La grandezza di Maurizio Agazzi
E il prezioso scrigno delle Orobie

Abbiamo 14 montagne nel globo che raggiungono gli ottomila metri, 82 quattromila sulle alpi, 243 duemila sull’Appenino. E sulle Orobie? Quante sono le vette sulle Orobie che superano i 2000 metri? Tenetevi forte, perché sono più di 520. E c’è chi le ha scalate tutte. Maurizio Agazzi si definisce un uomo come tanti, con una sola differenza. Vive, come scrive nel suo blog, di puro amore per le sue montagne. E in questo caso le montagne sono le cime orobiche. Classe 1970, originario di Boltiere e conosciuto come “Aga” nella scena dell’alpinismo bergamasco, è riuscito a compiere imprese che vanno ben al di là di quelle comuni. Ambasciatore bergamasco per eccellenza, Maurizio ha riscoperto montagne dimenticate, promuovendo le Alpi Orobiche e mostrandone a tutti, alpinisti e non, la loro bellezza. Tanto che nel 2010 gli è stata consegnata la Medaglia d’oro al valore atletico dal CONI di Bergamo. Nel 2015 ha concluso l’ultimo dei suoi progetti, un sogno durato ben cinque anni: scalare tutte le vette sopra i 2000. Abbiamo avuto occasione di incontrarlo.

 

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Quando è nata la passione per le Orobie e l’alpinismo?
Da ragazzo, per i primi anni della mia adolescenza, ho giocato a calcio. Poi, in seguito a un infortunio, ho dovuto abbandonare l’attività calcistica. La passione per la montagna è nata per puro caso, dopo un giro delle Orobie fatto con amici più di vent’anni fa. Da li è cominciato tutto.

Perché questo attaccamento alle Orobie?
Tutti conoscono il Pizzo Coca, il Pizzo del Diavolo, la Presolana. Ci sono tuttavia altre montagne, spesso non citate, che non vedono ripetizioni anche da decine d’anni. Vette molto spesso pericolose, ma che permettono ancora di fare un alpinismo esplorativo e di regalare stupende avventure ed emozioni. Da qui l’idea di riscoprire e divulgare le Orobie, promuovendole e mostrandone il loro lato selvaggio e dimenticato.

Raccontaci dello Scrigno delle Orobie.
Lo Scrigno delle Orobie è un forziere che raccoglie le più belle perle delle nostre montagne. Un progetto non ancora chiuso, ma che vede la possibilità di aggiungere, di volta volta in volta e di anno in anno, altre perle, in modo di arricchirlo sempre di più. È stato presentato la prima volta volta al CAI di Bergamo il 18 dicembre del 2015 e riproposto prima di Natale 2016. Naturalmente, ogni anno vengono aggiunti nuovi tesori.

Un progetto ambizioso, di non facile realizzazione…
Nell’ultima fase del progetto, quando ormai mancavano poco meno di trenta montagne (le più difficili e pericolosi) sono stato supportato dalla Guida Alpina Yuri Parimbelli. Senza il suo aiuto non sarei mai riuscito in questa impresa. Con Yuri ho scalato le Quattro Matte, poste sopra Colere (l’ultima relazione è datata 1930, firmata da Vitale Bramati), il Torrione di Sant’Ambrogio (unica ripetizione dal 1930 di Agostino Parravicini), le Sette cime del Medasc (nessuna relazione), la cresta di Stan Stanislao (nessuna relazione) e altre montagne molto impegnative.

 

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I tuoi compagni di cordata?
I compagni in questi anni sono stati davvero molti. Citarli tutti sarebbe impossibile. Sono state tantissime le persone che mi hanno aiutato, non solo nelle scalate più difficili, come veri e propri compagni di cordata, ma anche, per esempio, nei vari spostamenti per raggiungere determinate montagne. Guerino e Luca molto spesso mi accompagnavano in auto, alleggerendomi di snervanti ore di guida. L’aiuto molte volte era anche psicologico. In momenti di difficoltà o prima di qualche scalata particolarmente difficile, una telefonata a Guerino e qualche parola servivano anche per trovare la calma e la concentrazione, fondamentali per chi pratica alpinismo a certi livelli. Tornando ai compagni di cordata, non posso non citare Filippo, amico d’infanzia con cui ho condiviso il corso alla Scuola dei Ragni di Lecco e sempre partecipe di tutti i miei progetti. Naturalmente un ringraziamento particolare va alla guida alpina Yuri Parimbelli.

