Come Brescia ha reagito al derby
(scritto da un giornalista bresciano)

Grazie. Grazie per averci dominati, per essere andati sino in fondo senza risparmiarci nulla, perché umiliante sarebbe stato il contrario. Grazie per averci mostrato in faccia, con crudele realtà, l’abisso che ci divide. Ci eravamo lasciati nel 2006 quando era ancora possibile giocarsela alla pari, da allora è diventato impossibile anche se nel 2010-11 – per puro caso si capisce – noi eravamo in A e voi in B. Da allora, non vi siete più fermati, costruendo pezzo dopo pezzo una squadra formidabile.

Sabato ci avete fatto capire quanto lunga sia la strada per raggiungervi e con quanta fatica e orgoglio l’abbiate percorsa, migliorando anno dopo anno, con acquisti mirati, la valorizzazione del settore giovanile, un presidente entusiasta e un grande allenatore. Il derby non è stata una partita, ma lo spietato confronto fra due mondi lontani anni luce, sia pure separati dal solo fiume Oglio.

 

 

Non date retta a chi vi ha insultati, non sono che banali slogan da curva. La verità è che non c’è un solo tifoso delle rondinelle che non vi invidi. Lo si capiva dai discorsi della gente, che sciamava delusa fuori dallo stadio («Noi abbiamo solo cinque buoni giocatori, loro una quindicina», «Nemmeno la Juve e l’Inter ci avevano impartito una simile lezione», «Quanto giocano bene, non l’abbiamo vista mai»).

Vorremmo essere voi, questa è la verità. A cominciare da come vivete la passione per l’Atalanta, unica e indivisibile: molti di noi, invece, dopo le troppe scoppole prese in campionato dal Brescia, stanno ricominciando nei bar a parlare di Inter, Milan, e Juventus. Dispiace solo non avervi trovato, sabato allo stadio, perché senza tifosi avversari un derby non è mai tale.

Una volta si andava a queste partite fianco a fianco, senza distinzione di fede, i tempi e le regole odierne lo hanno reso impossibile. L’irreale silenzio che ha accompagnato i vostri gol è stato un atto di denuncia, che calcio è se i gol non sono accompagnati dalla gioia? Avete potuto esprimerla solo a Zingonia, al ritorno della squadra dopo la partita. Godetevela tutta, ve la siete meritata. Ci rivediamo al ritorno: con qualche cicatrice in più, la speranza di essere ancora vivi e la rabbia inestinguibile di non potervi raggiungere mai.

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