponsor qualificati: Legami, Caredent, Happy Friends centri veterinari, La Rabona sporting club e di recente la Keller Factory. Ho messo mano all’equipaggiamento delle atlete: tripla divisa, due tute, una di rappresentanza e una per l’allenamento, piumino bomber smanicabile, una tuta anti acqua, la borsa, i calzini, il cappellino, la fascia scalda collo, la polo di rappresentanza, cinesini, ostacoli, palloni e tutta l’attrezzatura necessaria per allenamenti e partite. Poi ho cercato un allenatore: Luca Carminati, il mister di Trescore Balneario, è uno che ha vinto tutto nella vita».

 

Il mister Luca Carminati e il patron Michele Barachetti.

 

L’allenatore Luca Carminati. «Le ragazze sono giovani e devono crescere ancora – spiega Carminati –. Michele, che conosco da tempo, mi aveva lanciato la sfida: fare una squadra femminile vincente. In questi tre anni abbiamo fatto un buon lavoro: la squadra riusciva a malapena a vincere mezza partita a campionato, oggi siamo sesti in classifica con evidenti margini di miglioramento». Il mister mozzese ha iniziato per scherzo a vent’anni ad allenare la sua prima squadra femminile, poi ci ha preso gusto. «Un gruppo di amiche di una squadra a Gandino mi chiese una mano: dopo un mese mi volevano buttare nel Serio. Io continuavo a giocare al calcio maschile e questa sfida di calcio in rosa mi sembrava impossibile, ma la mia caparbietà e la determinazione delle ragazze hanno fatto il miracolo. Prima come Gandino, poi Leffe: abbiamo vinto tutto, campionati provinciali, regionali e campioni d’Italia con lo scudetto più ambito. È stata una bella soddisfazione perché è durissimo allenare le ragazze. L’evoluzione? I tempi sono cambiati, una volta c’era più fedeltà alle squadre, oggi è sufficiente che una se ne vada che tutte le amiche la seguono».

I numeri e il futuro. I primi tempi anche per La Rabona sono stati duri: «Ogni anno c’era l’incognita di riuscire a fare la squadra dell’anno successivo – prosegue Barachetti –, ma poi le ragazze sono arrivate. Oggi se ne contano diciannove; con questi numeri potevamo iscriverci persino al campionato a undici, invece che a sette. Durante l’anno sono approdate in squadra molte ragazze giovani, che non possono ancora giocare, ma si allenano e fanno parte del settore giovanile della Rabona Fc Mozzo. Da settembre confermiamo la prima squadra calcio femminile e c’è in progetto una sorta di scuola calcio-settore giovanile, per raccogliere giovani ragazze che vogliono giocare, dai sei ai dodici anni. Sono già molte le adesioni».

 

 

La parola alle atlete. Ma cosa dicono le atlete? Il capitano Greta Bessone, classe 1999, studentessa liceale, gioca nelle squadra dal 2014: «Mi piace giocare al calcio sin da quando ero piccola, anche se papà non era molto entusiasta, mentre la mamma mi ha sempre lasciata abbastanza libera. Vedo progressi e sono molto contenta di questa scelta. Sono fiera di essere il capitano, anche se le compagne mi dicono che dovrei essere più cattiva. Sono centrocampista e ho segnato undici goal in questo campionato: un bilancio per me positivo».

Nadia Seghezzi, di Premolo, classe 1979, «libera in cerca» come dicono scherzando le compagne, è una veterana del calcio femminile. È geometra, libera professionista «Gioco dal 1991. A mio papà piace il calcio e giocava nei dilettanti. Per me il gioco del pallone era di casa». Nadia ha vinto tutto quello che si poteva vincere: tre volte campione nazionale con il Peia Calcio, campione regionale a provinciale. Gioca come difensore. «Mi piace l’ambiente della Rabona FC, e dare una mano alle ragazze giovani mi dà grandi soddisfazioni».

Anna Belotti vive a Mozzo da sola, classe 1990, è educatrice scolastica ad Arcene e Treviglio per i ragazzi disabili. È la veterana della squadra. «Gioco da quando avevo sei anni; i miei all’inizio erano contrari, perché lo ritenevano, a torto, un gioco solo da maschi. Dopo il lavoro mi piace scendere in campo e mi sfogo con le ragazze. Sono ala, fascia laterale. Ho creato con Michele la squadra tre anni fa: noi ragazze eravamo sottovalutate, se c’era un allenamento da far saltare per privilegiare i maschi erano sempre i nostri, non avevamo il materiale, le divise. Michele e Matteo, che gestiscono lo sporting club, hanno creduto in noi e ci hanno dato fiducia. Abbiamo una bella rosa di giocatrici e uno degli allenatori più titolati, che ha vinto tutto nelle sue esperienze di calcio femminile».

Desirée Lucchini, classe ’99 di Bottanuco, lavora in uno studio socio sanitario ed è il capocannoniere con 24 goal. «Sono attaccante, gioco a calcio da quando avevo nove anni. Papà ha sempre giocato in seconda categoria e per me era una festa assistere tutte le domeniche alle partite di calcio. Quindi il pallone per me è stata una scelta normale anche se la mamma non era molto contenta. Ma io ho pestato i piedi finché ha ceduto».

Completano la squadra Chiara Angioli del 1985, Micaela Battaglia, 1999, Lisa Cappellari, 2005, Alessia Cavalli, 2003, Marina Cortinovis, 1990, Cristina Giubilei, 1989, Sabrina Faccini, 1982, Carlotta Genini, 1998, Greta Minelli, 2001, Moira Mistrini del 1983, che con Marianna Rota 1987 ha militato in serie A, Lia Anna Moretti, 1991. Mentre Alessia Sana, Elisa Mutti e Melissa Belotti del 2006 non possono ancora giocare nel campionato, ma fanno gli allenamenti e sono il futuro della squadra.

Del team dei dirigenti fanno parte anche Matteo Mazzocchi, Stefano Rota, vice allenatore, Elena Vischetti, la tesoriera, e la mascotte, il cane Barnaba. «Faremo quattro tornei estivi – conclude Barachetti –, finali nazionali a Riccione, ad Azzano Tutte in campo per tutte contro violenza donne, a Loreto Pieri paratodos memorial e il torneo di Semonte».

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