La montagna che ti ha più affascinato?
Probabilmente le Quattro Matte. Fin da bambino ho passato le vacanze estive a Colere. Quei quattro Pizzi, protesi verso il cielo, hanno da sempre attirato la mia attenzione. Quando con Yuri abbiamo deciso che era il momento buono, stentavo a crederci: è stata una scalata eccezionale.

Qualche aneddoto vissuto in montagna?
Ne avrei tantissimi! Uno, molto significativo, è stato durante la posa della bandiera Unicef, di qui sono testimonial, sulla vetta della Presolana. Siamo partiti a piedi dal Palamonti di Bergamo, sede del CAI Provinciale, per raggiungere la “Regina” passando dal Canto Alto, fino alla Val Serina ed alla Val di Scalve. Giunti sotto le pendici della Presolana, insieme al Soccorso Alpino, abbiamo deciso, a causa del cattivo tempo, di rimandare l’ascesa finale al giorno dopo. Abbiamo dato così non solo un messaggio di solidarietà con Unicef, ma anche un messaggio di sicurezza con il Soccorso Alpino.

 

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Hai pubblicato qualcosa in questi anni?
Nel 2009 ho pubblicato un libro, Avventure e concatenamenti nelle belle Orobie. Il ricavato è stato devoluto alla Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori, di qui sono testimonial. Nel corso della mia attività alpinistica ho prodotto anche quattro dvd. Nel 2007, 153 cime – Highlights di un record, nel 2009 Un milione di… Orobie, nel 2010 il dvd Cavalcata tra Monti e Laghi e nel 2011 il documentario La regina abbraccia l’Unicef .

Qualche riflessione sulle Alpi Orobie?
Ho dedicato gran parte della mia vita a queste montagne, che tanto mi hanno dato. Intendo continuare a divulgare la loro storia, ricordando che si può ancora fare un’alpinismo esplorativo sulle montagne di casa e che ci sono ancora posti da riscoprire anche sulle Orobie.

Maurizio ci rapisce mentre racconta delle sue montagne. Si rivolge a loro con reverenza, quasi come un figlio che, orgoglioso del padre, ne narra le sue gesta, restando sempre in secondo piano rispetto alla montagna stessa e dicendo che è lei la vera protagonista della sua storia. Quello che più stupisce non è il numero di vette raggiunte, ma la passione con cui Maurizio le racconta. Ascoltandolo, capiamo che la sua avventura sulle Orobie e ben lungi dall’essere terminata. L’ambasciatore orobico continuerà la sua missione, cercando nuove vie sulle nostre montagne e riscoprendo altre perle nascoste tra i loro anfratti. Nuove attraversate attendono l’esploratore che, come Aga, aspetta solo di riscoprire e portare alla luce.

 

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Maurizio Agazzi in pillole. Sono molti i progetti che vedono Maurizio protagonista, in più di 15 anni di attività alpinistica. Nel 2002 conclude il progetto Grignetta. Nel 2003 sale, in soli tre mesi, 130 vette nell’arco orobico per festeggiare i 130 anni del CAI di Bergamo. Il 2004 lo vede impegnato nel progetto MAGA (Menna-Arera-Grem-Alben), concatenando le quattro montagne in stile notturno. Nel 2005 percorre in solitaria l’intero arco orobico per una ricerca sui laghi alpini: un percorso di 300 chilometri 30mila metri di dislivello, 50 vette raggiunte, 70 laghi visitati e 160 ore di marcia in 18 giorni. Nel 2006 percorre in notturna l’intera corona alpina della Valle Imagna, mentre nel 2007 scala 153 vette per festeggiare l’Atalanta. Il 2008 lo vede raggiungere un traguardo non da poco: un milione di metri di dislivello saliti in 5 anni. Il 2010 è l’anno della “cavalcata tra monti e laghi”, per la quale realizza anche un dvd. Nell’agosto 2011, come testimonial, è la volta de La Regina abbraccia l’Unicef. Con i compagni di cordata Luca, Filippo e Guerino posa la bandiera Unicef sulla vetta della Presolana. Nel 2015, Maurizio è il primo alpinista al mondo ad avere scalato tutte le 520 vette dell’arco orobico poste sopra i 2000 metri di quota, alcune delle quali salite da vie molto difficili e, prima di oggi, quasi mai ripetute.

Le sue onorificenze.
Medaglia d’oro al valore atletico – Trescore Balneario, 15 ottobre 2010.
Benemerenza Civica comune di residenza – Boltiere – 25 settembre 2011.
Premio Montagna Italia – Bergamo – 28 gennaio 2012.
Benemerenza CAI Bergamo – 18 dicembre 2015.
Benemerenza Provinciale – Bergamo – 29 settembre 2016.

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