Lisa, la campionessa di Pedrengo
Argento ai mondiali di ciclismo

La felicità scintillava in quegli occhi blu: «Se fossero stati due o tre secondi a distanziarmi dalla vincitrice allora avrei qualche rimpianto. Ma così sono serena nell’aver dato il massimo e sono felicissima». Bisogna anche saper vincere, e Lisa Morzenti ha saputo farlo nel modo migliore. Arrivando seconda, conquistando l’argento e la prima medaglia italiana ai campionati del mondo di ciclismo in Qatar nella prova a cronometro, risultato che mancava all’Italia dal 2002, ai tempi di Zolder, quando i nostri atleti vincevano dappertutto.

 

 

Non è mai facile a 18 anni trovare la saggezza per reggere un podio sulle spalle. Ci vuole coraggio, una buona dose di sfacciataggine, e la giusta maturità. E visto che la maturità la attestano sui pezzi di carta, Lisa il suo diploma se l’è preso addirittura in anticipo all’istituto Galli, non si dica che è poco. Cresciuta a Pedrengo, per lei la bici è più di una passione. È stata una scelta. Venuta prima di tutto il resto. Ora Lisa avrà un anno intero per dedicarsi alla bicicletta e basta, per capire meglio che cosa farne, del suo coraggio e della sua velocità.

 

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Il risultato della Morzenti non è arrivato certo a sorpresa perché l’atleta della Eurotarget Still Bike, che per il 2017 ha già un accordo con l’Astana Women’s Team, meno di un mese fa aveva vinto il titolo europeo di categoria a Plumelec, mentre a livello nazionale aveva perso solo il Campionato Italiano a favore della specialista Alessia Vigilia. Le speranze di ottenere un grande risultato c’erano tutte, ma, in una categoria in cui i confronti internazionali scarseggiano, è sempre difficile fare pronostici affidabili. E poi, ai mondiali di Doha c’era prudenza tra lo staff della nazionale visto il percorso ben diverso da quello del Campionato d’Europa in Francia: un mese fa l’arrivo era in cima ad una salitella di 1800 metri, qui solo pianura per 13.7 chilometri. Lisa invece si è confermata una grandissima specialista delle cronometro e ha aperto un prospetto interessantissimo per il futuro.

Ma prima del futuro c’è da fare i conti con il presente, e a sentire il ct Savoldi è di quelli che vorresti non scivolassero mai troppo lontano, fin giù nel pozzo dei ricordi: «Ha prevalso il grande lavoro che è stato fatto – dice lui trattenendo la gioia -, e il piazzamento è di squadra come dimostra il risultato delle altre due azzurre, tra le prime dieci». Poi è tutto un abbracciarsi, un esultare, un dire grazie, con Lisa che ha la faccia talmente rossa che pare un palloncino. Dire se il risultato le cambi o no la carriera è da sciocchi. Il 2016 di Lisa è stato un anno da incorniciare, pieno di successi e medaglie. L’oro mondiale è stato vinto dall’olandese Karlijn Swinkels (dopo il successo della formazione olandese Boels Dolmans nella cronosquadre), il bronzo è andato alla francese Juliette Labous, nuovamente al terzo posto dopo il campionato europeo in Francia.

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