Il luogo più bello da salvare?
Il convento di Monterosso (al mare)

Sono stati resi noti giovedì 19 febbraio i risultati del 7° censimento “I Luoghi del Cuore. Il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare” (qui), organizzato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il sondaggio, iniziato con la prima edizione del 2003, ha come obiettivo la salvaguardia e la tutela dei principali luoghi storico– artistici italiani, seguendo alla lettera quella che è la mission dell’Ente organizzatore dell’iniziativa: curare in Italia luoghi speciali per le generazioni presenti e future; promuovere l’educazione, l’amore, la conoscenza e il godimento per l’ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione; vigilare sulla tutela dei beni paesaggistici e culturali.

Ad ottenere il maggior numero di voti è stato il Convento dei frati Cappuccini a Monterosso al Mare (La Spezia), edificato negli anni 20 del 1600, che ha superato la Certosa di Calci (Pisa), il Castello di Calatubo ad Alcamo (Trapani) ed il Museo del Cappello Borsalino (Alessandria). Nella scorsa edizione, quella del 2012, a vincere fu la Cittadella di Alessandria, “imponendosi” sulla Chiesa di San Nicola in San Paolo di Civitate (Foggia), l’Abbazia Benedettina della SS. Trinità di Monte Sacro (Foggia) ed il Museo di Totò nel Rione Sanità di Napoli.

Il Comitato organizzatore ha previsto uno stanziamento economico per i primi tre classificati con lo scopo di sostenere un progetto di riqualificazione del luogo, concordato assieme ai responsabili della struttura, e inoltre un aiuto per tutti i luoghi che sono arrivati ad almeno 1000 voti, come possibile leggere sul sito de “I Luoghi del Cuore”: «I prossimi passi porteranno a partire da marzo, all’apertura di una nuova e importante fase di lavoro, attraverso le Linee Guida per gli interventi dedicate ai luoghi che hanno ottenuto almeno 1.000 voti: i referenti dei luoghi potranno infatti presentare al FAI una richiesta di intervento, legata a progetti concreti, attuabili in tempi certi e dotati di un cofinanziamento che garantisca un sostegno reale dai territori di riferimento».

I numeri. La settima edizione è stata quella del boom per “I Luoghi del Cuore” con 1.658.701 segnalazioni, mentre nel 2012 si erano fermate al milione circa con interventi da 123 paesi, per 20.027 luoghi votati, con tre principali motivi come la valorizzazione del territorio (32,7%), la tutela dell’area (24,1%) e la bellezza della zona (18,7%). Le regioni più citate sono state: Toscana, Lombardia, Campania, Liguria e Sicilia. Il Convento dei Cappuccini di Monterosso ha ricevuto 110.341 voti, più del doppio di quelli ottenuti due anni fa dalla Cittadella di Alessandria, vincitrice con 53.953. In 11 anni l’incremento della partecipazione all’iniziativa è stato notevolissimo, se si pensa ai “soli” 24.200 voti della prima edizione, e la crescita è riuscita grazie ai 45 luoghi valorizzati in precedenza che hanno creato attorno al censimento un vero e proprio clima da competizione.

Sono sorti infatti ben 276 comitati (tra i vincitori occorre citare il comitato ”Salviamo la Certosa di Calci” e “Ripariamo il paradiso di Monterosso”), nati con lo scopo di valorizzare la propria area di appartenenza. Tra i luoghi lombardi più votati al nono posto la Villa Alari di Cernusco sul Naviglio (MI), l’Organo Antegnati del Duomo Vecchio di Brescia (12°), il Museo della Collegiata di Castiglione Olona, quattordicesimo, (VA) e San Bernardino di Caravaggio, classificatosi quindicesimo.

Il vincitore. Il Convento dei frati Cappuccini di Monterosso (La Spezia), con la Chiesa di San Francesco annessa, venne eretto tra il 1619 e il 1622 e rappresenta da sempre il punto di riferimento religioso di una delle Cinque Terre e assieme a Monterosso è ritenuto Patrimonio dell’Unesco. I lavori di costruzione continuarono fino al 1640 permettendo al Convento di ospitare dalle 8 alle 10 persone. Tra il 1810 e il 1816 il convento venne confiscato ai frati diventando guarnigione della Repubblica Ligure nel Primo Impero Francese. Dal 1867 il complesso venne chiuso per le leggi sabaude e riaperto solo nel 1895. Negli anni ’90 del ‘900 il Convento venne nuovamente chiuso per mancanza di religiosi e riaperto solamente nel 2006. Oggi conta solo un abitante, il custode Padre Renato.

Al suo interno si ricordano la Chiesa seicentesca in stile cappuccino con altare e coro in legno, le sue opere d’arte (fra cui la “Crocifissione” attribuita al pittore van Dyck, “San Girolamo penitente” di Luca Cambiaso e il “Cristo schernito” di Bernardo Castello) e il refettorio a volte con “La Veronica” di Bernardo Strozzi. Il luogo è reso unico e ancora più meraviglioso dalla zona esterna, fatta di orti, vigneti e un terrazzo affacciato sul mare, che nel 2013 ha subito gravissimi danni a seguito delle alluvioni che hanno colpito tutta l’area ligure, facendo crollare il muro seicentesco del convento e privando la struttura del giardino, da sempre definito “il paradiso dei frati” (http://www.conventomonterosso.it/).