«Rossi c’è!» e vola pure sui social
Come si diventa il più amato di tutti

Valentino Rossi. Valentino Rossi ovunque. È lo sportivo più cliccato, postato, taggato, twittato, instagrammato, linkato. E ci basterebbe dire amato per dire tutto, per dire grazie di esistere Valentino, se non fosse che l’amore ai tempi del web è un neologismo in costante evoluzione. Ma la sostanza non cambia. Valentino ce l’abbiamo noi, Valentino è di tutti. Monumento nazionale, internazionale. Vale spaziale. Ha più seguaci di Papa Francesco (su Twitter fermo a 3,07 milioni), più di Tom Cruise, più di Mick Jagger. Su Facebook, su tutti i social network. Valentino mette la freccia e supera gli altri come fa in pista, 11 milioni di followers gli stanno dietro, in scia, wroom…

 

L’irresistibile fascino della vecchia scuolaYamaha 750 2T #oldskool

Posted by Valentino Rossi VR46 Official on Giovedì 8 ottobre 2015

 

È il campione più amato. Hanno fatto persino uno studio (lo ha condotto la Repucom) e cosa è venuto fuori? Che Valentino Rossi ha il 100% della notorietà. In pratica: per il sondaggio hanno usato tre indici di gradimento (Notorietà, Fiducia, Gradimento) in modo da capire chi fosse il campione più amato. Ecco i dati. Federica Pellegrini raggiunge il 97%. E Tania Cagnotto? L’87%. E Buffon? Niente male: 98%. L’unico davvero alla ruota di Valerossi è però Francesco Totti, capitano della Roma, campione del mondo nel 2006, che raggiunge il 99%. La cifra tonda è solo del Vale-nazionale: in Italia tutti sanno chi sia, al 100%. Di più. L’Italia tifa per lui (84%), una percentuale molto alta visto che il nostro è un Paese anti-tifo: preferiamo gufare.

 

 

Lui ne ha bisogno. Non Valentino, però. «Speriamo aumentino ancora, è bello avere tanta gente dalla tua parte. Adesso ne ho più bisogno che mai», ha detto lui con quel sorriso inconfondibile. Adesso, sì, che si sta giocando le sue carte per arrivare (di nuovo) in cima al mondo. Qualche mese fa persino quelli dello Zingarelli lo hanno chiamato per scrivere una definizione d’autore di «velocità». Perché il mondo va veloce, non ti aspetta, ma Valentino gli sta dietro e ce la fa. Speriamo ce la faccia anche Phillip Island, MotoGP di Australia, dove Vale si gioca molto del suo mondiale. «È la battaglia più dura di sempre, normale che tra me e Jorge ci sia rivalità. Non sono il più veloce ma molto costante. Conterà partire bene dalle libere».

11 milioni dietro di lui su FB. Magari spinto, soffiato dai milioni di fan in giro per il web. Sempre la Repucom ha calcolato la grandezza del motociclista pesarese in seguaci. Qualche settimana fa, Valentino aveva 11 milioni e ventimila seguaci su Facebook. Aumentano ogni giorno: altre trentamila unità nel giro di pochi giorni. Pirlo arriva a 7 milioni e mezzo. Su Instagram, invece: 920.000 seguaci per Buffon, 128.000 per Totti, 1.700.000 per Vale. E adesso che è leader del mondiale con 18 punti, figurati: «Il livello si alza, ho un vantaggio che però può pure diminuire anche se la pista in Australia mi piace molto, ho grandi ricordi e grandi risultati, ma i rivali sono veloci e temibili, e qui inizierà un’altra battaglia». Lui, uno contro tutti. Uno, poi. Si fa per dire.

 

 

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.