I 10 cibi italiani più imitati

La nostra cucina e, soprattutto, la qualità dei nostri prodotti agroalimentari sono il biglietto da visita più bello che noi italiani abbiamo all’estero. Hanno provato in tanti a scalzarci dal gradino più alto, ma nessuno ci è veramente riuscito: l’industria enogastronomica italiana supera crisi e globalizzazione, restando indiscutibilmente la migliore al mondo. Troppo buona per non piacere ai consumatori stranieri e, purtroppo, troppo richiesta per non tentare i falsari dell’agroalimentare. Far sembrare italiano ciò che non lo è, attirare i consumatori con etichette truffaldine e richiami alle nostre eccellenze: più che una pratica in espansione, oramai un gioco al massacro. Solo negli Stati Uniti, il giro d’affari creato da questo mercato “alternativo” è stimato in 20 miliardi di dollari, distante anni luce dai 2 miliardi di dollari dell’export dei veri prodotti alimentari italiani. Un fenomeno cresciuto addirittura del 900% negli ultimi cinque anni circa.

Abbiamo così deciso di mettere insieme i dati diffusi da Coldiretti, Legambiente e quelli di altre associazioni presenti sul territorio nostrano, dando vita alla classifica dei 10 prodotti agroalimentari italiani più imitati (spesso malamente) al mondo. Per sentirci tutti un po’ più patrioti e rendere onore ad un’eccellenza che merita maggior tutela.

 

10) Fontina

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Questo formaggio è un prodotto DOP (Denominazione di Origine Protetta) e fonda le sue radici in Italia sin dal 1270. Il suo sapore dolce e delicato, che giunge direttamente dagli alpeggi delle nostre montagne, lo rendono un prodotto amatissimo, sia d’accompagnamento (quanti panini con la fontina vi sarete mangiati?), sia da condimento (il risotto con la fontina è una vera prelibatezza), sia da degustazione. Proprio per questa sua duttilità i falsari si sono sbizzarriti nella sua imitazione, con un “nome” che torna più volte: Fontiago, che della fontina, ahinoi, ha solo la radice semantica e nulla più.

 

9) Prosciutto crudo di Parma

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Dal sapore intenso, dolcissimo e in grado di far applaudire le nostre papille gustative: il prosciutto crudo di Parma è un’eccellenza nota in tutto il mondo. La corona a 5 punte che ne rappresenta il marchio, impresso a fuoco solamente sugli originali, è ricercatissima nei negozi alimentari di tutto il mondo. Proprio per questo il mercato della contraffazione di questo prosciutto è così ricco. Ce lo imitano addirittura i francesi, pensate un po’, con il loro (è bene precisarlo, loro e non nostro) “Jambon de Parme”.

 

8) Mozzarella di bufala campana

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La sua casa è tra Caserta e Salerno e guai a metterlo in dubbio. Se la mozzarella, di suo, è già buonissima, quella di bufala è oltre la squisitezza. Non vanno dimenticate anche la qualità della mozzarella di bufala pugliese e quella molisana, ma la più imitata è quella campana. Ambitissima ed apprezzatissima all’estero, non a caso è definita la “Regina della cucina mediterranea” o l’ “oro bianco”. Nel 2011, in suo onore, le Poste hanno anche emesso un francobollo. La cosa triste è che di tutte le imitazioni in circolazione, non ce n’è una che si avvicini, anche solo di poco, al vero gusto dell’originale.

 

7) Pomodoro San Marzano

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Negli Stati Uniti lo amano davvero, peccato che solo nel 10% dei casi il sapore che si gustano gli americani è realmente quello del San Marzano DOP campano, nato San Marzano sul Sarno, comune in cui, di questo pomodoro, ne hanno fatto quasi una divinità. Quando va bene, i contraffattori spacciano per pomodoro San Marzano il pomodoro Roma, un ibrido del San Marzano. Ma nella maggior parte dei casi si tratta una vera e propria invenzione.

