Abbiamo finito gli aggettivi
per descrivere questa Primavera

Campioni d’Italia! Al termine di un’annata strepitosa, da undici in pagella (dieci sarebbe troppo poco per quanto dimostrato in campo), l’Atalanta Primavera si cuce sul petto il Tricolore, tornando ad alzare al cielo il trofeo nazionale dopo ventuno anni dall’ultima volta. Ancora decisivo l’ingresso dalla panchina di Ebrima Colley, che grazie a un colpo da biliardo da fenomeno vero, sigla la rete in grado di mettere ko l’Inter. Per sbloccare una sfida equilibrata tra due squadre fortissime e arrivate con il fiato corto a metà giugno, è servito un guizzo dell’uomo capace di trascinare la banda nerazzurra anche contro il Torino con una doppietta nei tempi supplementari.

 

 

Avvio di gara da incubo per i bergamaschi, che dopo novanta secondi traballano vistosamente concedendo la prima clamorosa occasione ai milanesi. Da Riva perde palla al limite dell’area e prova ad approfittarne l’Inter con Colidio, che tutto solo manca l’impatto con il pallone e Schirò in girata conclude debolmente. I ragazzi di Madonna si fanno preferire nella prima mezz’ora, anche se la partita non decolla. Gli orobici appaiono sotto tono e non completamente concentrati sul match, lasciando spazio di manovra agli avversari. Una bella parata di Ndiaye su Salcedo sventa un tiro a giro pericoloso sul secondo palo del numero 11 meneghino. Allo scadere, la Dea costruisce l’azione più pericolosa della prima frazione: Kulusevski batte un corner pescando fuori area Brogni, che salta un uomo, scarica di tacco per Cambiaghi che effettua un cross sul quale colpisce a botta sicura Heidenreich, ma il tuffo spettacolare di Dekic salva il risultato.

 

 

Al rientro dall’intervallo, la corazzata di Brambilla aumenta il ritmo e si spinge con convinzione in avanti. Trascorsa un’ora di gioco è però l’Inter a rendersi pericolosa dalle parti di Ndiaye: Pompetti calcia con il mancino una punizione da posizione defilata e sul secondo palo si inserisce Rizzo che in spaccata non trova la porta di un soffio. Brambilla decide di dare nuova linfa ai suoi ragazzi inserendo Colley, in grado di offrire frizzantezza al reparto avanzato. Al 69’ ripartenza fulminea atalantina, Peli scatta in avanti saltando un avversario in velocità, uno-due con Kulusevski e servizio per Piccoli, che all’interno dell’area non può colpire a rete per l’intervento strepitoso di Rizzo. Sei giri d’orologio più tardi, Pompetti dalla destra disegna un traversone per la testa di Colidio, che spizza per Esposito, il quale tutto solo e in posizione sospetta di fuorigioco colpisce il palo. Il vero punto di svolta arriva quando, a sei minuti dalla fine, l’Inter si fa trovare scoperta e spaccata a metà: Kulusevski anticipa l’intervento di un centrocampista facendo scattare il contropiede, il gioiello svedese alza lo sguardo e disegna un passaggio filtrante perfetto tra le maglie nerazzurre, premiando la cavalcata di Colley che incrocia senza pietà a fil di palo.

 

 

Esplode così il pubblico bergamasco, che può festeggiare insieme ai suoi beniamini il terzo Scudetto Primavera della storia dell’Atalanta. Un traguardo formidabile e il giusto riconoscimento alla formazione migliore d’Italia che si è classificata al primo posto nel campionato Primavera 1. Una rosa di livello internazionale che ha saputo mettere in mostra alcuni dei talenti più forti del panorama giovanile. Una truppa in grado di esprimere il calcio più divertente ed emozionante della stagione 2018/’19. Semplicemente un gruppo di ragazzi che è entrato nella storia regalando un’altra festa al pubblico di fede atalantina. Abbiamo terminato gli aggettivi per descrivere l’impresa dell’Under 19 orobica, proprio come l’artefice di questa cavalcata Brambilla, che ha dichiarato: «Anch’io ho finito gli aggettivi per questa rosa che ha fatto una stagione straordinaria. Mi sono complimentato con i miei giocatori. Nella prima mezz’ora abbiamo avuto un blackout, però non abbiamo perso le misure e le distanze rimanendo sempre in partita. Ha vinto la squadra più forte».

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