A Treviolo ha stravinto Gandolfi
E adesso si pensa già a Treviva

Un successo elettorale sperato, ma con numeri inaspettati. Pasquale Gandolfi ha varcato la soglia del suo secondo mandato con il 57 per cento di consensi.

Immagino che la prima elezione non si scordi mai. O è meglio la seconda?

«La prima elezione è stata “inaspettata”. Nella seconda ci si sperava, ma è comunque un’emozione infinita, anche perché, rispetto alla prima che era il giudizio di una proposta, la seconda è stata il giudizio del lavoro che abbiamo svolto. E il risultato elettorale è stato talmente grande che ci ha dato un’enorme soddisfazione».

Ce lo dica subito, quando si farà Treviva?

«Lo diremo la prossima settimana».

Perché ha vinto Gandolfi?

«Posso dire quale è stata la mia impressione. Credo innanzi tutto che non abbia vinto Gandolfi, ma il gruppo di Progetto Treviolo, e questo lo testimoniano i voti e le duemila preferenze personali che hanno preso i nostri candidati consiglieri. La concretezza legata alle persone che si è vista in questi cinque anni credo che abbia fatto la differenza».

Torniamo un attimo alla mattina di lunedì. A Treviolo la Lega ha toccato il 49,31 % alle Europee, quanto s’è spaventato?

«Tantissimo! Ero molto, molto preoccupato. Anche se l’impressione personale che abbiamo avuto domenica era assolutamente positiva, nel senso che la gente che era venuta al seggio ci aveva fatto capire che era con noi, quindi ci speravamo comunque».

 

 

Ha sentito i suoi avversari?

«Sì, ho ricevuto complimenti da entrambi, da uno tramite una telefonata e dall’altro con un messaggio. In questa campagna elettorale non mi sono minimamente permesso di criticare o fare considerazioni sul lavoro altrui, cercando sempre di rispettare i miei competitors nella consapevolezza che uno ha fatto il capogruppo di opposizione per cinque anni, e l’altro ha fatto il sindaco per dieci. Sono persone che comunque si sono spese per il territorio e, nella convinzione che oggi sono il sindaco di tutti, anche del 43 per cento di persone che non mi hanno votato, sono disponibile a cogliere gli spunti positivi che possano arrivare dalle future opposizioni».

Ci sono tanti cantieri aperti. Ma ci rivela una novità assoluta per il secondo mandato?

«No (ride, ndr). Lo diremo quando sarà il momento giusto».

Quindi c’è una novità?

«Sì, anche se sono dell’idea che a Treviolo non servano opere faraoniche. Una novità ci sarà, ma non è questo il momento per parlarne. Sono abituato a fare un passo alla volta».

Chi saranno gli assessori? E il vicesindaco?
«Sto facendo le consultazioni in questi giorni con tutti gli eletti e i non eletti, e credo che la prossima settimana scioglieremo la riserva. Incontro personalmente tutti, anche chi è stato molto vicino alla lista. Insieme stiamo ragionando in base alle disponibilità, alle volontà, alle capacità dei singoli. Essendo un gruppo grande e coeso, è giusto che si faccia questa scelta insieme».

Il 15 per cento dei leghisti l’ha preferita a Masper. Perché?

«La riflessione che ho fatto io è stata diversa. Non è che il 15 per cento dei leghisti ha preferito me a Masper, ma hanno completamente scisso il voto delle europee dalla realtà locale. È stato valutato il lavoro fatto in cinque anni  dalla squadra e la proposta politica che abbiamo messo sul tavolo per i prossimi cinque, che prevedeva la conclusione di un lavoro iniziato con il primo mandato. È stato quindi spostato il focus più sul piano delle persone che su…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 32 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 6 giugno. In versione digitale, qui.

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