Dieci anni di tram fino ad Albino
Così si è risvegliata la Val Seriana

Un defibrillatore che ha contribuito a salvare la Valle Seriana dall’infarto e dalla paralisi, la cui importanza è ancor oggi sottostimata, nonostante 33 milioni di passeggeri e nuove prospettive di sviluppo. Si celebrano in questi giorni, esattamente il 24 aprile, i dieci anni di attività della linea T1 della Teb, la linea metro-tramviaria realizzata lungo il sedime della ex ferrovia della Valle Seriana, da Bergamo sino ad Albino. Un’opera arrivata appena in tempo, insieme alla nuova superstrada e alla galleria Montenegrone, aperta l’anno prima, per dare uno sfogo vitale al traffico della Valle Seriana. Verificare oggi, ad appena dieci anni di distanza, quanto queste strutture appaiano insufficienti, dà la misura di quanto la loro creazione fu a dir poco necessaria.

Del resto basta sfogliare in archivio il rapporto Ocse su Bergamo del 1999 per avere un preciso riferimento documentale. «Bergamo è una Regione Intermedia – si legge nel documento – l’economia è ancora in sviluppo, è orientata alle esportazioni ben sopra la media nazionale, con un settore industriale molto diversificato ed ancora competitivo nella meccanica, nella metallurgia, nel tessile e nella plastica e altri. L’etica del lavoro e l’identità regionale sono radicate con un forte senso di appartenenza al territorio. Il territorio di Bergamo mostra però segni di provincialismo e di ristagno istituzionale, è incapace di fare lobby ed è limitata la capacità di condividere obiettivi e strategie di sviluppo, con un forte individualismo che è freno a uno sviluppo ulteriore e non sa sfruttare le opportunità del decentramento (…). Le infrastrutture di trasporto e la pianificazione territoriale sono inadeguate, le attrazioni e le opportunità della Provincia, come il turismo e la cultura, sono trascurate e la situazione ambientale è delicata ma non pienamente presa in considerazione».

Del resto anche Valerio Bettoni (Presidente della Provincia, che fu parte attiva nella nuova realizzazione) era stato chiaro nella relazione programmatica all’inizio del suo secondo mandato nel 2004: «Il disastro della mobilità – disse – era ed è sotto gli occhi di tutti». Il programma dell’inaugurazione prevedeva la…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 52 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 2 maggio. In versione digitale, qui.

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