Il talento di un ragazzo bergamasco
che ce l’ha fatta, davvero

Alberto Trussardi, 25 anni, è un giovane imprenditore con gli occhiali rotondi e la risata fragorosa. Carattere estroverso e determinato, si è fatto strada puntando tutto su intelligenza, relazioni e condivisioni. Ragazzo dinamico, che ama gli stimoli, i confronti e le grandi idee, il 22 novembre era tra i cento giovani che, alla presenza di Matteo Renzi e Riccardo Luna, hanno ricevuto la nomina di Digital Champions, ovvero di ambasciatori dell’innovazione. «Una rete di attivisti, volontari, appassionati di digitale con il compito di mobilitare il Paese» come si legge sul sito dedicato; una “squadra” che ha tra gli obiettivi principali quello di seguire le amministrazioni pubbliche e promuovere progetti di alfabetizzazione digitale. Alberto Trussardi è il Digital Champion di Bergamo, e ora dovrà trovare altri appassionati ed esperti digitali disposti a ricoprire la stessa carica in tutti i comuni della provincia.

 

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La sua è una figura eclettica, che dimostra come l’impegno, la ricerca e la voglia di mettersi in gioco e crescere possano essere le chiavi di un successo giovanile. Per conoscerlo davvero dobbiamo però tornare indietro e ripercorrere le tappe che hanno segnato il suo percorso. Da sempre, Alberto è uno che si dà da fare: grinta, entusiasmo, amore per il contatto umano, già a quattordici anni lavora nel week-end ad Ambogiochi, un negozio di videogame dove ricopre la figura di supporto al commesso principale. In settimana studia all’Istituto Tecnico Commerciale Belotti, dove, dopo cinque anni, diventa ragioniere programmatore. Diplomatosi, decide di lavorare in un bar, ma, intanto, mette a frutto le sue conoscenze informatiche: armato di ritenuta d’acconto, sviluppa siti internet e campagne di comunicazione low-cost per locali e bar.

Si iscrive poi alla Facoltà di Informatica a Milano, mentre lavora al Caffè della Funicolare. Ma le materie universitarie non lo soddisfano, perché non trova tutte le conoscenze che sperava di acquisire. Troppa matematica, troppa fisica. Due soli esami di informatica. Però, un corso di cui il giovane si innamora: Comunicazione Visiva, che Alberto definirà «utile», perché capace di aprirgli la mente, dirigerlo sulle passioni, dargli gli strumenti per muoversi con consapevolezza.

«Volevo respirare il mondo del digitale, immergermi nell’informatica – racconta Alberto – così ho deciso di aprire un blog di divulgazione che raccontasse la bellezza della rete e di quante occasioni sia in grado di offrire». Aperta la partita Iva, il giovane inizia a proporre consulenze grafiche relative al design dell’interfaccia dei siti internet. Scrive un e-book gratuito, dove raccoglie tutta una serie di spunti e tecniche metodologiche per progettare la comunicazione visiva. Una bomba nel web, che in pochi mesi colleziona 300.000 download e diventa una dispensa utilizzata nella maggiori Università Italiane.

Compiuti i 22 anni, il ragazzo fa un incontro destinato a cambiargli la vita: Fabio Codebue, responsabile del corso Web e Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, che ad Alberto affiderà due cattedre. La prima di Comunicazione Pubblicitaria, la seconda di Net Marketing. Non solo. Nello stesso anno, Alberto diventa project manager di Figmenta, un’azienda di Milano per la quale segue i progetti di comunicazione, siti internet e app di imprese del calibro di Paul Shark e Oral B.

Il posto fisso però non fa per lui, che ha bisogno di creare, inventare, disegnare secondo le proprie regole. Decide perciò di diventare free-lance e subito si butta alla ricerca di nuovi clienti. Ma il destino, o la fortuna, decide di premiarlo e lungo il cammino, Alberto incontra Davide Dattoli, un bresciano dalla mente brillante. Dalla loro sinergia e complicità, dalla voglia di creare rete e  connessione, nascerà TAG, acronimo di Talent Garden, il giardino dei talenti.

 

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«Il TAG è un campus pensato per far sì che tutti i membri, conosciuti come Tag People, possano collaborare, connettersi, imparare e festeggiare i successi insieme – racconta il giovane imprenditore –. Il primo è nato a Brescia, pochi mesi dopo abbiamo inaugurato la sede di Bergamo. Gli spazi, aperti sempre, 7 giorni alla settimana, sono colorati e arredati con scrivanie di cartone, per ospitare aziende che lavorano secondo lo stile del coworking». Un’idea che si rivela vincente, tanto che in pochi anni nascono otto sedi in Italia e due all’estero.

Poi è ancora un incontro a dare una svolta alla vita di Alberto: a Tag incontra Alberto Biffi, un creativo di grande sensibilità artistica, che porta come segni distintivi dei tatuaggi sulle braccia. Impossibile lasciarsi sfuggire l’occasione di creare ancora qualcosa, un’azienda che unisca le capacità imprenditoriali di Alberto all’estro artistico del nuovo compagno d’avventure. Nel 2013 nasce così BSPKN studio digital creativ agency, che crea siti internet, applicazioni, soluzioni e-commerce per le aziende. Un’impresa che ad oggi conta cinque soci e otto collaboratori, tra fotografi, grafici e copywriters.

Ma non è finita qui. «All’inizio del 2014, bussa alla mia porta Elisabetta Olivari, socia di C.E.C., un’azienda che si occupa di eventi, congressi e cultura – racconta ancora Alberto – e insieme decidiamo di portare TAG nel cuore di Bergamo. Una novità assoluta, poiché è la prima volta che nasce un coworking in collaborazione con Ubi-Banca Popolare di Bergamo, nel centro della città».  Il 28 ottobre scorso, in Piazza Vittorio Veneto, è stato così inaugurato Tag in the City, una vetrina dedicata alle sinergie di giovani talenti in città.

«E pensare che tutto è partito dalla condivisione di un e-book gratuito – conclude Trussardi, sorridendo –. Una condivisione che poi ha dato inizio a tutto un percorso dove l’essere imprenditore si è mescolato alla fortuna». Una fortuna ben meritata, distribuita in dosi sapienti dal destino dopo aver misurato le intenzioni di questo giovane e intelligente imprenditore, esempio virtuoso di come in Italia si possa ancora trovare un (bellissimo) lavoro.