Milano-Cortina 2026, un successo
anche della dab di Michela e Sofia

«It’s a beautiful day, a beautiful life, a wonderful dream… Dreaming together!». Tutti in piedi, perché il sogno è diventato realtà. E cosi la loro “dab dance” diviene uno dei simboli della vittoria. Sofia Goggia e Michela Moioli simboli lo sono da qualche anno, specie da quando – l’una in discesa libera e l’altra nello snowboardcross – hanno incantato il mondo salendo sul gradino più alto alle ultime Olimpiadi coreane di PyeongChang. E allora chi avrebbe potuto cambiare habitat, ma non il Dna vincente, se non le nostre regine della neve?

 

 

Un duetto che è già storia sul palco del Cio (Comitato olimpico internazionale), in quel di Losanna, nel giorno in cui lo sport azzurro corona il suo sogno a vent’anni di distanza da Torino 2006. Perché quelle due amicone, l’una di Astino e l’altra di Nese, travolgono ancora tutto e tutti con la disarmante naturalezza che le contraddistingue tanto da concludere l’intervento con la “danza dello starnuto”. Solo così, facendo leva anche su un rapporto splendido, avrebbero potuto sconfiggere la tensione e il nervosismo implacabilmente al cancelletto ad attenderle. Tutto annullato, anzi ribaltato: i cinque cerchi olimpici torneranno a tingersi di verde, bianco e rosso. Il tricolore, quindi, svetta più alto del giallo e il blu della bandiera svedese costretta a digerire, per la nona volta, l’amaro sapore della sconfitta nonostante Stoccarda e Are e il favore del pronostico. Ma nulla da fare al cospetto della valanga italiana, abilissima a imperniare la propria offensiva sulla sostenibilità, sul gioco di squadra, sul movimento paralimpico e sulla forza delle sue inarrivabili donne. Dalla 17enne Elisa Confortola – on stage come una veterana – ad Arianna Fontana, da Sofia (con tanto di occhialini) a Michela.

 

 

«Abbiamo avuto paura fino all’ultimo – ha detto Goggia -, ma 47 preferenze contro 34 significa una vittoria schiacciante. Siamo tutti felici, quando si tratta di tirare fuori il meglio, il nostro Paese ce la fa sempre. Siamo assolutamente felici, io adesso sogno Pechino 2022, ma quella del 2026 potrebbe essere la mia ultima Olimpiade. Farla nel mio Paese sarebbe il massimo». L’imperatrice della discesa avrà 34 anni, 31 invece la snowboarder seriana: «La nostra parte – ha sottolineato Moioli – è stata importante. Abbiamo regalato un po’ di divertimento. Ci siamo date appuntamento per il 2026, ognuno magari avrà un ruolo diverso, ma sarà una grande opportunità per tutti noi. Un momento di grande adrenalina: all’annuncio siamo esplosi ed è saltata fuori l’italianità». Italianità e “bergamaschità” per il binomio nostrano, come ha evidenziato il sindaco Giorgio Gori: «È stata un’emozione – ha dichiarato – vedere Sofia Goggia e Michela Moioli lanciare il video della candidatura. Due bergamasche vere, due grandi sportive di cui la città e la provincia vanno orgogliose. Si tratta, infatti, di un’opportunità anche per Bergamo: siamo a disposizione da subito, con le nostre strutture sportive e la ricchezza delle nostre montagne, per contribuire al successo della manifestazione».

 

 

A Milano hockey ghiaccio pattinaggio di figura e short track; sci alpino maschile a Bormio; sci alpino femminile a Cortina d’Ampezzo, cosi come bob, curling, skeleton e slittino; a Livigno snowboard e freestyle. In Trentino Alto Adige, poi, sci di fondo, salto con gli sci e combinata nordica (in Val di Fiemme); a Baselga di Piné il pattinaggio di velocità e ad Anterselva il biathlon. Doppia cerimonia di apertura nelle due città di riferimento e chiusura all’Arena di Verona: appuntamento dal 6 al 22 febbraio 2026. Vi aspettiamo, con Sofia e Michela in prima linea.

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