I tre giovani che hanno reinventato
il menù della festa a Osio Sotto

«Abbiamo combattuto molte battaglie, ma stanno arrivando le prime grandi vittorie». Mirko Monguzzi, Cristian Mariani e Andrea Colleoni, tutti e tre sulla trentina, sono tra i più giovani capaci di muoversi con abilità ed esperienza nel retro delle cucine dell’oratorio di Osio Sotto durante i dieci giorni di festa, quest’anno iniziata giovedì 16 e che si concluderà nel fine settimana. «Siamo volontari della festa da una quindicina di anni, ma solo negli ultimi quattro siamo riusciti a introdurre i primi importanti cambiamenti», racconta Andrea, da tutti conosciuto come “Colle”. E Cristian completa: «Innanzitutto, ci siamo dovuti guadagnare la fiducia dei veterani. Entrare in cucina dove vengono preparate le costine, le salamelle, gli spiedini e i ravioli, piatti che rappresentano il cuore della festa, non è stato facile. Di solito i ragazzi più giovani vengono lasciati in pizzeria o a servire e sparecchiare. Noi invece avevamo il desiderio di imparare a stare alle griglie, mossi dalla voglia di seguire l’esempio dei nostri genitori e parenti, anche loro volontari, che hanno sempre rappresentato il modello al quale ispirarci. A loro dobbiamo molto».

«Il problema principale era che alla festa dell’oratorio di Osio Sotto mancava un piatto imperdibile della tradizione bergamasca: la polenta!», arriva subito al sodo Mirko. E con gesti decisi spiega: «La cucina della festa è sempre stata lodata per le costine, le salamelle, le braciole e per i ravioli, che le volontarie impastano per tutto l’anno affinché nessuno rimanga a bocca asciutta. Però siamo a Bergamo e a Bergamo la polenta non può mancare! Quattro anni fa abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e mettere sul fuoco una bella pentola in rame, assumendoci la responsabilità della riuscita. Per il primo anno ci siamo limitati alla polenta gialla tradizionale, fino a quando l’ultima sera ci sono avanzati i formaggi: li abbiamo mischiati con gli ultimi fondi di polenta rimasta e da lì ci è venuta l’idea della taragna». Mirko passa poi la…

 

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