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L’Ortofrutta Elena Valietti a Zanica
compie 80 anni e si dà al vegan

Non è una riserva naturale di recente scoperta o un parco nazionale protetto dal ministero dell’Ambiente. Elena Valietti  è da sempre titolare dell’ortofrutta nei pressi della piazza Papa Giovanni XXII, a Zanica. Il negozio esiste da ottanta anni e fu fondato dalla dalla nonna materna, che lo passò poi in eredità fino dalla nipote.

L’eredità e le nuove idee. «Già allora la nonna Gina Mapela cucinava e la gente, in questo periodo, veniva a comprare le castagne secche, la carruba e anche la farina di castagne utilizzata per preparare il dolce tipico della stagione», racconta con orgoglio Elena. Che oggi promuove l’innovazione, senza perdere d’occhio le tradizioni: questo è il suo motto, il suo modo di dare un presente e un futuro all’attività di famiglia.

Il marchio vegano. «Un grande passo avanti è stata la certificazione “Veg Più”, tramite la quale si propone al cliente la gastronomia vegetariana vegana – rivela l’intraprendente fruttivendola -. Tra i prodotti che presentiamo ci sono i minestroni legati alla famiglia del Gioppino, per cui ogni membro appartenente al focolare bergamasco corrisponde a un tipo di zuppa. Bisogna poi distinguere i mix pretagliati da quelli cotti, come la zuppa di cardi e patate».

 

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I prodotti scelti e la trasparenza. La promozione del prodotto a chilometro zero è assoluta e richiede uno stretto contatto con gli ortolani delle terre orobiche e non: dalla mozzarella di bufala al taleggio di Monte Bronzone, dalla classica patata di Martinengo alla galletta fatta col mais di Gandino. Sbirciando all’interno della bottega, tra una cassa di frutta e un’altra, si possono trovare, inoltre, prodotti con etichetta trasparente pianesiana, che rimandano a un sistema di chiarezza attraverso il quale non solo si vogliono indicare gli ingredienti che compongono un alimento, ma anche le caratteristiche relative alle materie prime e alle indicazioni tecniche (ad esempio le persone impiegate in azienda), fino alle varietà relative all’anno di raccolta.

Per quanto l’occhio di Elena sia attentissimo a non trascurare ciò che i campi bergamaschi le offrono, non perde di vista le curiosità: a tal proposito, si veda il cavolo di Creazzo, coltivato nei pressi delle colline di Vicenza, o il pomodorino del Piennolo della Campania.

 

 

La mailing list e i riconoscimenti. Oltre a ricercare la qualità, consolidati sono i rapporti coi clienti: «Ho ideato una mailing list, costituita dai contatti dei mie consumatori, attraverso la quale propongo loro una spesa di dieci euro, ogni giovedì, formata dai prodotti del momento». Una donna dedita, insomma, al proprio lavoro e alla propria clientela, ma anche alle più nobili iniziative: Elena è aderente al progetto della Camera di Commercio di Bergamo «Sono Sostenibile», così come al distretto di «Morus Alba». Ultima chicca, il riconoscimento da parte di Martina Donati, autrice de Il Mangiavegano 2017, la quale ha inserito Elena e la sua produzione tra le recenti scoperte di cucina vegana. Insomma, una fruttivendola sempre in fiore, o meglio, sempreverde, anche in fatto di successi.

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