Viaggio dalla Brianza alla Sicilia
a bordo di una carrozzina elettrica

Dalla Brianza fino a Catania a bordo della sua carrozzina elettrica. Questa è l’impresa che vuole compiere Bruno Rupp, conosciuto come Paolo, ex falegname in pensione di 69 anni che abita alla Fornace di Bagaggera. È costretto a vivere su una sedia a rotelle elettrica, poiché è rimasto senza entrambe le gambe che gli sono state amputate, dopo 11 operazioni, a causa del diabete. Ciononostante ha una grande voglia di vivere e non si perde d’animo. «Rotellando verso sud» è il nome del progetto che lo vedrà partire in primavera per attraversare l’Italia, in solitaria e in completa autonomia, percorrendo ben 1.300 chilometri, con una media prevista di una trentina al giorno. Partirà il 7 maggio per evitare il clima rigido invernale e ha già pianificato gran parte delle tappe del suo itinerario, tenendo presente che dovrà percorrere quasi esclusivamente strade di paese e piste ciclopedonali. Dopodiché si imbarcherà sul traghetto a Salerno per raggiungere Messina e poi giù fino a Catania.

 

 

Il ritorno in treno (forse). Il viaggio d’andata dovrebbe durare circa due mesi, invece per il ritorno ha in programma di rientrare a casa in treno. «A meno che non mi diverta talmente tanto… in quel caso potrei decidere di tornare ancora in carrozzina» ha svelato con ironia. Bruno Rupp non ha ancora un biglietto di ritorno in tasca. «Non lo prenoterò,  preferisco vivere e decidere alla giornata. Di notte so che mi fermerò a dormire in tenda nei campeggi o in mezzo alla natura, oppure chiederò a qualcuno se mi lascerà accampare in giardino – ha aggiunto con un velo di sarcasmo – Sicuramente mi inventerò qualcosa e non mi perderò d’animo».

Grande coraggio. Il coraggio non gli manca di certo, però per affrontare questa impresa, che ha dell’incredibile, un minimo di pianificazione è necessaria. Rupp ha infatti ideato il progetto con l’aiuto di un team di giovani (Elena Magni, Cinzia Melosu, Massimo Mantovani e l’artista di strada Marek). Ma soprattutto ha progettato e realizzato, insieme ad Alberto Gariboldi, strutture e attrezzature da integrare alla carrozzina, utili ai fini del lungo viaggio che lo attende. «Sul retro abbiamo costruito un’intelaiatura in metallo a mo’ di zaino su cui caricare una sorta di cabina armadio, grazie alla quale potrò trasportare la tenda, il sacco a pelo, un piccolo compressore, l’attrezzatura medica e qualche bagaglio per il cambio di vestiti. Inoltre conterrà un generatore d’emergenza per caricare la carrozzina e il bagno chimico, indispensabile per noi disabili. Sul davanti abbiamo montato due batterie supplementari. Invece sopra la mia testa ci sarà una piccola tettoia per ripararmi dalla pioggia, dovrò anche portarmi appresso il microinfusore per fare le iniezioni di insulina».

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