La villa da sogno a Ponte San Pietro
Ma visitarla resta proprio un sogno

Per la copertina dell’album del 1975 Un po’ del nostro tempo migliore, i Pooh scelsero di realizzare un servizio fotografico nella sontuosa Villa Mapelli Mozzi di Ponte San Pietro con figuranti in abiti ottocenteschi. Il fascino di questa dimora storica stregò anche Ornella Muti che qui pare abbia girato le scene di uno dei suoi film. L’abitazione in questione è infatti una delle più imponenti e rappresentative presenti sul territorio dell’Isola Bergamasca. Un patrimonio artistico e architettonico di indubbio valore che in molti vorrebbero visitare. Eppure da qualche anno le porte della casa sono state chiuse ai turisti, con grande rammarico dei residenti della zona.

 

 

La questione è tornata di recente a far discutere sulla pagine Facebook di “Sei di Ponte San Pietro se…” dove un cittadino ha lanciato un appello al vicesindaco Matteo Macoli: «Nel nostro Comune – scrive – sorge questa bellissima dimora storica. Forse un po’ sottovalutata. Ma non è visitabile perché privata? Si potrebbero organizzare delle visite guidate. Matteo Macoli aiutami tu». Pronta la risposta dell’assessore della giunta Zirafa che ha spiegato: «La Villa è di proprietà privata ed è ancora in parte abitata». Anche Sergio Limonta, guida di Promoisola, ha confermato: «È residenza di privati che non accettano visite turistiche. Ho portato alcune scolaresche a visitarla con il consenso della gentile e aristocratica signora Legler, una della proprietà, purtroppo oggi scomparsa e dunque si sono chiuse le visite per gli eredi. Il marito era un Mapelli, ultimi discendenti dopo i Mozzi. Ricordo bene la signora Legler che ci accoglieva con sorrisi e poi faceva da cicerone per le scolaresche».

 

 

Il post ha offerto l’occasione a parecchi residenti della zona di rispolverare alcuni aneddoti legati a questa maestosa dimora: «Io fino all’età dell’adolescenza ci andavo spesso perché ero amica dei figli – ricorda Antonella – e ogni volta che…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 31 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 9 maggio. In versione digitale, qui.

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