Stefania, architetto di successo
Un sogno in quel di Stezzano

Foto di Fabrizio Cicconi, stylist Francesca Davoli.
Da Architetto Stefania Pellegrinelli/Facebook.

 

Da piccoli tutti quanti avevamo un sogno nel cassetto, una particolare aspirazione da realizzare una volta diventati grandi. Col passare del tempo, però – sia perché la vita ci pone di fronte a delle scelte, sia perché crescere implica necessariamente un cambiamento – alcuni hanno dovuto giocoforza mettere da parte, non senza un velo di malinconia, quei propositi fanciulleschi. Altri, invece, hanno continuato ad alimentare i propri desideri con impegno e determinazione, così da farli crescere insieme a loro.

La formazione e i primi anni. Stefania Pellegrinelli rientra di diritto in questa seconda categoria di persone: la bergamasca ha infatti spalancato il cassetto nel quale era riposto il suo sogno di bambina, trasformando in realtà il desiderio di diventare architetto. «Sin da piccola ho sempre avuto un’enorme passione per il disegno – racconta – e dopo aver terminato il Liceo Artistico ho deciso senza esitazioni di iscrivermi alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano». Dopo la laurea è arrivato il Master, conseguito sempre a Milano, alla Domus Academy, quindi ha preso il via l’avventura lavorativa, prima in uno studio di architettura di Bergamo e, a partire dal 2002, con lo studio che Stefania ha aperto in quel di Stezzano.

La passione innanzitutto. La colonna portante su cui si fonda il percorso professionale dell’architetto bergamasco è senza dubbio la passione genuina che mette nel suo lavoro e, parlando con lei, è impossibile non farsi coinvolgere dal suo amore per l’architettura: «Senza passione questo lavoro perderebbe la sua vera essenza: ciò che colgo osservando le opere architettoniche è il sentimento che va aldilà della mera materia». E, in effetti, è difficile non emozionarsi di fronte ad un’arte che non conosce confini, come Stefania stessa ha avuto più volte modo di appurare nel corso dei suoi viaggi: dalle armoniose linee degli edifici giapponesi, passando per la calda creatività dell’architettura spagnola, sino ad arrivare alla sobria eleganza del design dell’Europa del Nord, per un viaggio dal quale la propria anima torna sempre arricchita.

Il suo stile e il successo. Il suo stile è molto permeabile alle influenze esterne, ma si fonda su alcuni capisaldi, come la predilezione per l’utilizzo di materiali puri lavorati al minimo, «che hanno già in sé la propria anima», come la pietra o il legno. Inoltre emerge la volontà di concepire il progetto di un edificio come un unico integrato, nel quale tra la dimensione esterna e quella interna non deve verificarsi alcuna brusca scissione, ma dev’esservi un continuo e armonioso dialogo. Ciò è possibile anche grazie all’abilità con cui Stefania realizza la progettazione di pezzi d’arredo ed elementi di design: «È qualcosa che mi piace molto, amo personalizzare l’ambiente sulla base delle indicazioni del committente e, nel 2015, ho avuto la possibilità di presentare una mia collezione a Palazzo Litta a Milano, in occasione del FuoriSalone del Mobile».

Stefania si sta togliendo grosse soddisfazioni e il suo lavoro ha ricevuto l’apprezzamento internazionale di due riviste esperte del settore: Home Journal di Hong Kong e l’olandese Stijvol Wonen, che le hanno tributato l’onore della copertina, pubblicando il servizio fotografico – realizzato dall’agenzia Living Inside – di un suo interior. E non si tratta di un progetto qualsiasi, ma dell’interno della sua casa-studio di Stezzano. Un ambiente caratterizzato da una decisa impronta minimalista, «ma che al contempo trasmette un forte senso di casa» e che forse meglio di ogni altro è in grado di descrive il suo profondo amore per l’architettura. Un amore progettato dai sogni di una bambina e che oggi ha trovato una piena e concreta realizzazione.

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