Onore ai Vigili del Fuoco italiani
eletti migliori pompieri al mondo

I migliori pompieri del mondo sono quelli italiani. Il riconoscimento è arrivato dalla Germania dove al corpo dei Vigili del Fuoco è stato attribuito il World of Firefighters – Conrad Dietrich Magirus Award, edizione 2016. I nostri “pompieri” hanno vinto in virtù dell’attività «svolta in seguito al sisma che il 24 agosto 2016 ha colpito l’Italia centrale». In finale gli italiani hanno dovuto vedersela con Austria, Brasile, Cile, Colombia, Danimarca, Francia, Polonia ed Emirati Arabi selezionati da una giuria internazionale specializzata.

I tagli alle risorse finanziarie. Una bella soddisfazione per un corpo dello Stato che in questi ultimi mesi ha avuto in effetti vita durissima, per via del ripetersi delle emergenze terremoto. I Vigili del Fuoco anche per questo impegno sono una delle poche istituzioni che nessuno in Italia mai si azzarderebbe di attaccare. E tutto questo a dispetto di provvedimenti legislativi penalizzanti, che hanno progressivamente tagliato le risorse finanziarie necessarie e di conseguenza aumentato la cronica carenza di organico. I numeri parlano chiaro: in tutti Paesi europei si ha un rapporto di un vigile del fuoco ogni 1000 abitanti, riuscendo a garantire un eccellente servizio di sicurezza e soprattutto prevenzione. In Italia il rapporto sale a un vigile del fuoco ogni 15mila persone.

 

 

Le condizioni difficili all’Hotel Rigopiano. L’ultima emergenza l’hanno affrontata a Rigopiano dove, nella nottata tra il 21 e il 22 gennaio, sono stati lasciati solo 25 vigili del fuoco ad operare, nonostante le 24 persone ancora disperse. Molti di quei pompieri erano all’hotel sino da giovedi 19, il primo giorno, esausti, e alcuni hanno dovuto indossare calzature e guanti propri perché quelli in dotazione non erano adatti al gelo. «Non ricordiamo un intervento così impegnativo. Le condizioni meteo, il grande freddo, le macerie e i muri di neve hanno reso i soccorsi proibitivi. Lo scenario era davvero complesso. Gli elicotteri non potevano volare e alcune attrezzature non potevano essere utilizzate», ha raccontato il comandante Ugo D’Anna, elogiando i “suoi” Vigli del Fuoco, che da Pisa sono arrivati sul luogo della tragedia.

Le nuove figure. Premi, simpatia, popolarità. Eppure i Vigili del Fuoco che dal 2012 sono entrati a far parte del Servizio nazionale di Protezione civile, stanno vivendo un momento molto difficile, tra tagli di organico e di risorse. Molti di quelli chiamati a far fronte all’emergenza sono figure nuove introdotte da una bizzarra legge del 2011: si tratta dei cosiddetti Vigili del Fuoco discontinui, che sono una figura strategica del Corpo nazionale, pur essendo privi di contratto a tempo indeterminato, e non potendo essere richiamati in servizio per più di 14 giorni consecutivi, e per un massimo di 160 giorni l’anno. Quella Legge ha stabilito «i richiami in servizio del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco non costituiscono rapporti di impiego con l’amministrazione».

 

 

Due albi diversi. Una situazione poco sostenibile per un Paese che oltretutto ha continue emergenze sul fronte della Protezione civile. Per questo in Parlamento la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha approvato un testo presentato da un fronte politico molto trasversale, per arrivare presto ad avere due albi diversi da istituire entro l’anno 2017. Uno che raccoglie gli effettivi e il personale richiamato in servizio per le esigenze dei comandi provinciali, e l’altro per i volontari che prestano la propria attività all’interno dei cosiddetti distaccamenti volontari, sedi del Corpo dei Vigili del Fuoco costituite esclusivamente da personale volontario.

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