Seriate, quando la Frattini e le altre
erano dei colossi inarrestabili

Non si prospetta un Natale tranquillo per i dipendenti della Mall Herlan di Presezzo, la ex Frattini: l’azienda ha comunicato la messa in liquidazione volontaria della società, con termine dell’attività il prossimo 30 giugno. Un piccolo passo indietro: nel 2009 il ramo d’azienda metal container della storica Frattini di Seriate era passato tra le mani della ditta tedesca Mall Herlan, una grande multinazionale nel settore meccanico: la Frattini aveva poi traslocato nel nuovo stabilimento di Presezzo nel 2010. E ora rischia di chiudere definitivamente: tra le 9 e le 11 di oggi, venerdì 15 dicembre, è stato annunciato lo sciopero, proclamato da Fiom Cgil, Fim Cisl e dalla Rsu che vogliono un incontro con la proprietà.

Pier Capelli della Fim-Cisl dichiara: «Nel mese di marzo già 17 persone erano state messe in mobilità gestita su base volontaria, in quanto la produzione delle macchina veniva trasferita in Germania. L’azienda si era impegnata a costruire un piano industriale di rilancio, basato su tooling, ricambi e service, che nella realtà non è mai decollato, sebbene avesse dovuto avere uno sviluppo ad ampio raggio, ossia dare i primi risultati nel 2018-2019 e, nel frattempo, aveva assicurato garanzia occupazionale ai lavoratori. Questa liquidazione volontaria è una doccia fredda inaspettata. Richiediamo che la società riveda la scelta e dia risposte concrete in termini occupazionali salvaguardando i 18 lavoratori presenti in azienda». E ora, se le cose non cambiano, per 18 dipendenti arriva la Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione.

 

 

Talvolta si guarda a Seriate come a una sorta di città dormitorio, ma è una tendenza comune relegare al ruolo di periferia-dormitorio i paesi della cinta di Bergamo. In realtà a Seriate le opportunità lavorative non sono mai mancate, sopravvivendo anche alle crisi economiche che hanno colpito l’intera nazione. La città affonda le sue radici nell’agricoltura, ma nella prima metà dell’Ottocento anche quello dell’industria divenne terreno fertile. A integrare il lavoro nei campi nacquero infatti gli allevamenti di baco da seta da cui si ottenevano i filati da lavorare nelle industrie tessili; si aggiunsero poi le prime aziende per la lavorazione dei metalli e dei materiali pesanti edili e stradali. Una delle prime aziende tessili fu il cotonificio Davide Turri, fondato nel 1885, che però, a causa di una grave crisi del settore, chiuse i battenti nel 1910, licenziando centinaia di operai, tra cui molte donne. A fine Ottocento esistevano anche due opifici per la torcitura e l’incannaggio della seta (con circa 120 operai) e uno per la tessitura meccanica del cotone con trecento lavoratori, nonché una fabbrica di cemento.

Una delle primissime fabbriche fu però la Von Wunster, ubicata dove ora sorge l’ospedale Bolognini, che produceva qui la storica birra sin dal 1879 e che continuò a lavorare fino agli anni Trenta del Novecento, quando si fuse con una ditta milanese e chiuse lo stabilimento di Seriate. Intanto, nel 1907, aprirono le trafilerie Mazzoleni, mentre, nella sede della ditta Turri, si insediò nel 1916 Enrico Felli. Nel 1925 aprì poi il primo istituto di credito, la Banca Piccolo Credito Bergamasco. Nel 1927 il dieci per cento della popolazione seriatese di…»

 

Per leggere l’articolo completo, rimandiamo a pagina 21 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 21. In versione digitale, qui.

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