Duvan, Duvan, Duvan… Zapata!

L’ultima volta ci era riuscito German Denis, si giocava a San Siro e la partita finì con un incredibile 4-3 per i nerazzurri. Oggi l’ha decisa, l’ha aperta, l’ha allungata e l’ha blindata Duvan Zapata. Il numero 91, quello che ha distrutto l’Udinese rinunciataria e fischiata dal suo pubblico cui non è bastato il gol di Lasagna per uscire con punti importanti dal campo. L’Atalanta torna alla vittoria e regola per 3-1 i friulani sul campo della Dacia Arena, un pizzico di fortuna aiuta la squadra orobica (palo di Fofana poco prima del 3-1 di Zapata), che ha il grande merito di non smettere mai di giocare e di cercare la manovra con le proprie armi. La classifica finalmente sorride, gli orobici si riportano a ridosso della zona Europa con la Lazio attesa a Bergamo lunedì prossimo.

 

 

Gasperini non cambia i protagonisti nella scelta della formazione iniziale: il rientro di Toloi è l’unica novità rispetto alla gara contro il Napoli mentre gli altri sono tutti confermati: Masiello e Palomino davanti a Berisha, Hateboer e Gosens esterni con de Roon e Freuler in mezzo oltre a Gomez e Zapata insieme a Rigoni. Per il numero 24 argentino seconda possibilità di fila dal primo minuto, Pasalic e Barrow sono pronti a subentrare dalla panchina. Nell’Udinese cambio dell’ultima ora con D’Alessandro titolare nel 3-5-2 di Nicola. Resta fuori Pussetto con De Paul e Lasagna in attacco. Giornata di sole alla Dacia Arena, bel colpo d’occhio sulle tribune con oltre ottocento bergamaschi al seguito, sistemati nel settore ospiti e in tribuna.

Pronti, via e l’Atalanta è subito in vantaggio. Sugli sviluppi di un corner ben calciato da Gomez, Toloi spizza la palla sul primo palo (2’) trovando Zapata pronto a colpire nel cuore dell’area piccola. Il colombiano non esulta per il terzo gol stagionale in campionato, ma la sua rete è importante per i nerazzurri che rispetto alla gara con il Napoli si trovano in una situazione diametralmente opposta. L’Udinese è in campo con un 5-4-1 d’altri tempi, eppure al 12’ trova la combinazione giusta sulla fascia destra con D’Alessandro che infila Masiello in velocità e mette dentro per Lasagna il pallone del pareggio.

 

 

La gara nel primo tempo vive tutta su queste due fiammate, l’Atalanta costruisce gioco, ma non riesce a essere quasi mai pericolosa e l’assenza di Ilicic risulta ancora più pesante proprio per il bisogno di giocate decisive nella zona calda ai 30 metri dell’Udinese: Rigoni e Gomez, fino al riposo, combinano davvero pochissimo. L’unica altra emozione prima del riposo arriva per un intervento del Var: quasi due minuti fermi in mezzo al campo per capire che l’intervento di Freuler in area di rigore è con il petto e il braccio risulta perfettamente attaccato al corpo. Misteri della tecnologia con l’arbitro che va pure a vedere il monitor.

Nel recupero Zapata (il migliore del primo tempo atalantino) cerca con un destro sul primo palo di sbloccare ancora il risultato, ma non succede più nulla e anche un paio di calci d’angolo con annessa mischia in area friulana non sortiscono alcun effetto e passano agli archivi come semplici dati statistici. Nell’intervallo Gasperini non lascia nessuno in campo a scaldarsi e questo è un segno evidente di come la squadra abbia comunque fatto bene.

 

 

Dopo il riposo la partita continua come nel primo tempo, l’Udinese è solo difesa e contropiede e l’Atalanta ha il merito di non farsi mai prendere dal panico. Alla fine i risultati arrivano. Al 57’ Toloi prende le misure alla porta di Musso con una bella conclusione da fuori che si perde sopra la traversa, ma è dopo il cambio Rigoni–Barrow che i tre punti prendono la via di Bergamo. Il gambiano e Hateboer combinano bene al 62’, la conclusione ciccata da Barrow diventa un assist per Zapata che dal cuore dell’area di rigore insacca. Il 2-1 e fa esplodere il settore ospiti.

Al 70’ Barrow cerca il destro vincente senza fortuna, l’Udinese prova a mettere in campo tutte le proprie forze d’attacco ma arriva solo un palo interno di Fofana (79’) al termine di un’azione confusa. Sul ribaltamento di fronte l’Atalanta concede il tris: palla persa banalmente da De Paul su pressione di Hateboer, l’olandese è bravo ad appoggiare per Zapata che finisce in gloria con la personale tripletta e una gioia strozzata solo dal passato a Udine che lo porta a non esultare. A ridosso del novantesimo arrivano anche un malinteso Masiello–Berisha (88’) che poteva creare danni e il 4-1 fallito incredibilmente da Barrow solo davanti a Musso su splendido assist di Zapata. Dopo 3’ minuti di recupero la sfida finisce con il settore ospiti in festa e Gasperini che salta felice: 21 punti in classifica, zona Europa perfettamente centrata e adesso la Lazio nel mirino a quota 25. Calma e gesso, l’Atalanta c’è.

 

 

Udinese – Atalanta 1-3

Reti: 2’ e 62’, 80’ Zapata (A), 12’ Lasagna (U)

Udinese (5-4-1): Musso, Stryger, Troost-Ekong, Nuytinck, Ter Avest, Fofana, Mandragora, De Paul, Pezzella (74’ Vizeu), D’Alessandro (66’ Pussetto), Lasagna. All. Nicola

Atalanta (3-4-1-2): Berisha, Toloi, Palomino, Masiello, Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens (77’ Castagne), Gomez, Rigoni (58’ Barrow), Zapata. All. Gasperini

Arbitro: Calvarese di Teramo (Bindoni e Galetto; Serra; Maresca e Alassio)

Ammoniti: 45’ Mandragora (U), 76’ Masiello (A)

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