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I campioni bergamaschi del 2016
Dalle paralimpiadi alla stella Sofia

Gli anni che passano sono come le palline del flipper: ballonzolano di qua e di là, fanno un gran casino, poi a un certo punto si rintanano nell’antro buio buio che è il tempo. Per fortuna che sul grande schermo della vita restano le medaglie e i punti a ricordarci la gloria. Ce n’è stata molta anche per Bergamo e i suoi atleti, in questo 2016. Un anno speciale perché quando ci sono le Olimpiadi tutto si amplifica e nulla si distrugge. Energia formato Giochi. L’Italia s’è desta.

Per esempio ci sono state le medaglie di Martina Caironi alle Paralimpidi di Rio, traguardi che qualcuno dava magari un po’ per scontati perché Martina è aria e velocità, bellezza e volontà, e poi perché quattro anni prima a Londra aveva già vinto. Ma ripetersi è anche più difficile e l’oro nei 100 metri a Rio è quanto di più bello e avvincente ci possa essere.

 

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Martina Caironi.

 

Il calcio. E il calcio non ce lo metti? In Italia è esplosa la Gallo-mania. L’attaccante che vogliono tutti adesso è Andrea Belotti, bomber della Nazionale e del Torino, cresciuto a Calcinate. Magari non brilla la stella di Manolo Gabbiadini, ma l’attaccante del Napoli si rifarà: ne siamo certi. Sta accecando questo finale di 2016 l’Atalanta di Gasperini e dei suoi giovani terribili. Ragazzi con fame e tanta voglia di arrivare lontano, più bergamaschi di così. Tra i protagonisti dell’ultimo anno, consentitecelo, c’è Stefano Vecchi, allenatore delle giovanili dell’Inter che ha fatto il traghettatore per un breve (ma intenso) periodo dopo l’esonero di Frank De Boer.

 

Andrea Belotti.

 

Le Olimpiadi. Il cuore del 2016 sono state però le Olimpiadi. A Rio c’è stata la medaglia di bronzo di Laura Teani, originaria di Stezzano, portierona di riserva del Setterosa. Vincere è una questione di metodo. Ma lo è anche partecipare. E a Rio ci sono stati grandi nomi bergamaschi: quello di Marta Milani, che dopo anni di lavoro e fatica, di sudore e voglia di arrivare, a 29 anni è arrivata al sogno olimpico. Altro atleta: Matteo Giupponi, marciatore di Villa d’Almè, che per la prima volta ha preso parte a un’Olimpiade. E poi c’è il nuotatore Marco Belotti: con tre partecipazioni ai Giochi, Marco ha raggiunto i primi sei sportivi bergamaschi di sempre. Altro azzurro ai Giochi di Rio: Simone Consonni, una delle promesse del ciclismo chiamata all’ultimo per andare a far parte del quartetto dell’Italia nell’inseguimento a squadre. Bergamo c’è, e ci sarà anche il prossimo anno.

 

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Marta Zenoni.

 

La neve e le quote rosa. Ma per ora è il 2016 che stiamo salutando. E una Bergamo che spesso è guidata o presa per mano dalle donne, che fanno bene, fanno furore. Qualche settimana fa è stata premiata come atleta dell’anno Marta Zenoni, una forza della natura che nonostante i suoi 19 anni ha sfiorato la sua prima partecipazione ai Giochi. Ma le donne vanno sempre forte sulla neve. Adesso è sulla bocca di tutti Sofia Goggia, capace di prendersi quattro podi in quattro specialità diverse. Non ci era riuscito mai nessuno, ma lei sì. È senza dubbio lei l’atleta del momento e forse dell’intero anno. Dopo molti infortuni, cadute e lacrime, Sofia si è presa la scena. Colta, bella, spigliata, la Goggia è più chic di chiunque altro al momento. E siccome un altro anno sta finendo, bisognerà fare il tifo per lei anche nel 2017. Addirittura l’ultimo podio di un’italiana in una combinata old style (con due manche di slalom) risaliva al 1994, quando Bibiana Perez fu terza in Sierra Nevada. E poi c’è Michela Moioli, che ha vinto la coppa del mondo di snowboardcross e che promette di raggiungere altri, avventurosi successi. Anche lei è uno di quei volti che rendono grande Bergamo in tutto il mondo. Michela ha grinta da vendere.

