Un ristorante in quella stazione
dove arrivava il tram dalla città

Qui era il capolinea della tranvia che a fine Ottocento univa Bergamo alla riva del lago d’Iseo, a Sarnico. La facciata dell’edificio conserva infatti la forma di una vecchia stazione. Oggi il ristorante “Al Tram” è ancora un punto d’arrivo, un porto accogliente, ma per buongustai alla ricerca di una saporita cucina della tradizione, messa in tavola con eleganza e simpatia, e non per semplici passeggeri. È dal 1951 che la famiglia Plebani gestisce questo locale, ampliato e abbellito costantemente negli anni. L’ultima ristrutturazione degli ampi spazi interni è stata portata a termine da poche settimane con un importante investimento. Alla sala principale, già ristrutturata alcuni anni fa, si sono aggiunte altre tre sale di diversa capienza, da 20 a 100 posti, tutte arredate con estrema eleganza e scelta dei materiali più pregiati. Senza dimenticare la terrazza esterna ombreggiata da un glicine secolare, davvero suggestivo.

 

 

Quadri d’autore alle pareti, tendaggi, luci e arredi eleganti vanno di pari passo con l’esecuzione e la presentazione dei piatti, frutto di costante ricerca e attenzione, grazie alla personalità e alla preparazione professionale che i fratelli Franco e Marco Plebani, con le rispettive mogli Chiara e Michela, hanno ereditato direttamente da mamma Mariella. In cucina lavora sodo lo staff di quattro cuochi: gli chef Giovanni Brioschi e James Saviotti, con lo “storico” Piero Gallinelli, in servizio dal 1976. In sala Mario Capretti, anche lui in servizio qui da 40 anni, mette tutti a loro agio con simpatia e comunicativa. È il suo mestiere, non c’è dubbio.

 

 

“Al Tram” ha acquisito negli anni una fama meritata di buon livello. Qui si può venire sempre tranquillamente. Sul lungolago di Sarnico, tradizionale passeggiata dei turisti, il ristorante offre la possibilità di gustare piatti ben curati della migliore tradizione lombarda e mediterranea (pesce di lago e di mare, ma anche ottime carni, oltre alla pasta fatta in casa, ai tradizionali casoncelli bergamaschi, ai dessert di vecchia e nuova concezione), il tutto in ambienti diversi a seconda delle esigenze, dalla saletta intima con camino per una ventina di persone alla sala centrale per un centinaio di ospiti. Il menù alla carta non è lunghissimo ma vario, mentre con un certo interesse sono scelti dalla clientela i menù proposti dalla casa: il “Piccolo menù tradizionale”, il “Menù tipico Sebino” e il “Menù classico Tram” con prezzi che vanno da 32 a 50 euro, compresi pane e coperto.

 

 

Per i vini, si dà ovviamente precedenza a quelli prodotti nei vigneti dell’azienda Il Calepino, sulle sponde dell’Oglio, a Castelli Calepio, una ventina di ettari vitati di proprietà della stessa famiglia Plebani. Qui, Angelo Plebani, padre degli attuali titolari, fu il primo in Bergamasca, nel 1978, a produrre le nobili bollicine dello spumante Metodo classico, quel Calepino Brut, Non Dosato, Rosé e Riserva Fra Ambrogio oggi largamente conosciuto e apprezzato.

 

 

Per concludere, ecco quanto scrivono del ristorante gli ispettori della Michelin sulla nota Guida rossa: «Sul lungolago, luminoso ed elegante, il servizio estivo all’aperto regalerà un’emozione in più! La carta propone piatti locali, di carne e di pesce sia d’acqua dolce che di mare; le bottiglie dell’azienda vinicola di proprietà, Il Calepino, sono proposte anche al bicchiere”.
Per maggiori informazioni: www.ristorantealtram.it, 035.910117.

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