Il wrestler bergamasco in Giappone
Akira Begnini e il suo sogno sul ring

Da Urgnano al sogno WWE, passando per il Giappone. Questa la storia di Francesco Akira Begnini, ventenne bergamasco che dopo anni passati ad allenarsi e a esibirsi nell’ICW – la più importante federazione di wrestling italiana che ha sede a Lodi – alternati a una vita “comune” fatta da termoidraulico e manutentore, è stato contattato da un’importante lega giapponese che gli ha proposto due mesi di esperienza nel lontano Oriente. «Nello scorso marzo ho incontrato Tajiri (famoso wrestler giapponese che vanta anche trascorsi in WWE, ndr) in uno show che abbiamo realizzato qui in Italia – spiega Akira – e dopo aver visto i miei match mi ha chiesto alcuni dati per accordarci su questo mio viaggio in Giappone. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per questa opportunità».

 

 

Come si è avvicinato a questo mondo?

«Avevo 14 anni e in quel momento non sapevo quale sport fare. Avevo praticato diverse discipline, ma non mi coinvolgevano: nuoto, calcio, kick boxing. Così, grazie anche a mia madre, ho trovato questo corso di wrestling, un’attività di cui sono sempre stato fan, e ho provato».

Quali sono state le sue prime emozioni?

«Ricordo ancora il primo allenamento, quasi come fosse accaduto ieri. È stato davvero bello e mi sono divertito un sacco. Ero il più piccolo tra tutti e quindi ero anche un po’ spaventato, ma mi hanno fatto sentire subito accettato».

Quanto tempo è trascorso prima del debutto? Si ricorda contro chi avvenne?

«L’esordio fu a Chiudono dopo due anni di allenamento e fu contro un veterano della federazione, Mr. Excellent. Fu veramente molto emozionante perché ricordo quanto fossi nervoso prima di salire sul ring, ma anche quanto mi divertii facendo quello per cui mi ero allenato due anni».

Tornando all’attuale esperienza giapponese, come si sente?

«Sono super carico. La federazione per cui combatto, la AJPW, è una delle più prestigiose in Giappone e sono davvero contento di poter lottare per loro. Mi fermerò qui due mesi e penso che quest’esperienza possa aiutarmi molto sia per quanto concerne il wrestling che nella vita di tutti i giorni».

Sogna un futuro nella WWE?

«Ovviamente sì. La WWE (la più importante federazione degli Stati Uniti, ndr) è il main goal diciamo, perché è dove il wrestling raggiunge il suo livello massimo. È ricca di talenti con cui confrontarsi e con cui mi piacerebbe lottare».

Come è il suo stile di combattimento?

«Punto molto sull’agilità. Il mio stile di combattimento deriva dalla mia corporatura».

Ha un idolo?

«Ci sono molti wrestler da cui sono affascinato però se dovessi citarne solo alcuni dico Aj Styles (che oggi si esibisce in WWE, ndr), che per me è il più completo al mondo, oppure Kenny Omega, che invece lotta in Giappone».

Come mai si fa chiamare Akira?

«Akira è il mio vero secondo nome. All’anagrafe mi chiamo Francesco Akira Begnini perché mia mamma ama il Giappone e ha scelto di dare a me e i miei fratelli questi nomi. I miei fratelli si chiamano Koichi e Yutaka. Ne vado molto fiero».

 

 

Una mamma molto presente.

«I ringraziamenti più grandi vanno proprio a lei, perché mi ha permesso di fare quello che mi piace senza mai ostacolarmi. Anzi, mi ha sempre spronato a fare di più e se oggi sono qui lo devo anche a lei. Poi un enorme grazie va anche ai miei fratelli, i miei primi fan».

A cosa si dedicherà una volta rientrato in Italia?

«Tornerò ad allenarmi costantemente facendo tesoro di quanto appreso in Giappone e a rinnovarmi al fine di poter affrontare nuove sfide».

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