 

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Sofia Goggia.

 

Il ciclismo. Nonostante la crisi economica che ha colpito (anche) lo sport, Bergamo resta una delle province con un alto tasso di sportività. Il numero italiano parla di 4,5 milioni di persone che praticano sport. Prevalenza maschile (oltre il 73 percento) ma le donne si fanno valere (ventisei percento il dato nazionale). Una fetta importante di atleti ai vertici è proprio Bergamo a darla. La già citata Goggia, ma anche nell’atletica, nella pallavolo (che è lo sport che in Lombardia ha più iscritti insieme al calcio). Anche Chiara Teocchi nel ciclismo si è distinta: qualche mese fa è diventata campionessa europea di ciclocross Under23. Un traguardo incredibile, che fa ben sperare per il futuro. E naturalmente Lisa Morzenti, che ha conquistato un argento ai mondiali di ciclismo in Qatar (prova a cronometro).

 

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Chiara Morzenti.

 

Le paralimpiadi. Ovviamente c’è l’ampio e interessante discorso del paralimpico. Avanti, dunque: ancora. Sono in tantissimi. Dalle Paralimpiadi sono arrivate medaglie pesanti. Oney Tapia, nato a Cuba ma residente a Bergamo, che ha vinto l’argento nel lancio del disco. Dopo la gara si è presentato davanti alle tv con la mascherina sugli occhi disegnata dalle figlie, cantando una canzone dei Modà e un’altra di Tiziano Ferro. Così, perché ne aveva voglia. Resterà uno dei simboli felici delle Paralimpiadi. Per un punto non ha vinto l’oro, ma Alberto Simonelli, “Rolly”, come lo chiamano gli amici di Gorlago, un argento nel tiro con l’arco l’ha portato a casa. Era già arrivato secondo a Pechino nel 2008. Chissà che non ci provi di nuovo tra quattro anni.

Ma non occorre andare così lontano per celebrare la gloria. Con oltre tremila società sportive e più di duecentomila tesserati tra città e Provincia, Bergamo ha una lista lunga così di campioni in molte specialità, molti sport. C’è persino il campione del mondo di pesca alla trota in torrente, è Stefano Tironi, che lo ha vinto a Zogno, e c’è stata una festa che ha fatto girare la testa. Pescatori si nasce o si diventa? Chissà. Certo che il territorio bergamasco è fucina di maestri nell’arte della pesca. Oltre a Tironi ci sono Carlo Bergamelli, Fabrizio Carrara, Massimiliano Colombo e Gianluigi Sorti, che con la canna azzurra in mano hanno vinto il titolo a squadre nel campionato del mondo della pesca alla trota.

 

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A sinistra, Alberto “Rolly” Simonelli.

 

E anche i dirigenti. Ogni federazione ha il suo campione, il suo atleta prediletto, qualcuno su cui ha deciso di puntare, e alla fine i risultati sono venuti fuori. Recentemente il Coni Bergamo ha consegnato quarantacinque medaglie al merito sportivo, simbolo di una stagione ricca di successi e bellezza. Medaglie agli atleti, sì. Ma anche ai dirigenti che hanno reso possibile il sogno di molti ragazzi. La Stella d’Argento è andata a Massimo Sironi, dirigente della scuderia Norelli del Moto Club Bergamo, la dedizione nella promozione del motociclismo a Bergamo. E proprio in questo senso si sono distinti Jonathan Manzi e Francesca Nocera, campionessa di enduro che ha passato un anno non sempre facile. E poi ci sono gli scacchi con Danyyil Dvirnyl, il taekwondo con Matteo Milani, Elia Violi nel rugby, Giancarlo Tasca nel tamburello.

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