 

6) Miele

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In pochi lo sanno, ma il miele è uno dei prodotti italiani più imitati al mondo, in particolare dai cinesi. Il problema è che è anche uno dei prodotti più facili da alterare chimicamente: al gusto, molte volte, non si percepiscono le differenze tra quello biologico e quello contraffatto. Di peggio però fanno negli Stati Uniti, dove il miele, in realtà, miele non è per niente, bensì un intruglio di sciroppo di mais o riso, oppure dolcificanti a base di malto e zucchero grezzo di scarsa qualità.

 

5) Pasta

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Avete mai provato a comprare ed assaggiare la pasta presente sugli scaffali dei supermercati stranieri, almeno quella in vendita a prezzi accettabili? Se l’avete fatto, sapete che non c’entra veramente nulla con quella che tanto amiamo. Questo perché, molte volte, la farina di grano duro viene miscelata con altre farine di qualità inferiore e meno costose, come il semolato o le farine di grano tenero, o con farine ottenute da cereali destinati addirittura all’alimentazione animale. Se poi parliamo della pasta all’uovo, va ancora peggio: per ottenere il tipico colore giallo che la contraddistingue, vengono spesso usati coloranti artificiali o farine di mais. Talvolta, le uova usate, sono uova in polvere o uova congelate. Un vero insulto alla nostra tradizione culinaria.

 

4) Parmigiano Reggiano

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Il prodotto alimentare italiano di cui si conoscono più contraffazioni, in termini mediatici. La genuinità degli ingredienti che compongono il vero Parmigiano, viene totalmente buttata al vento nelle tantissime imitazioni presenti in tutto il mondo, soprattutto sui mercati dove la nostra cucina è più amata tra le classi sociali più ricche (come Russia e Stati Uniti), ma dove la conoscenza dei nostri prodotti è anche più scarsa. Così troviamo il “Parmesan” diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia fino al Giappone, ma in vendita c’è anche il “Parmesao” in Brasile, il “Regianito” in Argentina, il “Reggiano” in tutto il Sudamerica, senza contare il “Parmesello” in Belgio.

 

3) Aceto balsamico

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Solo per il complicato processo di produzione, sapere che l’aceto balsamico (rigorosamente di Modena) è uno dei prodotti alimentari italiani più copiati fa salire la rabbia. Eppure, ogni anno, i falsari si inventano nuovi modi per contraffarlo, come l’ultimo scoperto dalla Guardia di Finanza, dove del semplice aceto di vino rosso veniva scurito grazie a del caramello.

 

2) Vino

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In assoluto il vino rappresenta una delle eccellenze agroalimentari nostrane più ammirate e rispettate al mondo. Le nostre cantine sono dei luoghi di culto per migliaia di turisti stranieri che ogni anno giungono in Italia solo per poter degustare i nostri vini migliori. E, negli ultimi anni, è cresciuta a dismisura la contraffazione di questo prodotto. Sempre più falsi vini, a base di preparati in polvere, vengono spacciati per alcuni dei migliori prodotti vitivinicoli italiani: dal Chianti al Barbera, passando per il Valpolicella e il Barolo. Un altro metodo molto comune tra i truffatori è l’aggiunta di zucchero al mosto per ottenere un vino a più alta gradazione.

 

1) Olio extravergine d’oliva

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Se esiste la cucina italiana, gran parte del merito va al nostro olio, elemento imprescindibile della maggior parte dei nostri piatti. La sua importanza non è un segreto e negli anni tutto il mondo ha imparato ad apprezzare quelli prodotti nelle varie Regioni dello Stivale, tanto che si stimano in circa 2 milioni di tonnellate l’olio extravergine d’oliva consumato ogni anno nel mondo. Purtroppo è anche un prodotto che si presta con facilità alla contraffazione. Facilmente lo si può mischiare ad altri oli, ben meno pregiati, ma che permettono comunque al “tarocco” di ottenere la qualifica di DOP italiano. Peccato provengano da Spagna, Tunisia o Grecia (principali Paesi contraffattori del nostro olio extravergine).